“Quando fu creato il mondo, la maggior parte delle persone aveva le ali e volava. Grandi città furono costruite e fu generato molto potere. Allora ci fu un grande conflitto tra forze – la gelosia, l’invidia e l’egoismo si unirono contro la bontà, l’allegria e la solidarietà.

Fu un conflitto che durò degli anni, ciascuna forza cercava di conquistare e dominare l’altra. Allora Raven, un essere alato che comandava il mondo, decise che solo le persone che racchiudevano in sé le forze del bene avrebbero potuto avere le ali come lui. Gli altri, che coltivavano solo il male, avrebbero perso la capacità di volare per non distruggere la Terra. Oltre alle ali, le forze del bene sarebbero state riconosciute per altre caratteristiche, abilità magiche, i segni della sua bontà.

“Tutti noi – diversi – siamo stati marcati da Raven, come le forze che mantengono la vita e la natura. Io ho il dono di vedere quello che succederà, altri hanno peli che li proteggono dalle malattie, ali che li fanno volare.”

Così lo sciamano spiegò ad Anna e a Little John come erano speciali.

Ma, qualche ora prima:

Lo sciamano non aspettava nessuno a parte il dottor Hans, ma non ebbe nessuna reazione quando seppe che una ragazzina e un ragazzo con il volto coperto di peli lo stavano accompagnando. Sembrava avesse intuito la loro presenza. Fece uno sguardo senza sorpresa o reazione.

All’entrata della tenda, suo figlio Kalluh e un lupo grigio lo aspettavano. Kalluh era alto e magro, aveva i capelli neri e lisci, lunghi fino ai fianchi. Portava sempre un gufo nero sulla spalla, che sembrava impagliato, immobile. Non era per niente simpatico ai visitatori bianchi. In particolare non si fidava di Little John, perché non aveva mai visto nessuno con così tanti peli sul viso e sulle braccia.

– Chi sono questi due? chiese al dottor Hans, mentre girava intorno ad Anna, guardando il volume della sua schiena.

– Non lo sapevo – disse il dottor Hans. Sono venuti senza la mia autorizzazione, ma sono del Museo, quel posto che esibisce, diciamo così, “miracoli della natura”, e sembra che …

Lo sciamano lo interruppe.

– Si vogliono liberare di quel posto.

– No – disse Anna – siamo molto riconoscenti al signor Jack che ci ha portato qui, ma io e Little John, come potete vedere, siamo molti diversi e abbiamo saputo che c’è una cura per i nostri … problemi.

Lo sciamano si alzò e andò verso di lei. Si tolse la mantella di cuoio e la mise sulla schiena di Anna.

– Tu non hai un problema. Tu hai un dono, un regalo dei cieli – disse indicando verso l’alto. – Anche tu, e tutti voi in quel posto. Siete una collezione preziosa della natura. È sbagliato che rimaniate rinchiusi.

Ad Anna non piacque quello che sentì: – Noi sappiamo che qui c’è qualcuno che è nato con le ali e voi l’avete “aggiustato”. Perché noi non possiamo farlo? Non è giusto essere così diversi. Non ho amici, non sono una persona comune.

– Neanche io – disse Little John, incrociando le braccia in segno di disappunto.

Il dottor Hans ascoltava, senza intromettersi. Guardava solo con curiosità il gufo che stava sempre sulla spalla di Kalluh. Il rapace sembrava gli facesse l’occhiolino.

Lo sciamano lentamente slacciò la cintura di Anna. Lei rimase ferma, sperando che qualche suo gesto l’aiutasse. Le ali si aprirono immediatamente, come mai prima.

– Non potrai mai volare se tieni le ali legate.

– Volare? – dissero in coro Anna e Little John.

Il dottor Hans sembrava fosse tornato da uno stato ipnotico. – Volare? Qualcuno ha detto volare?

– Perché questo stupore? Non avete mai visto nessuno volare?- E fu così che raccontò la leggenda della creazione del mondo.

Lo scontro tra forze opposte regge l’universo.

– Io sono speciale? – indagò sorridendo Little John.

– Io posso volare? – domandò Anna.

– Sì, bambino che sembra un leone. Tu sei come gli animali più veloci e hai il potere di arrivare fino a dove nessun altro è mai arrivato. Tu, ragazzina curiosa, sì, puoi volare, e devi. La persona che è nata con le ali qui non è stata “curata” e io non ho il potere di far regredire un potere divino. Lui è vivo e si sta prendendo cura della nostra nuova terra sacra. Poiché può volare, si sta occupando della grande invasione che verrà.

Il dottor Hans sembrò disturbato dalla storia dell’invasione. Si mise a guardare da tutte le parti. Agitò il bastone.

– Sì dottore. Lei sa che il suo popolo verrà qui e distruggerà tutto, vero?

– Circolano voci che costruiranno un parco immenso qui in questa zona. Ma sono solo voci che ho sentito, non ne so niente.

Lo sciamano andò dal dottor Hans e lo guardò negli occhi.

– Lei lo sa. Entro breve distruggeranno il nostro villaggio, ci cacceranno da qui, ma la nostra anima resterà, ha sentito? Questa è una terra sacra.

Anna guardò Little John con un sentimento di tristezza, ma anche di sollievo. – Adesso non so cosa farò, non so volare, non sono come le altre persone.

– Tutti voi potete aiutarci a costruire la nostra nuova città, nelle grotte a nord. Siete venuti per questo motivo. Saremo felici di avervi con noi, tutti quelli del Museo a vivere nella tribù. Ti insegneremo a volare – disse, rivolto ad Anna. – E a te insegneremo a correre veloce. Avervi con noi è un segno di protezione. Abbiamo bisogno di tutte le forze del bene insieme a noi.

Anna, Little John e il dottor Hans tornarono in città più confusi di quando erano arrivati al villaggio, ma almeno ora sapevano che esisteva un posto in cui non erano oggetto della curiosità umana.

Anna poteva volare, aiutare a salvare la tribù. Little John, il bambino che sembrava un leone, poteva correre ed essere ammirato per la sua velocità e il suo coraggio. Di sicuro, tutti quelli del Museo avrebbero avuto un posto tra gli indios.

– A Jack non piacerà questa storia – sussurrò Anna.

Little John rimase pensieroso e chiese al dottor Hans mentre entrava nel carro:- Se noi siamo diversi perché abbiamo le forze del bene, dove sono le forze del male?

Il dottor Hans li guardò entrambi e fece un movimento per chiudere la porta del carro. – Tutti abbiamo entrambe le forze dentro di noi – disse.

– Lottiamo tutti i giorni per evitare che una sola forza controlli le altre.

 

(Continua nel prossimo capitolo)

Traduzione dal portoghese di Raffaella Piazza

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