R.D. Congo, i volontari aiutano gli studenti dopo lo sgombero dell’università

14.01.2020 - Alessandra Fabbretti - Agenzia DIRE

R.D. Congo, i volontari aiutano gli studenti dopo lo sgombero dell’università
(Foto di agenzia Dire)

Bahane: “Tanti in strada dopo blitz polizia, accogliamo fuorisede”.

“Abbiamo trovato una sistemazione per una cinquantina di universitari fuorisede, ma stiamo continuando a ricevere chiamate da parte dei ragazzi che ci chiedono aiuto. Solo oggi sono 20 quelli che attendono risposte”. Olivier Bahane, un ingegnere che si è dovuto improvvisare volontario, conferma che la situazione resta difficile per gli studenti sgomberati dagli ostelli della città universitaria di Kinshasa. Qui, all’inizio della settimana scorsa, sono scoppiati disordini tra i giovani e la polizia, dopo l’annuncio dell’Université de Kinshasa (Unikin) di aver raddoppiato la retta per l’anno accademico in corso. Negli scontri un agente ha perso la vita e decine di ragazzi sono rimasti feriti, così la polizia ha ordinato ai residenti del campus di sgomberare gli alloggi entro la mezzanotte di giovedì 9 gennaio. “Alcuni studenti sono tornati presso le proprie famiglie, ma molti non sono di Kinshasa. Noi ci siamo subito mobilitati con amici e comunità locali per trovare alloggi temporanei oppure ottenere donazioni per pagare il pernottamento in ostello” ha detto Bahane, che si è improvvisato volontario assieme ad altri amici per far fronte all’emergenza, ma che nella vita lavora come ingegnere edile. La rete di contatti e aiuti messa in piedi funziona grazie al tam-tam telefonico. “La priorità – ha detto l’ingegnere – è togliere i ragazzi da una situazione di insicurezza, come il vagabondaggio o la criminalità organizzata”.

Come riferiscono fonti di stampa locali, molti giovani che non hanno la famiglia nella capitale sono stati costretti a dormire in strada. “La decisione delle autorità è stata irresponsabile” ha aggiunto Bahane, convinto che lo sgombero degli studenti “non è una soluzione e non si è pensato alle conseguenze. Gli studenti sono stati costretti al vagabondaggio o a cedere alla delinquenza, col rischio di degenerare in guai peggiori”.

Dopo l’annuncio dell’ultimatum nel campus dell’Unikin da parte della polizia, il presidente Felix Tshisekedi è intervenuto invitando sabato i rappresentanti degli studenti per discutere la questione. Da parte sua, Tshisekedi ha assicurato che le tasse non saranno aumentate e che gli ostelli della gioventù, che versavano in cattive condizioni, saranno ristrutturati. Intanto, ha promesso il presidente, una soluzione per gli studenti rimasti senza alloggi sarà discussa oggi col ministro per gli Affari umanitari. I portavoce degli universitari si sono intanto impegnati a sensibilizzare i loro colleghi sull’importanza di tutelare i beni comuni all’interno dell’ateneo.

Categorie: Africa, Educazione, Politica
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