“Tolo Tolo”, scanzonata riflessione sull’egoismo razzista dell’italiano medio

05.01.2020 - Bruna Alasia - Articolo 21

“Tolo Tolo”, scanzonata riflessione sull’egoismo razzista dell’italiano medio
(Foto di Articolo 21)

Protagonista di “Tolo Tolo” è Checco Zalone, piccolo imprenditore che sognava in grande ma ha fatto fallimento. Imputando la sua disfatta alle tasse dello Stato, per sfuggire al fisco e ai numerosi creditori, decide di andare in Africa a ricostruirsi una vita. Trova lavoro in un lussuoso resort, dove fa amicizia con Oumar,  cameriere come lui che aspira a far cinema ed è appassionato di neorealismo italiano. Un giorno in Africa scoppia una guerra civile e il suo villaggio turistico è distrutto. Zalone, suo malgrado, si vede costretto a tornare in Italia ma scopre che, se gettasse alle ortiche i documenti dandosi per morto in un attentato terroristico, le tasse sarebbero azzerate e i suoi riceverebbero un cospicuo risarcimento: decide così di unirsi in clandestinità a un gruppo di migranti nella speranza di raggiungere il Liechtenstein. Checco, insieme a Oumar, la bella Idjaba di cui è innamorato e suo figlio Doudou, intraprende allora la rotta dannata delle migrazioni attraverso il deserto e il mare …

Riflessione scanzonata e amara sul dramma della migrazione e sulla risposta istintiva che l’italiano sovranista ha dato  al problema. L’amicizia di Checco con Omar, l’africano appassionato di neorealismo cinematografico,  non è che un escamotage per far ripercorrere la storia fatta di povertà ed espatri, che l’Italia sembra aver dimenticato. Zalone che attraversa quartieri miserandi e zone di guerriglia in abiti firmati, preoccupandosi di non avere la crema miracolosa per il viso, incarna l’egoismo di chi ha la pancia piena e non vede altra realtà. Le pose fasciste di Zalone verso gli africani, con le mani sui fianchi, il muso mussoliniano e la voce autentica del duce, mimano un’infezione dell’anima che si trasmette – testuale nel film –  “come la candida”. Eloquenti le scene dei profughi che non riescono a sbarcare perché i porti sono chiusi, agghiaccianti quelle di un loro naufragio dove cantano rivolti a Checco come “lo stronzo resti sempre a galla”.

“Tolo Tolo” è una pellicola che racconta in tono leggero –  forse per questo più incisivo – un dramma di cui non depotenzia il dolore: non si ride, si sorride. E non ci sono dubbi che il cantastorie Luca Medici,  questa volta anche regista, abbia lanciato, pur nel suo stile umoristico, un j’accuse semplice e potente che lascia il segno e fa discutere.

Tolo Tolo

Titolo originale:   Tolo Tolo

Nazione:                Italia

Anno:                     2019

Genere:                 Commedia

Durata:                  90 minuti

Regia:                    Checco Zalone

Cast:                      Checco Zalone, Barbara Bouchet, Alexis Michalik, Manda Touré, Jean Marie Godet,  Rejón, Souleymane Silla, Francesco Cassano, Nunzio Cappiello, Fabrizio Rocchi

Produzione:          Taodue Film

Distribuzione:       Medusa

Data di uscita:      1° gennaio 2020 (cinema)

Categorie: Africa, Cultura e Media, Europa, Opinioni
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