I Gilets Neri occupano il Pantheon di Parigi

13.07.2019 - Tobia Savoca

Quest'articolo è disponibile anche in: Spagnolo, Francese

I Gilets Neri occupano il Pantheon di Parigi
(Foto di CollectifLaChapelleDebout)

Diverse centinaia di “sans papiers”, esiliati e migranti ieri pomeriggio hanno occupato il Pantheon di Parigi, celebre monumento che accoglie le spoglie dei più grandi personaggi che hanno fatto la storia della Repubblica Francese.

La polizia avrebbe bloccato l’uscita dei manifestanti, procedendo con cariche e arresti. Dopo l’uscita un presidio pacifico si è tenuto all’esterno del Pantheon.

Quelli che vengono definiti come Gilets Noirs, sarebbero in realtà un gruppo di collettivi tra cui La Chapelle Debout, et Droits Devants. Questi collettivi rivendicano  l’ottenimento di documenti di soggiorno, un alloggio dignitoso, lavoro, giustizia sociale contro la repressione, il razzismo e lo sfruttamento.

Dal loro comunicato si evince che non sono lì soltanto per i cosiddetti “papiers” (documenti) ma anche per combattere il sistema che crea dei “sans papiers”.

Il loro obiettivo odierno è quello di un incontro con il Primo ministro francese Edouard Philippe, al quale hanno indirizzato una lettera.

Da un anno la “legge asilo e immigrazione” ha peggiorato le condizioni dei rifugiati e degli esiliati, aumentando i termini della loro detenzione nei vari centri, facilitando i rimpatri prima ancora della completo trattamento delle domande di asilo.

In particolare, secondo la lettera, le pessime condizioni di vita e il trattamento brutale riservato dalla polizia nei centri di detenzione di Marsiglia e Tolosa hanno portato diverse persone a suicidarsi.
La denuncia dell’assurdità dei centri di detenzione viene completata da quella della presenza di 200 000 alloggi vacanti nella capitale parigina.

Nella stessa lettera i manifestanti puntano il dito contro il governo francese : “vi siete autodefiniti come il baluardo che ci protegge dall’estrema destra e dal razzismo, eppure siete voi l’unico gruppo organizzato e armato che caccia gli immigrati nelle strade, nella giungla di Calais o alla montagna, che li arresta in massa e li rinchiude, […] che strappa le tende ogni mattina e che distrugge gli effetti personali, i documenti dei migranti […].”

L’evento di ieri si inscrive sulla scia di altre manifestazioni nei luoghi dal forte carattere simbolico per le loro rivendicazioni: la Défense, il centro d’affari parigino, e alla Direzione Generale del Lavoro. Hanno inoltre occupato il terminal di Air France all’aeroporto di Charles de Gaulle, frontiera dalla quale vengono rimandati nei loro paesi.

Presenti Eric Coquerel, Esther Benbassa, rispettivamente deputato de La France Insoumise e senatrice di Europe Ecologie – Les Verts hanno portato il loro sostegno a queste rivendicazioni nel giorno stesso in cui la città di Parigi ha premiato Carola e Pia per la loro lotta.

I Gilet Neri non vogliono che la loro lotta sia recuperata dalla politica tradizionale ed affermano il valore storico e simbolico del luogo occupato, il Pantheon.

Vi sono sepolti personalità come Tillion, che ha aiutato i “sans papiers”, Césaire, che ha combattuto il colonialismo, Zola, che si è impegnato contro il razzismo e l’antisemitismo, Cassin, redattore dell’articolo 13 della Dichiarazione Universale dei Diritto dell’Uomo del 1948 che proclama la libera circolazione e installazione delle persone, Jaurès, che ha difeso gli sfruttati e gli oppressi, Hugo, che ha dato voce ai miserabili e Schoelcher, fautore dell’abolizione definitiva dalla schiavitù in Francia nel 1848.

Nel sito di “Droits Devant” si legge: “Per onorare la vita di queste e questi combattenti della libertà, non basta organizzare pomposi funerali o recitare vibranti discorsi: rispettare i personaggi del Pantheon significa concretizzare con gli atti quello che fu il loro pensiero e il loro impegno.”

“Liberté, Égalité, Fraternité”? Nel comunicato del collettivo “La Chapelle Debout” scrivono:
“questo è il motto della Francia per gli stranieri: umiliazione, sfruttamento, deportazione.”

Categorie: Diritti Umani, Migranti, Politica
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