Se si accende la spia rossa del debito

07.03.2019 - Rocco Artifoni

Se si accende la spia rossa del debito

Quando si accende una spia rossa nel cruscotto dell’automobile sarebbe opportuno fermarsi e cercare di capire qual è il problema, per evitare che il danno comprometta la possibilità di continuare il viaggio. Di recente sulla vettura “Italia” si sono accese molte lampadine di allarme.

La Banca d’Italia ha segnalato che nel 2018 il debito pubblico è aumentato di 53,2 miliardi di euro, cioè 10 miliardi in più rispetto alla media degli ultimi 3 anni. Lo spread, cioè il differenziale tra titoli di stato italiani e tedeschi, è quasi raddoppiato in un anno (da 136 a 259 punti), il che significa che il costo degli interessi sul debito è aumentato di 1,23 punti in percentuale. Infatti, la spesa per gli interessi è passata da 65,6 miliardi di euro nel 2017 a 67,9 miliardi nel 2018.

L’ISTAT ha calcolato che nel 2018 il Prodotto Interno Lordo dell’Italia è cresciuto dello 0,9%, mentre l’anno precedente era salito dell’1,5%. Di conseguenza il rapporto tra debito e PIL nel 2018 ha raggiunto un nuovo record storico: 132,1% (nel 2017 era del 131,3%).

Tutto ciò è accaduto prima che entrassero in funzione due novità importanti, decise dalla maggioranza di governo, come quota 100 per il pensionamento anticipato e il reddito di cittadinanza per chi si trova sotto la soglia di povertà. Questi provvedimenti, a prescindere dalle valutazioni di merito, sono onerosi per le casse dello stato per parecchi miliardi di euro. Di fatto andranno ad aggravare la situazione debitoria, poiché si tratta di misure finanziate prevalentemente a deficit.

In questo scenario che non promette nulla di buono sulle prospettive economico-finanziarie dell’Italia, forse sarebbe necessario che l’autista fermasse l’automobile in un’area di sosta, per cercare di trovare un rimedio alle spie accese che segnalano problemi alla vettura. Oppure potrebbe continuare ad ignorare le luci rosse che lampeggiano o anche abbassare la luminosità del cruscotto per non vedere più le spie luminose. Ma questa non è un’alternativa vera: è soltanto un modo irrazionale di rinviare i problemi che si stanno aggravando.

Chi fa politica dovrebbe porsi al servizio della comunità, prendendo atto della situazione reale. Non serve far finta di nulla o rischiare di fondere il motore dell’auto. A volte è saggio decidere di fermarsi e cambiare strada. Per farlo occorre un navigatore particolare, che si chiama senso dello stato e salvaguardia del futuro, perché in realtà saranno i giovani a portare il fardello del debito.

In questi casi vale sempre la frase del teologo americano James Freeman Clarke che due secoli fa scrisse: “Un politico guarda alle prossime elezioni; uno statista guarda alla prossima generazione. Un politico pensa al successo del suo partito; lo statista a quello del suo paese”.

Categorie: Economia, Europa, Opinioni, Politica
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