Lunedì 6 aprile 2019, il nucleo familiare di Iler Omerovic, Senada Sejdovic ed i loro 12 figli, provenienti dal campo della Barbuta, sono andati a prendere possesso di una casa popolare, legittimamente assegnata, ma hanno trovato sotto la propria abitazione, un gazebo allestito da Casapound, regolarmente autorizzato da Roma Capitale, dopo richiesta e pagamento del suolo pubblico, protocollato al Municipio IV, in Via Tiburtina 1163.

Martedì 7 aprile 2019, la famiglia Rom è stata aggredita, minacciata ed insultata da alcuni residenti supportati dall’organizzazione razzista fascista e nazista Casapound: “vi vogliamo vedere impiccati, vi bruciamo, zingari di merda, deve tornare Mussolini, troia ti stupro”. Un vero e proprio tentativo di pogrom. I legittimi assegnatari dell’immobile sono stati scortati dalla Polizia di Stato per rientrare nella propria abitazione. https://www.youtube.com/watch?v=3Lgg4XNv3yo

Mercoledì 8 maggio 2019, si è svolta un’assemblea e manifestazione nel quartiere di Casal Bruciato, autorizzata dalla Questura, a sostegno della famiglia Rom, legittima assegnataria dell’alloggio in Via Sebastiano Satta 20, alla quale hanno partecipato centinaia di persone, associazioni, sindacati, movimenti, partiti, donne ed uomini determinati a liberare il quartiere da razzismo, fascismo, nazismo e costruire relazioni umane solidali. https://www.youtube.com/watch?v=rh4W_VHqdrA

Gli obiettivi della mobilitazione sono stati tutti raggiunti: il gazebo di Casapound è stato smantellato e i responsabili delle minacce di morte e stupro denunciati dalla Questura alla Magistratura Inquirente. Non solo: razzisti, fascisti e nazisti che da mesi erano stati lasciati liberi di perpetrare minacce e violenze, di fare campagne elettorali, alimentando odio contro gli ultimi, contro le minoranze, contro i poveri, contro Rom Sinti Caminanti, dovranno rispondere dei reati ai Giudici.

Di fronte all’evidenza pubblica, di fatti iniziati il 2 aprile 2019 a Torre Maura, la Procura della Repubblica c/o il Tribunale di Roma, non aveva ancora iscritto nessuno nel registro degli indagati, nessun fermo ed arresto operato dalle forze dell’ordine contro personaggi paragonabili a terroristi dell’Isis. Violente proteste razziste sostenute dalle organizzazioni fasciste e naziste Casapound, Forza Nuova ed Azione Frontale contro l’arrivo di alcune famiglie di etnia rom in una struttura di accoglienza, erano sfociate in atti vandalici ed autentica barbarie.

Venne bruciata una macchina ed un camper, rovesciati ed incendiati cassonetti, rubato, calpestato e distrutto il pane a loro destinato. Il 3 aprile 2019, le proteste si erano trasformate in un altro tentativo di pogrom con minacce di morte rivolte contro bambini, donne ed uomini inermi: “sti zingari vengano fuori che ci pensiamo noi” “ti taglio la gola al ragazzino e pure a te” “un popolo che non mi piace, è un popolo di delinquenti” il tutto davanti a slogan e saluti fascisti a braccio teso.

Adesso i 41 responsabili di razzismo, fascismo e nazismo dovranno rispondere dei reati di: manifestazione non autorizzata, incendio doloso, danneggiamento, istigazione all’odio razziale, apologia di fascismo, interruzione di pubblico servizio, rapina.

Giovedì 9 maggio 2019, a Casal Bruciato, sotto la casa della famiglia Omerovic, il gazebo di Casapound non c’era più. Nel pomeriggio Iler, Senada e la piccola Violetta, accompagnati dalla volontaria Patrizia, erano nel Vaticano insieme a Papa Francesco.

Uniti e solidali possiamo liberare ora tutta Roma da razzismo, fascismo e nazismo. Invitiamo a partecipare all’assemblea unitaria organizzata dagli #Indivisibili e Solidali, domenica 26 maggio 2019, alle ore 15.00, c/o Associazione SCUP, in Via della Stazione Tuscolana 84, Roma.

Associazione Nazione Rom