Lettera aperta di Eros Tetti a Mattia Santori e alle Sardine della Toscana

14.08.2020 - Gallicano - Eros Tetti

Lettera aperta di Eros Tetti a Mattia Santori e alle Sardine della Toscana
(Foto di Riccardo Mango Rickyman – Sardine di Roma)

Caro Mattia, care Sardine toscane,

mi permetto di chiamarvi così amichevolmente da giovane militante della lotta per salvare le Alpi Apuane (ho fondato 11 anni fa il gruppo fb Salviamo le Apuane- link).

Vi scrivo partendo dalla frase di Mattia su Repubblica: “Quello che chiediamo a Giani è darci una visione, farci capire, sognare, dirci che la Toscana sarà la regione leader sull’ecologia, che darà il nido gratis, la sanità per tutti, che agevolerà chi fa figli. Faccia riscoprire la sinistra con le idee, altrimenti la gente non sa più cos’è”.

Tante persone fisiche, idee, comitati, gruppi, iniziative territoriali, giovani agricoltori, commercianti, produttori della montagna appenninica ed apuana e delle città toscane sono impegnati con me, anche nelle elezioni regionali, non solo per fermare un potenziale governo di destra che non può essere adeguato alla delicatezza, gentilezza, sensibilità culturale che necessita alla fragilità della Toscana, frutto di una storia e cultura straordinarie, ma soprattutto perché abbiamo un sogno. Un sogno che si svolge fuori dai palazzi, nella terra toscana e che vede nel governo e nelle elezioni uno strumento fra tanti per salvaguardare la Toscana e darle quello sviluppo che merita. Ed io, Eros Tetti, sarò, come indipendente, in queste elezioni in Europa Verde, Progressista e Civica, all’interno del Centrosinistra, per rappresentare tutti loro.

Lo sviluppo che la Toscana merita. Nel programma elettorale abbiamo spiegato bene cosa significhi, per noi, la parola “sviluppo”, recuperandone il suo vero significato letterale: sviluppo come scioglimento di un viluppo, di un nodo e, dunque, il nostro impegno è lo studio e il progetto per sbloccare i nodi che avviluppano la Toscana ed ottenere il risultato sperato senza dover consumare suolo, inquinare, costruire megaopere. Sciogliere i nodi con l’intelligenza, l’innovazione, il “genio” di cui la Toscana passata ha dato prova al mondo.

Un sogno. Quello, fra tutti, di armonizzare il lavoro con l’ambiente e superare, con lo sviluppo dei nodi, lo stallo e il conflitto che c’è oggi. Così, dalle Alpi Apuane, gravissima questione ambientale che va ben oltre il livello locale, dove alla chiusura delle cave nel Parco regionale colleghiamo l’attivazione di laboratori del marmo per l’arte, il design, e tante proposte per una grande riorganizzazione turistica sostenibile, il controllo del territorio dal terremoto,  dalle alluvioni, dagli incendi e la sovranità alimentare tramite la crescita di aziende agricole a filiera corta di giovani donne e uomini, nella costruzione di cooperative di comunità, creando nuovo lavoro buono e non usurante, ricollocando i lavoratori e aprendo una lunga stagione di sostenibilità, senza perdere occupazione e risanando la grande ferita ambientale. Così sarà in Amiata, in Val d’Orcia, e nelle terre della geotermia, e ovunque comitati stanno indicando nuove strade per armonizzare lavoro e ambiente. Così sarà nelle grandi città d’Arte, a partire da Firenze, dove limitare la monocoltura del turismo, oggi asfissiante, ed armonizzare il turismo con l’apertura al territorio circostante e con una riqualificazione dell’offerta culturale, turistica, di godimento del bello e del buono, con i 5 sensi più uno (la cultura e l’emozione).

E il sogno è quello di rilanciare e riprendere il Buon Vivere Toscano, così affascinante per quanti guardano alla Toscana dal mondo, fatto di buon mangiare e buon bere, di stare all’aperto, insieme, in allegria toscana e godere di bellezze artistiche, storiche, ambientali e di qualità della vita, di lentezza e serenità.

E ancora il sogno, per me dirigente della Cooperativa sociale Odissea che accoglie rifugiati migranti, è creare reale inserimento dei nuovi abitanti della Toscana, nel lavoro, nei quartieri, nello scambio fra diverse culture.

Ed io, leader di un grande movimento (11.050 iscritti facebook) per le Apuane e già presidente (mi sono dimesso entrando in campagna elettorale) della Rete dei Comitati Toscani, ho scelto di contribuire a cercare e disegnare questo sogno, di spingere le componenti più attente del centrosinistra e comunque della società toscana a sognare. E ho ritenuto che si possano ottenere molti risultati e dare molta efficacia all’azione anche partecipando alle Elezioni, come indipendente, nelle liste di Europa Verde, Progressista e Civica, in forma critica ma responsabile, con il Centrosinistra.

Convinto di raggiungere due obbiettivi: fermare una destra inadeguata e inaccettabile per la Toscana e, nel contempo, rafforzare i giovani contadini che tornano ad abitare l’Appennino e le cooperative di comunità che iniziano a rivitalizzare ed autogovernare i borghi montani e rurali, dare rappresentanza democratica diretta alla gente dei quartieri urbani, basandoci sulle risorse del territorio, inserire, con coraggio e innovazione, i nuovi arrivati immigrati nella produzione agricola e nelle comunità, ricostruire le tante diversità culturali esistenti nella Toscana, fare della Toscana un faro di civiltà e pace che la sua collocazione euromediterranea le consente.

Chiediamo alle Sardine Toscane di confondersi nel mare in cui anche noi navighiamo, liberando non solo tante spiagge toscane, oggi imbottigliate in una monocoltura balneare che tutto privatizza ma anche quelle lunghe coste che videro la grande civiltà degli Etruschi confrontarsi con tutti i popoli del mare, dall’Africa all’Asia (la seta di Lucca).

Categorie: Comunicati Stampa, Ecologia ed Ambiente
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