Sono terminate al porto de La Valletta le operazioni di sbarco del mercantile “El Hiblu 1”. Nella giornata di ieri il natante aveva soccorso un gruppo di 108 migranti in difficoltà, ma vista l’intenzione del comandante di obbedire all’ordine delle motovedette libiche di riportarli a Tripoli, l’avevano costretto a invertire la rotta, terrorizzati dalla possibilità di tornare nei lager e nelle prigioni libiche.

Tra i 108 a bordo, secondo le prime informazioni, anche 19 donne e 12 bambini. Saranno tutti trasferiti all’Initial Reception Center di Marsa anche se, per il presunto dirottamento, in 4 sarebbero già stati arrestati dalle autorità maltesi. Salvini ieri parlava di “atto di pirateria”.

Si fa sempre più intanto complessa la situazione nel Mediterraneo Centrale. Da giorni si segnalano nuove e numerose partenze dalle coste libiche a fronte della presenza di una sola nave umanitaria, la Alan Kurdi dell’Ong SeaEye, e di nessuna nave militare.

La missione europea Sophia, rinnovata ieri per decisione degli ambasciatori dei 28, ha accolto quindi le richieste italiane che chiedevano di esonerare l’Italia come porto di sbarco dei migranti soccorsi. Risultato: proroga di altri sei mesi prima di staccare la spina, ma nessuna nave a disposizione per interventi o emergenze.

Potrebbe tornare presto in mare invece la Mare Jonio del Progetto Mediterranea Saving Humans bloccata a Lampedusa a seguito del salvataggio di 49 migranti dieci giorni fa. Dopo gli accertamenti ai fini probatori i magistrati ne hannp disposto il dissequestro.

Di tutto questo parliamo con l’avvocato Fulvio Vassallo dell’ Adif, Associazione diritti e frontiere, e già docente di “diritto d’asilo” all’Università di Palermo. Ascolta o scarica

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