Dalle 9.30 di giovedì 8 ottobre gli attivisti e le attiviste di Extinction Rebellion si sono incatenati ai cancelli di Eni a Roma. Hanno trascorso lì la notte e il presidio nonviolento continua nell’attesa di una risposta alla lettera inviata dal movimento al Ministro Patuanelli. Alcuni attivisti sono stati fermati e denunciati dalla Forze dell’Ordine nonostante la natura pacifica e nonviolenta delle azioni.

Oggi, trascorse oltre 24 ore, nessun rappresentante del Governo si è presentato al presidio, che prosegue per denunciare la finta narrazione di greenwashing della multinazionale e dichiarare l’urgenza di agire per contrastare il collasso climatico ed ecologico.

Per questo motivo, Extinction Rebellion estende l’invito a un confronto al Ministero dell’Economia e delle Finanze e a Cassa Depositi e Prestiti, in quando emanazioni del Governo che hanno una quota di partecipazione complessiva del 30,33% in ENI, una delle aziende che più alimenta il precipizio climatico che stiamo vivendo.

Extinction Rebellion non è disposto ad abbandonare il presidio e pretende un confronto con rappresentanti delle Istituzioni sulla responsabilità del fossile come causa del collasso climatico ed ecologico. Deve essere il Governo a sciogliere dalle catene i cittadini che per mandato deve proteggere e deve farlo dicendo la verità e con azioni concrete che rompano il Business as Usual delle grandi aziende inquinanti che alimentano l’ecocidio, e non continuando a finanziarle anche tramite fondi europei.

 

Reiteriamo le richieste presentate ieri da XR al Ministero per lo Sviluppo Economico riguardo al finanziamento a Eni e le estendiamo al Ministero dell’Economia e delle Finanze e CDP:

  1. Ponete fine agli incentivi che lo Stato concede a tutte le aziende che traggono profitto dalle attività estrattive

  2. Rifiutate di concedere qualsiasi tipo di finanziamento a Eni fino a che non invertirà completamente la propria politica energetica rinunciando definitivamente a tutti i combustibili fossili, compreso il “gas naturale”

  3. Contrastate la narrazione di “greenwashing” di Eni sostenendo con noi l’inconsistenza e l’ipocrisia della “transizione verde” che questa azienda dice di perseguire

  4. Rifiutate di concedere qualsiasi tipo di finanziamento a Eni fino a quando non smetterà di sfruttare selvaggiamente le risorse delle popolazioni più povere del mondo e distruggere gli ecosistemi

All’intero Governo italiano chiediamo che:

  1. Dica finalmente la verità sulla gravità della crisi ecologica e climatica in corso

  2. Agisca immediatamente con l’obiettivo di portare le emissioni di gas climalteranti allo zero netto entro il 2025 e fermi la distruzione degli ecosistemi globali su cui ha la possibilità di intervenire

  3. Costituisca delle Assemblee di Cittadine/i per deliberare su come reagire a queste minacce su modello delle Citizens’Assembly anglosassoni

  4. A riguardo di Eni: ponga fine immediatamente alla partecipazione di Eni nei programmi di educazione e formazione di studenti e insegnanti delle nostre scuole

  5. Affidi il compito di insegnare la sostenibilità alla comunità scientifica competente

 

Noi non siamo ENI.

 

Extinction Rebellion Italia.