Frigolandia, continuare a vivere e sognare: intervista a Vincenzo Sparagna

16.06.2020 - Olivier Turquet

Frigolandia, continuare a vivere e sognare: intervista a Vincenzo Sparagna
(Foto di Massimo Denaro/Frigidaire)

Frigolandia, la Repubblica della Fantasia, è di nuovo sotto minaccia di sfratto da parte del Comune di Giano dell’Umbria che, evidentemente, non ne comprende il valore culturale.

Frigolandia, la terra di Frigidaire, è stata definita, già nel progetto allegato al contratto di convenzione firmato nel dicembre 2005, la Città Immaginaria dell’Arte Maivista, ovvero un centro culturale polivalente che è Museo, Laboratorio, Redazione della rivista Frigidaire e luogo
d’incontro e di lavoro per artisti, scrittori, fotografi, grafici, stilisti, giornalisti, registi, architetti, artigiani e studenti delle più varie discipline.

Ne parliamo con Vincenzo Sparagna, Direttore di Frigidaire e Il Nuovo Male e Presidente della Repubblica dell’Arte di Frigolandia,  che ne è l’ispiratore.

Vincenzo, qual è la situazione attuale del contenzioso con il Comune?

Per quanto sia stato un atto poco meno che assurdo, il sindaco leghista di Giano, mantenendo la promessa fatta ai suoi elettori di voler cacciare dal paese gli “stranieri” (che saremmo noi, italiani sì, ma non gianesi…), ha emesso in piena emergenza corona virus un’ordinanza di sgombero di Frigolandia, che punta a invalidare il contratto firmato nel 2005 e da noi sempre rispettato, pagando il canone stabilito e coprendo tutte le spese relative alla gestione del luogo. L’ordinanza ci ha costretto a presentare un ricorso al TAR, visto che il problema riguarda due diverse interpretazioni del diritto amministrativo e non possiamo rispondere in un semplice Tribunale Civile, che ovviamente sulla base del contratto ci darebbe ragione. Dunque siamo giuridicamente sospesi al futuro verdetto del TAR. Anche se a sostenerci ci sono le migliaia di persone che ci hanno visitato in questi anni, rimane dunque questa minacciosa spada di Damocle del giudizio del TAR, che potrebbe, in caso fosse negativo, produrre una vera catastrofe, poiché andrebbe disperso un patrimonio di oltre 4000 opere originali, riviste, libri e memorie, oltre alla probabile chiusura delle nostre riviste Frigidaire e Il Nuovo Male , cui oggi collaborano pochi autori anziani come Giuliano, Scozzari o io stesso, qualche storico personaggio, anche se meno gravato dagli anni, come Delucchi, Franzaroli, Fabbri, Cossu o Palumbo e decine di giovani di talento di ogni parte d’Italia.

Frigolandia è un passaggio dell’intensa attività che ha caratterizzato la satira politica, il fumetto e la cultura cosiddetta “underground” in Italia. Potresti tracciarne a grandi linee la storia?

Frigolandia, la terra di Frigidaire , la inventammo nel 2005, sognando un luogo in cui riattivare la rivista Frigidaire , che era ferma da due anni, e sistemare e rendere fruibile il nostro enorme archivio di originali e stampe. Per questo accettammo tutte le condizioni di un bando pubblico, andato due volte deserto, e firmammo un contratto di convenzione con il Comune di Giano dell’Umbria, allegando al contratto, come sua parte integrante, il progetto di Frigolandia, città dell’Arte Maivista (il movimento immaginario creato nel 1985 da Andrea Pazienza e da me sulla rivista Frìzzer), prima repubblica marinara di montagna, accademia delle invenzioni, monastero eurotibetano, parco della pace e della musica, villaggio nomade della poesia, ashram socratico. Frigolandia consiste in tre edifici, uno più grande, dove si trova il Museo dell’Arte Maivista (MAM), la redazione, una grande cucina e il mio alloggio, un altro, che abbiamo diviso in tre stanze, con vari bagni e un’altra cucina, per ospitare i cittadini frigolandesi in visita, e un terzo più piccolo, che era senza tetto e pavimento e che oggi è invece uno stanzone delizioso con soppalco in legno, una cucina e un altro bagno, sempre destinato agli ospiti. Intorno agli edifici c’è un parco recintato di due ettari di pini, tigli, querce, che noi abbiamo da subito aperto al pubblico e nella cui parte attrezzata con giochi e tavoli, sostano spesso famiglie del paese o gruppi in gita, bambini e giovani che vengono a leggere nel silenzio della campagna. Gli edifici sono stati ristrutturati, ridipinti e sistemati da decine e decine di giovani e di volontari già nei primi due anni. Poi dal 2009 abbiamo ripreso la pubblicazione di Frigidaire come “mensile popolare d’élite” e dal 2011 abbiamo rilanciato Il Nuovo Male, giornale di “satira e idee”. Le due riviste sono andate in edicola fino a un paio di anni fa, ma oggi, dopo la chiusura di troppe edicole, le inviamo solo agli abbonati e a chi ne fa richiesta. In questi anni abbiamo organizzato mostre dell’Arte Maivista in tantissime città, Perugia, Pesaro, Pescara, Terni, Livorno, Roma, Milano, Bologna ecc. Innumerevoli sono stati pure gli incontri con centri culturali e associazioni. Siamo stati anche al Mart di Rovereto, al Museo Macro di Roma, all’Accademia di Fine Arts Rufa di Roma e abbiamo organizzato a Frigolandia seminari di disegno, acquerello, incisione, fotografia. Infine, tra le molte avventure, nel 2017 è venuto a passare una settimana a Frigolandia il professor Kevin Repp, responsabile della Library della Yale University che ha poi acquistato tutte le nostre pubblicazioni e una parte del nostro archivio per metterle a disposizione degli studiosi americani. Un fatto decisivo perché ci ha permesso di rimettere in perfetto ordine i conti, sempre molto precari, visto che non abbiamo mai usufruito di finanziamenti pubblici, anzi siamo sempre stati perseguitati…

