Corea del Sud: il primo report sul reddito di base per i giovani

30.11.2019 - Sandro Gobetti

Corea del Sud: il primo report sul reddito di base per i giovani

All’inizio di settembre, il Gyeonggi Research Institute ha pubblicato il rapporto di indagine sul programma Youth Basic Income. Un reddito di base che viene erogato a 170 mila giovani nella provincia di Gyeonggi in Corea del Sud. L’indagine promossa dall’Istituto di Ricerca aveva l’obiettivo di comprendere la soddisfazione di questo programma di reddito di base dei giovani.

La provincia di Gyeonggi ha avviato questo programma come un progetto sperimentale di avviamento lo scorso aprile 2019. Ne sono beneficiari tutti i giovani che hanno compiuto 24 anni che ricevono 1 milione di Won coreani (circa 900 dollari) l’anno erogati in una speciale valuta locale che viene riconosciuta nella provincia coreana. Il reddito di base viene erogato in maniera incondizionata, cioè senza alcun obbligo richiesto ai beneficiari. In merito a questo programma è stato condotto un sondaggio per comprendere l’atteggiamento dei destinatari nei confronti del reddito di base.

Il livello complessivo di soddisfazione del reddito di base per i giovani nella provincia di Gyeonggi mostra che l’80,6% degli intervistati si ritiene più che soddisfatto. Tra i vari motivi vi è il fatto che “è stato versato a tutti i giovani di 24 anni residenti nella provincia” (35,2%), che “è stato erogato nella valuta regionale di Gyeonggi e dunque che può essere utilizzato come denaro contante” (31,6%),  e che “non vi sono condizioni per percepire un reddito di base per i giovani come l’impiego o lo svolgimento di attività di ricerca di lavoro »(11,3%).

Al contrario, tra i motivi di insoddisfazione segnalati dagli intervistati vi è il fatto che “viene riconosciuto solo ai giovani di 24 anni” (33,3%), che “la valuta provinciale di Gyeonggi non può essere utilizzata in supermercati, grandi magazzini, negozi di intrattenimento etc” (11,7%), e che il reddito di base “viene pagato ogni trimestre per 4 volte e che dunque le richieste per averlo devono essere fatte ogni volta” (11,7%).

L’Istituto sta conducendo alcune altre indagini e ricerche per scoprire i vari effetti del reddito di base per i giovani che saranno rese pubbliche nel prossimo futuro.

Per leggere il rapporto clicca qui

 

Tratto da BIN Italia

Categorie: Asia, Diritti Umani, Economia, Giovani
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