Come delle gocce, fermeremo i CPR

01.02.2020 - Milano - Andrea De Lotto

Come delle gocce, fermeremo i CPR

La rete No CPR è proprio una rete e come tutte le reti va riparata perché sia forte e resistente. Ieri a Milano, un altro piccolo passo in questa direzione, ostinata e contraria.

Università statale, a 30 anni dalla Pantera. Un’aula quasi piena, studenti e non studenti ascoltano in silenzio. Il giovane turco Deniz Resit Pinaroglu parla in turco, sembra non fermarsi mai, il traduttore suda, aspettando di parlare. Ma la sala è in silenzio come se capisse il turco. I soprusi che ha vissuto nel CPR di Torino, la sua resistenza, lo sciopero della fame, 25 giorni. E sì che è già esile, come avrà fatto?

Ce l’ha fatta, ma si considera un privilegiato: sapeva cosa sia uno sciopero della fame, come procedere, su cosa far leva, come comunicare all’esterno. Ma intanto nei liquidi che beveva gli mettevano tranquillanti, anche a lui, come a tutti gli altri.

E poi la lingua. Come comunicare con i compagni di sventura? Una fatica enorme. E sì, anche nei campi di concentramento c’erano coloro che stavano meglio e coloro che stavano peggio, la solidarietà o il “mors tua vita mea” era nella medesima proporzione che nel resto della società. Perché dovrebbe essere diversamente?

Lo slavo che si unisce a lui nello sciopero della fame ha una crisi epilettica che questi “operatori” non sanno come gestire. “Operatori”, che dovrebbero essere quelli più “vicini” ai reclusi e che URLANO SEMPRE. E il giovane turco che racconta: solo rispondendo con le urla “stavano al loro posto”. E sennò polizia, esercito, guardie private.

Ma dove siamo?

Cercate l’ultimo numero di Left e l’ottimo libretto sui CPR “Mai più – la vergogna dei lager per immigrati” di Yasmine Accardo (Campagna LasciateCIEntrare), e Stefano Galieni (Left).

Che il giorno della memoria “non CI rimanga in tasca”.

Qui il link per rivedere tutto:

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=638608450043998&id=360195841218595

Grazie alla rete Mai più lager-No Cpr e a tutti e tutte coloro che da un anno e mezzo si battono perché non apra il centro di via Corelli.

Ora è il momento di premere sull’acceleratore.

Finale: alle 19 entra una bidella. “L’università chiude, dovete uscire….” Le persone avrebbero voglia di rimanere, hanno altre domande da fare, vogliono sapere. Qualcuno fa la battuta: “Ci spiace… L’università è occupata….”. Per ora è una butade, ma le pantere di solito ritornano…

Categorie: Europa, Migranti
Tags: , ,

Newsletter

Inserisci la tua email qui sotto per ricevere la newsletter giornaliera.

 

Solidarietà ai tempi del Coronavirus

Documentario: L'inizio della fine delle armi nucleari

Documentario: RBUI, il nostro diritto di vivere

Mobilitiamoci per Assange!

Chiudiamo le pagine di chi spegne i sorrisi

2a Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza

App Pressenza

App Pressenza

Milagro Sala

Canale di youtube

International Campaign to Abolish Nuclear Weapons

International Campaign to Abolish Nuclear Weapons

Archivi

Except where otherwise note, content on this site is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International license.