And the Oscar goes to…

04.02.2020 - Sao Paulo - Paolo D'Aprile

And the Oscar goes to…

“La storia del Golpe del 2016 che mi ha tolto dalla presidenza della repubblica per mezzo di un impeachment fraudolento, oggi, grazie alla telecamera di Petra Costa e al suo documentario “Democracia em Vertigem”, arriva in tutto il mondo e, tra lo stupore di qualcuno, concorre al premio Oscar.
È un film coraggioso, racconta i giochi sporchi che hanno provocato la mia esonerazione, la partecipazione di un sistema di media venale in combutta con l’elite politico-economica organizzati per minare la democrazia e che ha portato all’ascensione al potere di un candidato di estrema destra. Complimenti a Petra Costa per l’indicazione all’Oscar. La verità non è stata sepolta, contro i golpisti la Storia sarà implacabile”.

Dilma Rousseff.

Sembra ieri, sembra un secolo. I giorni dell’impeachment raccontati nudi e crudi da immagini senza pietà che colpiscono la coscienza sporca della Nazione. La cineasta Petra Costa espone al mondo le viscere della corruzione della classe politica; la capacità di manipolazione dell’opinione pubblica da parte di un sistema di informazione al servizio delle oligarchie di sempre; l’operato della magistratura dalle mani nere.

August Landmesser, in silenzio, gridò la sua libertà. Era un semplice operaio dei cantieri navali, ma decise di dire No. Col suo silenzio proclamò da che parte stare e lo fece vedere a tutti. Un semplice gesto, con le braccia conserte mise il suo corpo in prima linea.
Brasil: ame-o ou deixe-o. Era lo slogan lanciato dal governo durante gli anni della repressione, della tortura, quando si spariva nel nulla, quando si doveva scappare all’estero. Brasil: amalo o lascialo. O si era patrioti, brasiliani veri, o altrimenti bisognava andarsene. Era un ordine, una disposizione governativa. Non esisteva alternativa. Quando il regime cominciò a sgretolarsi capirono che il momento dell’apertura democratica era ormai arrivato. Ci pensò lo stesso presidente a mettere tutti d’accordo: “farò di questo paese una democrazia, anche a costo di arrestare, imprigionare e ammazzare tutti”. L’ autoritarsimo brasiliano ha radici profonde, Bolsonaro ha solo rivangato il terreno per ricordarci chi siamo e da dove veniamo. La cineasta Petra Costa racconta in un magnifico documentario questi anni di orrore che viviamo, l’assalto alla democrazia e la degradazione delle istituzione dello Stato da parte di gruppi politici, imprenditoriali e della stessa magistratura al servizio dei potentati economici: Democracia em Vertigem, tradotto in italiano come Democrazia al Limite. Candidato al premio oscar, il documetario è disponibile in tutto il mondo grazie a Netflix. Petra Costa, invitata e intervistata da tutti i giornali e dalla tv americane, racconta, parla, e spiega il Brasile di Bolsonaro, tutto l’orrore in cui siamo precipitati. “Negli Stati Uniti la cineasta Petra Costa ha assunto il ruolo di militante anti-Brasile e sta diffamando l’immagine del paese all’estero. Ma noi siamo qui per mostrare la realtà. Non date credito alla finzione, credete nei fatti”.
Chi scrive è la Secom, la Segreteria di Comunicazione del governo. Chi scrive è il presidente della repubblica. Militante anti Brasil… Ame-o ou Deixe-o, amalo o lascialo.
Non è la prima volta che l’attuale governo attacca l’espressione artistica, stavolta però è andato oltre, stavolta ha scelto come bersaglio una persona singola, chiamandola per nome e cognome, colpevole di dire e divulgare la sua opinione. Ormai è fatta. La politica dell’insulto, della violenza verbale e della minaccia al singolo individuo da parte dei vertici dello Stato è diventata prassi di governo. Ogni difesa di Petra Costa sarà tacciata di antipatriottismo e disfattismo. E adesso pongo una domanda a tutti: Come ci si oppone al fascismo? Aspetto una risposta. Che la voce di Petra Costa sia come il grido silenzioso di August Landmesser. Che ogni uomo conosca il valore della libertà.

Quando vennero per gli ebrei e i neri, distolsi gli occhi
Quando vennero per gli scrittori e i pensatori e i radicali e i dimostranti, distolsi gli occhi
Quando vennero per gli omosessuali, per le minoranze, gli utopisti, i ballerini, distolsi gli occhi
E poi quando vennero per me, mi voltai e mi guardai intorno, non era rimasto più nessuno…

Martin Niemöller

Categorie: Cultura e Media, Sud America
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