Opet Bosna, solidarietà verso i profughi bloccati al confine tra Bosnia e Croazia

05.01.2019 - Redazione Italia

Opet Bosna, solidarietà verso i profughi bloccati al confine tra Bosnia e Croazia
(Foto di https://www.facebook.com/groups/OpetBosna/)

Siamo un gruppo di amici che ha deciso di non rimanere spettatore della tragedia umana che stanno vivendo migliaia di migranti in cammino da varie parti del mondo alla ricerca di una migliore condizione di vita. “OPET BOSNA” in bosniaco significa “ANCORA BOSNIA”, “DI NUOVO BOSNIA”.

Un’altra volta perché la nostra storia come gruppo nasce in quella terra. Durante la guerra in ex Jugoslavia abbiamo dato vita all’associazione “MOVIMENTO DI SOLIDARIETA ONLUS” e portato aiuti umanitari ai rifugiati bosniaci nei campi profughi in Croazia. Siamo stati al loro fianco per anni e alla fine della guerra abbiamo assistito alcuni di loro nella fase di ritorno nelle loro case aiutandoli a ricominciare una vita.

Oggi siamo tornati in quella terra, nei campi profughi di Bihać e di Velika Kladuša, le due cittadine bosniache più vicine al confine con la Croazia (primo paese della Comunità Europea), per aiutare altri profughi (Pakistani, Afgani, Iraniani, Iracheni, Siriani, etc.). Attualmente nella zona di Velika Kladuša ci sono circa 1.000 rifugiati sistemati principalmente in un campo improvvisato al Miral (capannone di un’azienda). Qui le persone vivono prive di riscaldamento in tende da campeggio che non sono assolutamente in grado di offrire riparo dal freddo dell’inverno bosniaco (con temperature fino a -20°C) e ad un livello igienico-sanitario molto basso.

I nostri riferimenti in zona sono piccole organizzazioni di volontari come la spagnola “No Name Kitchen”, che ha installato e gestisce dei container con 3 docce per 800 persone, fornisce loro vestiti puliti in cambio di quelli sporchi che ritira e lava per poi rimetterli nuovamente in circolo. L’altra organizzazione si chiama “SOS Team Kladuša” e si occupa principalmente di fornire tende, sacchi a pelo, giubbotti e scarpe adatte alle lunghe camminate che i migranti dovranno affrontare, oltre che finanziare tramite un piccolo ristorante vicino al campo profughi alcuni pasti. L’altra organizzazione si chiama “Are zou Syrious” e gestisce un free shop a Velika Kladuša aperto proprio in seguito all’arrivo di queste persone.

Abbiamo quindi bisogno di recuperare fondi attraverso le donazioni che porteremo personalmente e delle quali garantiamo il corretto utilizzo (testimonieremo anche con fotografie e ricevute). Tutti i soldi recuperati verranno utilizzati per finanziare progetti in loco ed acquistare capi di vestiario per i profughi, mentre le spese di viaggio, di vitto e di alloggio rimarranno a carico dei volontari che parteciperanno al viaggio. Il viaggio è aperto a tutti coloro che vorranno fare un’esperienza di questo tipo, cambiando radicalmente il punto di vista sulla questione immigrazione e riportandola ad una questione di umanità e amicizia. Riteniamo inoltre utilissimo anche per quelle persone vedere che esiste qualcuno che si preoccupa di loro e che non sono stati abbandonate.

Per versare le donazioni: Mirko Rozzi IBAN: IT47S0306956840100000015009 Causale: OPET BOSNA oppure https://paypal.me/OpetBosna

 

Categorie: Diritti Umani, Europa
Tags: , ,

Notizie giornaliere

Inserisci la tua email qui sotto per ricevere la newsletter giornaliera.


Documentario: RBUI, il nostro diritto di vivere

Documentario: L'inizio della fine delle armi nucleari

2a Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza

App Pressenza

App Pressenza

Milagro Sala

Canale di youtube

International Campaign to Abolish Nuclear Weapons

International Campaign to Abolish Nuclear Weapons

Archivi

Except where otherwise note, content on this site is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International license.