In 700mila al Roma Pride, c’è anche la Madonna dei femminielli contro Salvini

09.06.2019 - Ugo Cataluddi - Agenzia DIRE

In 700mila al Roma Pride, c’è anche la Madonna dei femminielli contro Salvini
(Foto di agenzia Dire)

Il vicepremier ‘calpestato’ da una madonna arcobaleno

Al Cuore Immacolato di Maria, invocato dal ministro Matteo Salvini a Milano, il Gay Pride di Roma risponde con la benedizione di Mamma Schiavona, protettrice dei femminielli.  A sua insaputa il ministro dell’Interno è la ‘star’ di questa edizione della manifestazione. Cori, slogan, striscioni lo chiamano in causa, bersaglio ideale del corteo. “Io penso che alla fine vinceremo noi, anche uno come Salvini che si è gonfiato d’odio prima o poi si sgonfierà”, dice dalla testa del Roma Pride Wladimir Luxuria.

Il vicepremier è raffigurato sotto ai piedi di un ‘santino’ con la ‘Madonna di Montevergine’ vestita dei colori arcobaleno. ‘Salvici tu’ con la N sbarrata, la didascalia. Un modo per ricordare il culto della Madonna di Montevergine, chiamata “Mamma Schiavona”, venerata sul Partenio, in Irpinia. Li’ nel giorno della Candelora, il 2 febbraio, ogni anno si tiene la “juta dei femminielli”, il pellegrinaggio noto come la processione della Candelora.

Roma Pride: “Noi bersaglio di odio e violenza”

È la parata dove ognuno può e deve essere se stesso, è la festa dell’arcobaleno che ha invaso le strade della Capitale. Sono migliaia i partecipanti del Roma Pride, che si radunati a piazza della Repubblica. Il colpo d’occhio è impressionante: persone di ogni età sopra ai lati dei carri multicolori con musica a tutto volume e al grido ‘Nostra la storia, nostre le lotte’ hanno dato il via al corteo verso piazza Madonna di Loreto dove è previsto il sit-in. L’edizione del Pride di quest’anno celebra una doppia ricorrenza: da una parte i moti di Stonewall, che 50 anni fa scossero New York con gli scontri tra gruppi omosessuali e polizia; dall’altra il 25esimo compleanno del Pride romano.

“Siamo 700mila”, a dirlo è il portavoce del Roma Pride, Sebastiano Secci quando il corteo partito da piazza della Repubblica si trovava a via Merulana, altezza largo Brancaccio. “L’ultimo carro- ha spiegato Secci- è ancora al punto di partenza. Questo vuol dire che siamo andati ben oltre le nostre più rosee previsioni e oltre anche ai numeri degli anni scorsi”.

“Vogliamo partire da quei momenti fondamentali della nostra storia- ha detto il portavoce del Pride, Sebastiano Secci- ma non possiamo prenderci il lusso di spegnere solo le candeline . Dobbiamo continuare a lottare in prima linea perché i tempi che abbiamo davanti sono sempre più scuri: giornalisti presi di mira da politici al governo, insegnanti sospese e reintegrate in maniera arbitraria, esseri umani sequestrati nelle navi e intanto il movimento Lgbt è sempre più bersaglio di odio e violenza. I nostri figli e le nostre figlie vengono dichiarati inesistenti e dunque c’è ancora tanto da fare. Oggi lo facciamo intrecciando le nostre lotte con il movimento transfemminista, con i migranti, con i lavoratori, con gli studenti, con i disabili intrecciando le lotte con chiunque combatta ogni giorno per costruire una società migliore”. Tanti i bersagli della Manifestazione, dal Vaticano, al governo e, ovviamente a Matteo Salvini. Assente la sindaca di Roma, Virginia Raggi impegnata in un viaggio istituzionale.

 

 

Categorie: Diritti Umani, Diversità, Europa
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