Cathy La Torre denuncia l’attuale sindaco di Riace, Antonio Trifoli

08.01.2020 - Luca Cellini

Cathy La Torre denuncia l’attuale sindaco di Riace, Antonio Trifoli
L'avvocatessa Cathy La Torre

La donna in foto è Cathy La Torre. Un’avvocatessa da anni impegnata come attivista per il rispetto dei diritti civili. In un video pubblico sul suo profilo facebook ha fatto sapere di aver appena denunciato l’attuale sindaco di Riace.

L’attuale sindaco leghista di Riace che, in modo intimidatorio ieri aveva pubblicato su Facebook l’indirizzo di casa di Jasmine Cristallo, referente delle sardine, e della pagina “6000 sardine la Calabria non si lega” e già  da tempo sotto attacco da parte dei leghisti, i quali le hanno minacciato anche la figlia.

“Un metodo da squadrismo social”, lo definisce Cathy La Torre riferendosi ai metodi di diffusione d’odio via web portati avanti da vari esponenti della Lega.
“Quello insegnato dal capo. Se una donna si oppone alla tua narrazione di odio e razzismo, allora sbattila sui social, dalla in pasto alla tua folla inferocita e fornisci i dati per risalire suoi social.”

Prosegue Cathy nell’annunciare la denuncia al sindaco di Riace Antonio Trifoli.

“Ma questa volta, l’ennesimo leghista, è andato molto oltre “il metodo”. – ribadisce Cathy La Torre – Questa volta il sindaco di Riace, sindaco della Lega, al pubblico ha fornito anche l’indirizzo di residenza della vittima di turno. Non l’indirizzo social. L’indirizzo della sua abitazione, dove lei vive, mamma di due figli.

E la vittima di turno questa volta è Jasmine Cristallo, tra le  Sardine, colpevole di aver organizzato una manifestazione che celebrasse la fratellanza, l’accoglienza, l’integrazione, con Mimmo Lucano. Colpevole di non essersi conformata alla cloaca di odio contro i poveri, i deboli, gli altri.

In foto: Jasmine Cristallo

Jasmine Cristallo è da tempo nel mirino dei più luridi odiatori, soprattutto dopo che il loro capo, Matteo Salvini, l’aveva sottoposta al solito metodo sbattendone la foto sui social. Da quel giorno sono arrivati insulti, contumelie, minacce.

Ora a quel pubblico il sindaco di Riace ha fornito anche l’indirizzo di casa.
Ora, per tappare la bocca, non c’è più bisogno di manganelli e olio di ricino.
Ora, per tappare la bocca, si usa la folla. Si da in pasto la nemica al popolo. E poco importa che in mezzo a quel popolo possa esserci qualche maniaco, qualche fanatico, qualche soggetto pericoloso.” –  sottolinea nel proseguo del suo post –  “Però Jasmine sappi che non sei sola. Denuncia. – invita l’avvocatessa attivista – Io nel frattempo segnalerò il caso all’Autorità Garante della Privacy. Finché dalla nostra avremo la legge, ne useremo tutti gli strumenti possibili.

E’ ormai una questione di legittima difesa.” Conclude così l’avvocatessa che ha preso a cuore la difesa di Jasmine Cristallo.

Nel video poi prosegue spiegando le motivazioni perchè ha deciso di prendere le difese di Jasmine Cristallo.

Gepostet von Cathy La Torre am Dienstag, 7. Januar 2020

 

Adesso Trifoli, attuale sindaco di Riace, rischia una multa molto salata e si prevedono anche altri tipi di sanzioni. Trifoli allora si difende sostenendo che sia stato frutto di uno sbaglio la pubblicazione dei dati sensibili di Jasmine Cristallo, ma ecco che esce fuori un pronta smentita: “16 ore possono rientrare nell’avverbio “ repentinamente “? Chiedo per un amico” appare ironicamente scritto in un post pochi minuti fa proprio sulla pagina di Jasmine Cristallo che inoltre condivide anche il titolo di un sito dove si dichiara essere falso che i dati siano stati repentinamente tolti dal post pubblico:  Trifoli: “Ho repentinamente rimosso il post coi dati personali di Jasmine Cristallo”. Falso, ecco la prova così rimanda il titolo sul sito “Ciavula,it”

Tratto dal sito Ciavula,it

16 ore non è certo un tempo che si possa giudicare repentino, ed è proprio su questa base e con queste prove alla mano che Cathy procederà alla denuncia di Trifoli per danni  nei confronti di Jasmine Cristallo.

Cathy  La Torre è già da molto tempo impegnata per le sue battaglie per il rispetto dei diritti civili.  È lei che qualche mese fa ha lanciato la campagna “Odiare Ti Costa”, per denunciare i casi di odio in rete.

Di fronte al dilagare di questo odio e di questi metodi intimidatori mossi contro tutte le persone che faticosamente cercano di riportare il contesto sociale entro dei parametri di scambi civili e rispettosi dell’altro, non possiamo che ringraziare l’impegno di Cathy La Torre, ringraziarla per il suo coraggio, per l’impegno sociale e civico che da anni sta profondendo, augurandoci che il suo gesto e le sue iniziative siano prese ad esempio da sempre più persone per dire basta all’odio, basta alle intimidazioni.

Un grazie di cuore a Cathy La Torre.

Categorie: Diritti Umani, Europa, Genere e femminismi
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