Perchè l’ex ministro dell’Interno deve essere processato e condannato

12.02.2020 - Peppe Sini

Perchè l’ex ministro dell’Interno deve essere processato e condannato

Sono una persona amica della nonviolenza, e da decenni partecipo del movimento che si batte per l’abolizione delle “istituzioni totali” che negano la dignità umana, per “liberarsi dalla necessità del carcere”, per una giustizia riparativa. Così non auguro affatto all’ex-ministro del’Interno il carcere, ma credo sia giusto e necessario che sia processato e condannato per i crimini razzisti commessi, e che sia conseguentemente allontanato da tutti i pubblici uffici. Poi cessi di propagandare il razzismo e di promuovere la persecuzione di esseri umani innocenti, abbia una buona e lunga vita, rifletta sugli errori e gli orrori commessi, e si adoperi a porre rimedio per quanto possibile al male compiuto.

Scrivo queste righe perchè mi sembra che in questi giorni l’ex-ministro dell’Interno ed i suoi sodali e sostenitori stiano scandalosamente diffondendo una rappresentazione falsa della realtà; perchè mi sembra che incredibilmente tanta parte dell’opinione pubblica non solo non si indigni per una così grave mistificazione, ma anzi la subisca e – come in stato di narcosi o di ipnosi – la accetti; e perchè mi sembra che la quasi totalità delle forze democratiche e delle voci pubbliche ragionevoli assurdamente tacciano, col loro silenzio e la loro inerzia quasi avallando le menzogne propalate dalla propaganda razzista.

Così, da semplice “quidam de populo”, mi sembra doveroso prendere la parola per dire tre cose che mi sembrano vere ed evidenti.

La prima: nel caso della nave Gregoretti, come già in quello della nave Diciotti, come in altri casi ancora, non vi è dubbio che ritardando (ovvero addirittura cercando di impedire) l’approdo in salvo nel nostro paese dei naufraghi soccorsi in mare, sia stato commesso il reato di sequestro di persona.

La seconda: non vi è dubbio che questo reato sia stato commesso come parte di una più ampia azione volta a promuovere – e addirittura a imporre – l’omissione di soccorso dei naufraghi e la prosecuzione della persecuzione dei migranti in fuga da fame e guerre, in fuga da schiavitù e dittature, in fuga dai lager libici.

La terza: non vi è dubbio che la politica persecutoria contro i migranti e contro i soccorritori volontari che salvano vite umane nel Mediterraneo, politica persecutoria di cui i due scellerati “decreti sicurezza della razza” costituiscono l’inequivocabile esplicitazione, sia stata una politica razzista, violatrice del diritto internazionale ed incostituzionale; sia stata una politica violatrice di diritti umani fondamentali; sia stata una politica che costituiva un flagrante crimine contro l’ordinamento costituzionale della Repubblica italiana e contro l’umanità.

Il governo del 2018-2019 di cui l’ex-ministro dell’Interno si presentava ed era percepito come il vero capo ha commesso abominevoli crimini razzisti, abominevoli crimini contro l’umanità.

La sua azione ha cercato di impedire che i naufraghi venissero soccorsi, così condannandoli a morire nel Mediterraneo; la sua azione ha cercato di impedire che i sopravvissuto dei lager libici potessero giungere in salvo in Italia; la sua azione ha violato il primo dovere di ogni civile istituto: il dovere di salvare le vite, il dovere di soccorrere, accogliere ed assistere i naufraghi, il dovere di salvare e aiutare i perseguitati; la sua azione ha avuto effetti criminali e criminogeni, ha promosso e imposto persecuzioni razziste; la sua azione ha violato il diritto internazionale, le leggi ordinarie del nostro paese e la stessa Costituzione della Repubblica italiana.
Di tutto ciò quel governo deve rispondere nelle aule di giustizia ai sensi delle leggi del nostro paese.

L’Italia è una repubblica democratica.

Il razzismo è un crimine contro l’umanità.
Salvare le vite è il primo dovere.

 

 

Categorie: Europa, Migranti, Opinioni
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