Le armi “virali”

31.01.2020 - Maria Giovanna Farina

Le armi “virali”
(Foto di http://www.greatescape.it/vimercate_untore/)

Leggo dal quotidiano Il Mattino del 25 gennaio 2020 di un’intervista molto particolare circa l’ipotesi, considerata da molti una bufala, del Coronavirus come arma chimica: “È il caso Dany Shoham, biologo ed ex ufficiale dell’intelligence militare israeliana, esperto di armi batteriologiche in Medio Oriente e Asia. In un’intervista al Washington Times, Shoham ha parlato dell’esistenza di un laboratorio a Wuhan dove il governo cinese starebbe portando avanti un programma segreto di sviluppo di armi chimiche”

Poniamo l’ipotesi che sia vera questa dichiarazione, a questo punto visto che quasi tutte le maggiori pandemie degli ultimi secoli provengono dalla Cina, si è sempre trattato di armi di distruzione chimiche? Dobbiamo mettere in croce i cinesi?

La peste nera del 1300, che decimò la popolazione europea, fu probabilmente importata dal Nord della Cina. E poi la cosiddetta spagnola, che nonostante il nome si suppose di origine asiatica, fece 25 milioni di morti e forse molti di più fino al doppio. La Spagnola era causata da un ceppo virale.

Nel 1957 tornò un nuovo sconvolgimento con la cosiddetta influenza Asiatica, un virus isolato per la prima volta in Cina. Fortunatamente venne creato velocemente un vaccino che permise di frenare la pandemia, ma nel frattempo erano morte due milioni di persone.

Nel 2003 arriva la SARS, “Sindrome acuta respiratoria grave”, una forma di polmonite apparsa per la prima volta nella provincia del Guangdong in Cina, in un anno essa provocò la morte di 800 persone.

Se di guerra chimica si dovesse trattare, sarebbe molto rischiosa anche per chi la dichiara, il contagio virale è tra i più difficili da controllare, i virus corrono e ci colpiscono malgrado le precauzioni, ma ciò che mi sono chiesta è anche se questo tipo di conflitto sia meno violento a confronto delle guerre combattute con i bombardamenti aerei. Effettivamente ad un primo esame non si vedono città distrutte, milioni di corpi abbattuti e inermi, profughi disperati; nel caso delle guerre chimiche di questo ultimo tipo ipotizzato si muore ma si può sopravvivere nel caso le cure siano efficaci e il nostro corpo reagisse, se invece una bomba cade sulla nostra casa non c’è scampo per nessuno. Il perché molti virus vengono dalla Cina ce lo diranno gli scienziati nella speranza siano solo frutto di un normale avvicendarsi di fenomeni indotti non volontariamente dall’uomo e per rispondere alla domanda che mi sono posta posso affermare senza tentennamenti che sì, un contagio virale voluto è violenza forse tra le peggiori forme perché agisce subdolamente per ottenere il male. Ma speriamo sia sono un’azzardata ipotesi anche perché criminalizzare il popolo cinese è un’azione che ricorda gli untori, un’azione che ricade sull’uomo della strada ignara vittima: una forma di violenza inaccettabile.

Come non cadere nella rete delle false notizie e degli equivoci? Platone come sempre ci illumina, nella sua opera incompiuta le Leggi afferma che l’ignoranza è di due tipi quando qualcuno manca della conoscenza e quando invece non conosce anche per la presunzione di sapere, a causa della quale uno crede di sapere tutto proprio riguardo a ciò di cui non conosce assolutamente nulla.

Filosofia docet semper!

Categorie: Asia, Cultura e Media, Internazionale, Opinioni, Salute
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