Lavoro domestico e reddito di base: cosa cambierebbe?

26.04.2020 - Helodie Fazzalari

Lavoro domestico e reddito di base: cosa cambierebbe?
(Foto di Humanistas por la Renta Basica Universal)

Intervista ad Encarna Escibano di “Humanistas por la Renta Basica Universal” (Umanisti per il reddito di base universale).

Cosa si intende per lavoro non remunerato, volontario e non riconosciuto?

Quando si parla di lavoro domestico, qui in Spagna si fa riferimento alle donne che gestiscono la casa, crescono i loro figli o si prendono cura dei membri più anziani della famiglia. Oggi, rispetto al passato, l donna lavora meno in casa per diverse ragioni: come prima cosa una necessità economica perché con un solo stipendio è difficile portare avanti una famiglia; in secondo luogo perché le donne hanno il diritto di poter lavorare in società e questo diritto qui in Spagna è molto riconosciuto. C’è da dire che negli ultimi tempi, in seguito alla crisi economica che c’è stata in Spagna, molte donne stanno ritornando ad occuparsi principalmente della casa e della crescita dei loro figli. Quando i bambini sono più piccoli spesso le donne scelgono di dedicarsi completamente a loro e smettono di lavorare in società, però io penso che questo avvenga principalmente per una mancanza di mezzi adeguati. A volte può essere più caro ed economicamente dispendioso pagare qualcuno per occuparsi dei propri bambini o per portarli a scuola. Quando una donna inizia a lavorare è possibile cha vada incontro ad orari di lavoro abbastanza lunghi e serrati, dunque è necessario, in molti casi, un aiuto esterno per gestire il lavoro domestico. In base a questo, e al fatto che assumere qualcuno possa essere più dispendioso, molte donne decidono di lavorare in casa ed occuparsi esse stesse della propria famiglia e dei loro figli. Penso che quando una donna fa una scelta di questo tipo, la maggior parte delle volte è per una situazione di necessità, di precarietà o perché non ci sono dei mezzi sociali che rispondono a queste esigenze e alle esigenze dei più piccoli. Credo, che in questo contesto, il reddito di base potrebbe aiutare a garantire una maggiore possibilità di scelta, in quanto la donna avrebbe già una base economica che le permetterebbe di andare a lavorare, di svolgere un lavoro con orari meno serrati, o di assumere una persona che possa occuparsi dei bambini.

In Spagna, in generale, alle donne non sono riconosciuti molti diritti, se paragoniamo la nostra situazione a quella di altri paesi dell’Unione Europea. In Spagna ad esempio, non è riconosciuta una retta per i bambini, come accade in altri paesi.

Come cambierebbe il lavoro domestico con l’introduzione di un reddito di base?

Il reddito di base è universale, dunque è per tutti e per tutte le esigenze. Introdurre un reddito di base significherebbe rispondere a più esigenze. Ci sarebbe una maggiore coscienza e il lavoro domestico inizierebbe ad essere riconosciuto come un lavoro reale. Inoltre, si incomincerebbe a comprendere che il lavoro domestico e i compiti di casa devono essere suddivisi e condivisi con gli altri membri del nucleo familiare. Tra i benefici che avrebbero le donne grazie all’introduzione di un reddito di base, c’è il fatto che assumendo una figura che possa occuparsi in parte dei propri bambini, potrebbero dedicare più tempo a se stesse. Le donne potrebbero iniziare a coltivare dei loro hobby, studiare ed arricchirsi a livello culturale, ed a sperimentare molte altre cose che se non hai una base economica sicura, non riesci a fare.

D’altra parte un reddito di base avrebbe degli effetti su delle situazioni di dipendenza e maltrattamento della donna. Molte donne vivono una situazione domestica nella quale sono dipendenti dal reddito del marito, proprio per il fatto che lavorano in casa. Un reddito di base permetterebbe alle donne di uscire, di crearsi una loro indipendenza e molti maltrattamenti si potrebbero evitare. Ci sono dei dati statistici del 2018 che affermano che in Spagna tra le persone più povere ci sono le donne, e con loro anche i bambini e le bambine. La maggior parte dei casi sono situazioni monoparentali, ed in generale si tratta di donne con i propri bambini. Si tratta di donne che lavorano per crescere i loro figli e che spesso non hanno nemmeno da mangiare. Credo che in un quadro come questo, un reddito di base è fondamentale, soprattutto adesso in questa situazione pandemica che stiamo vivendo. Se non si interviene, questa crisi potrebbe portare ad un aumento della percentuale di donne e bambini che già vivono in povertà.

Il tema della povertà infantile ha diversi effetti sulla vita delle donne, perché è strettamente collegato alla maternità. I bambini sono il nostro futuro, e se la povertà infantile è in aumento, ciò significa che stiamo distruggendo il futuro. Un reddito di base potrebbe ovviare a questo problema.

Una migliore condizione della donna, potrebbe avere dei benefici anche sull’uomo?

