Honduras: sosteniamo le donne. Quando cooperare può fare la differenza

18.09.2020 - Tatiana Boretti - Redazione Italia

Honduras: sosteniamo le donne. Quando cooperare può fare la differenza
(Foto di ETEA)

Sosteniamo le donne di Santa Rosa de Copán – Honduras, è un’iniziativa che si terrà sabato 19 settembre, presso l’arci di Persichello, in provincia di Cremona.

La promotrice dell’iniziativa è Michela Accerenzi, vive a Santa Rosa de Copán, è Coordinatrice Regionale per l’America Centrale della Fondazione ETEA. Ha oltre 16 anni di esperienza nella gestione di sviluppo in Repubblica Dominicana, Ecuador, Bangladesh, Gambia e America Centrale. Ha conseguito un Master in Economia dello sviluppo e cooperazione internazionale.

Quale è il tuo ruolo nella fondazione?

Mi occupo della supervisione dei progetti della fondazione, progetti sullo sviluppo rurale, sicurezza alimentare, violenza di genere, prevenzione di conflitti e formazione in intelligenza emozionale in centri scolastici, educazione, energie rinnovabili, appoggio a micro e piccola impresa, ricerca universitaria in ambito dello sviluppo e gestione del personale locale, di gestire i fondi e la ricerca di nuovi fondi per i progetti.

Che tipo di ONG è ETEA?

La Fondazione ETEA è una ONG che crea progetti di sviluppo e capacita, collabora sul territorio con numerosi reti di sostegno, tra cui la rete di Santa Rosa de Copán che sostiene le donne vittime di violenza di genere, composta da 24 associazioni che operano in vari ambiti: dall’assistenza legale alla formazione, alla prevenzione.

Un altro importante socio locale è Casa Hogar, una casa rifugio per donne e i figli vittime di violenze.

Com’è la situazione sociale in Honduras dal punto di vista delle parità di genere?

In Honduras, da un punto di vista legislativo esiste l’uguaglianza tra uomini e donne ma nella vita pratica e quotidiana la situazione è completamente diversa.

Secondo l’Instituto Nacional de Estadistica il numero di donne in età lavorativa supera il 6,7% il numero degli uomini, ma solo il 40% ha un lavoro rispetto al 72% degli uomini.

Nel settore rurale solo il 14% delle donne riesce ad avere in gestione la produzione e deve affrontare barriere sociali, culturali ed economiche.

In questo contesto la violenza contro le donne è molto alta.

Durante la fase del lockdown quali sono state le conseguenze di questo confinamento e del blocco delle attività?

Durante la fase del lockdown (fase non ancora terminata) la situazione è peggiorata a causa di diversi fattori tra cui l’aumento del lavoro domestico e assistenziale, lavoro che è ricaduto esclusivamente sulle spalle delle donne. Altro fattore importante è l’aumento della disoccupazione e la totale mancanza di sussidi alla disoccupazione e incapacità di pagare debiti e chiedere prestiti.

Dal punto di vista sanitario, a causa dell’emergenza coronavirus, le risorse umane ed economiche sono state spostate in un’ unica direzione trascurando e quindi acutizzando le patologie e le problematiche di natura sessuale: si sono registrati aumenti di morte materno-infantile e una difficoltà di somministrazione di farmaci e contraccettivi.

Un altro fattore è il confinamento forzato che ha esposto molte donne e ragazze a vivere all’interno del nucleo familiare, che, nella maggior parte dei casi, è luogo dove avvengono le violenze perpetrate da parenti e partner.

Di che tipo di aiuto hanno bisogno le donne, in questo momento?

Per poter uscire da queste spirali di violenza le donne hanno bisogno di avere una base economica da cui ripartire: si pensi che con 2000 lempiras (poco più di 75 euro) una donna può accedere ad un prestito, pagare l’elettricità, pagare medicine e alimenti.

Questa raccolta fondi aiuterà quelle donne ,che sono uscite dalla loro situazione familiare violenta e che hanno iniziato un percorso di denuncia, a non ricadere nel meccanismo di dipendenza verso i loro aggressori. La dipendenza economica diventa il punto centrale per liberarsi dalle violenze.

Ci sarà la possibilità di fare donazioni anche dopo l’evento di sabato?

La raccolta fondi andrà avanti fino al 15 OTTOBRE 2020. Nel volantino tutte le informazioni su come procedere alla donazione.


Programma di Sabato 19 Settembre c/o Circolo ARCI di Persichello, Cremona

PRESENTAZIONE DELLA RACCOLTA FONDI IN FAVORE DELLE DONNE VITTIME DI VIOLENZA DI GENERE IN HONDURAS

19:00 – Videochiamata con Michela Accerenzi, in Honduras.

20:30 – Cena hondureña a offerta minima di 20,00 Euro (include la donazione base di 15,00 Euro)

21:30 – Concerto dei “Nero a metà”

https://www.facebook.com/events/3058493587581389

 

Categorie: America Centrale, Europa, Genere e femminismi, Interviste
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