Cosa rappresenta Frigolandia in questo momento?

Frigolandia ha aperto una nuova stagione di Frigidaire con la partecipazione entusiastica di moltissimi giovani autrici e autori, tra i quali, solo per citarne alcuni, Ivan Manuppelli (Hurricane), Maurizio Ercole, Franco Pinna, Marino Ramingo Giusti, Tommy Gun, Oroboro ecc. Non a caso al centro di questa nuova generazione di protagonisti c’è Maila Navarra, disegnatrice e grafica romana di grande talento e fantasia, che mi aiuta nell’impaginazione delle riviste e dei libri e cura la parte web della nostra attività, il sito www.frigolandia.eu le pagine facebook e twitter, oltre a coordinare l’organizzazione dell’intera repubblica. Per capire l’importanza di questa nuova ondata basti dire che Maila all’epoca della nascita di Frigidaire era appena una bambina e molti degli attuali frigideriani non erano neppure ancora nati. Frigolandia dunque rappresenta una speranza di dialogo e continuità tra le generazioni ribelli, un movimento verso “l’altrove” che favorisce l’arricchimento culturale di giovani e anziani, una originale accademia superiore aperta a tutti. Non a caso ne sono parte integrante anche amiche e amici che sono a volte semplici lettrici o lettori, fabbri, muratori, contadini, artigiani. Uno di loro, Luciano Biscarini di Tavernelle, storico fondatore a Foligno dell’ Akkademia cafchiana con annessa piccola falegnameria , ha anche realizzato gli originali arredi in legno per le nostre stanze e ha costruito, sempre in legno, il Teatro Naturale di Oklahoma, ispirato all’ultimo capitolo del romanzo America di Franz Kafka.

Quali sono i progetti per il futuro, sperando che questa minaccia svanisca al più presto?

Nell’immediato sta per uscire il libro L’avventura maivista di Frigidaire 1980-2020 con il contributo di 44 autori, amici, intellettuali e collaboratori vecchi e nuovi della rivista, un libro editato in parallelo con il docufilm, da cui in parte è tratto, I quaranta anni di Frigidaire, realizzato dagli amici romani Alessandra Attiani e Massimo Saccares. Per il futuro abbiamo in programma altri libri, altre mostre importanti, la collaborazione con un gruppo milanese per una linea di t-shirt e abiti ispirati alle immagini di Frigidaire. E naturalmente speriamo di continuare ad avere visite da tutto il mondo, perché è il modo più diretto e bello di avvicinarsi alla rivoluzione artistica e alla filosofia positiva di Frigidaire, che è in continuo rinnovamento, lo sguardo rivolto al futuro e ai compiti enormi che ci attendono per salvare l’etica e l’estetica dalle minacce di un progresso che in alcune sue parti appare purtroppo una corsa cieca verso la barbarie.

Cosa concretamente fare per appoggiare il salvataggio di Frigolandia e garantire che questo progetto possa andare avanti?

Mobilitarsi, firmare e far firmare il nostro appello su change.org. Fare pressioni sulle autorità regionali e nazionali perché fermino l’azione sconsiderata e culturalmente omicida del sindaco di Giano dell’Umbria, sensibilizzare l’opinione pubblica perché non lasci morire una realtà viva e incredibilmente importante per i giovani come la nostra. E poi naturalmente venire a trovarci e provare a dimostrare con la partecipazione l’unicità preziosa di Frigolandia, che è una realtà in eterno divenire, pronta ad accogliere gli stimoli e i suggerimenti di tutti quelli che hanno qualcosa da dire, che scrivano, disegnino, fotografino, filmino o semplicemente pensino, cosa ancora troppo rara in un universo dominato da un’ossessione cinetica senza senso.

Categorie: Cultura e Media, Europa, Interviste
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