Il reddito di base è universale, quindi è chiaro che ne beneficerebbero sia uomini che donne. In questo caso specifico, dando il reddito sia ai bambini che alle donne, avremmo una condizione familiare che migliorerebbe a 360°, e di questo a beneficiarne sarebbero anche gli uomini. Quando le persone stanno bene e sono più felici, trasmettono la loro positività a tutti i membri del nucleo familiare, dunque, tutti con un reddito di base si sentirebbero meglio.

Con l’introduzione di un reddito di base, come potrebbe cambiare il ruolo della donna a livello politico, nella società?

Non credo che in quest’ottica il reddito si base potrebbe cambiare la situazione. Sicuramente il reddito andrebbe ad influire sul livello di povertà e sullo stato di indipendenza della donna. Il soffitto di cristallo, termine usato per indicare una situazione in cui l’avanzamento di carriera di una donna in una organizzazione lavorativa, viene impedito per discriminazioni di origine sessuale, non può essere distrutto soltanto attraverso i soldi. Sicuramente se le donne possono avere una maggiore libertà economica, hanno anche una maggiore possibilità di scelta. Dunque nel trovarsi in un ambiente nel quale vengono discriminate, sottopagate o subordinate all’uomo, potrebbero decidere di andare via, contando su un’entrata economia quale il reddito di base. Dal mio punto di vista, il cambio di mentalità non può avvenire soltanto attraverso il denaro.

In Spagna ci sono diversi movimenti femministi, e sul tema del reddito di base è stato realizzato un manifesto nel quale il femminismo ha aderito al reddito di base che è una soluzione immediata e risponde ad una necessità. In Spagna il reddito di base è una necessità molto sentita in quanto ci sono molte persone che impegnano le loro giornate completamente lavorando, ma nonostante ciò non riescono ad arrivare a fine mese.

Potremmo parlare dei problemi sociali ai quali, il reddito di base potrebbe dare una risposta?

Principalmente si tratta del diritto ad avere i soldi per poter mangiare, per i beni di prima necessità. C’è molta gente che oggigiorno vive per strada. Se sufficiente, il reddito di base darebbe una grande risposta alla povertà. Conseguentemente io credo che questo potrebbe portare la gente a migliorarsi, a creare nuove imprese, a portare avanti nuovi progetti ed a sperimentare nuove forme di lavoro. Per esempio i giovani e anche le donne, non riescono a portare avanti dei progetti perché non hanno tempo, perché devono lavorare, spesso si ritrovano sole e con diverse responsabilità. Io penso che la risposta ai problemi sociali ci può essere solo attraverso un cambio di mentalità, tuttavia una certa libertà economica sarebbe d’aiuto.

Come potrebbero cambiare gli impieghi domestici attraverso l’introduzione di un reddito di base?

Il reddito di base avrebbe una grande influenza in questo campo in quanto gli impieghi domestici rientrano tra i lavori meno pagati in assoluto. Dunque un reddito di base per tutta la popolazione permetterebbe ai datori di lavoro di pagare salari più alti. In molti casi non si tratta di mancanza di volontà, ma alcune famiglie spesso non riescono a pagare più di quanto che già fanno. All’interno di una famiglia ci sono diverse necessità, come ad esempio garantire le cure adeguate ai membri più anziani, o ai più piccoli, D’altra parte diminuirebbe il lavoro in nero, che oggigiorno è una necessità per molti per sopravvivere. Anche chi svolge impegni domestici avrebbe la possibilità di scegliere se abbandonare quel lavoro nel caso in cui venga sottopagato. In Spagna è stato stimato che un reddito di base, perché sia sufficiente, deve oscillare tra i 900 e i 1000 euro a persona al mese.

Il reddito di base avrebbe una grande influenza anche sulla salute fisica e mentale delle donne e della popolazione in generale. La disoccupazione è una situazione che genera molto stress. Un latro fattore di stress sono le troppe responsabilità tutte a carico di una sola persona. Basti pensare ad una donna che lavora 12 ore al giorno e che deve anche accudire un bambino, è quasi impossibile. Una condizione di stress molte volte ha un’influenza negativa sulla salute mentale, e questo porta alla depressione. In Spagna ci sono molti casi di depressione. Un reddito di base potrebbe migliorare la salute a tutti i livelli, anche fisico, in quanto la gente potrebbe nutrirsi in maniera sana.

Il reddito di base potrebbe portare ad una situazione più egualitaria tra uomini e donne?

Solo da un punto di vista economico. Il reddito di base porterebbe a un maggior numero di pari opportunità. Il tema della parità tra uomini e donne è legato ad altri tipi di valori. A volte accade che le stesse donne non si valorizzano abbastanza. Questo può cambiare se siamo noi stesse a darci valore, sia in qualità di genere femminile ma anche come persone. L’effetto del reddito di base, in quest’ottica, potrebbe essere quello di concedere più tempo alle donne, che potrebbero impiegare per dedicarsi ai loro studi e per darsi valore.

Categorie: Europa, Genere e femminismi, Internazionale
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