F35. Soldi buttati al vento… per ricavarne tempesta!

10.01.2019 - Paolo D'Arpini

F35. Soldi buttati al vento… per ricavarne tempesta!
(Foto di nebarnix via Foter.com / CC BY-NC)

Gli F35 non servono a nulla. Non possiamo utilizzarli a nostro piacimento a causa del software che gli americani custodiscono gelosamente.
Ora non saprei addentrarmi in dettagli squisitamente tecnici, ma il concetto è questo: noi li paghiamo una enormità ed è come se li avessimo in comodato d’uso, con la condizione che il proprietario potrebbe in qualsiasi momento impedirne l’impiego.

Ma il punto è che nessun paese ci minaccia, né, allo stato attuale delle cose, converrebbe ad alcuno “occuparci” (posto che lo siamo già di fatto).
Di più: l’unico motivo per mantenere questi aerei, costosissimi e discutibili anche sul piano tecnico-operativo, è l’eventualità di attaccare qualcuno. Ma chi? La Russia, ovviamente, la qual cosa comporterebbe una reazione tale da distruggere il nostro paese.

La Costituzione, all’art. 11, recita: ” L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali (…)”.

Pare che nel recente passato i nostro governanti abbiano dimenticato questa norma: non ritengo sia il caso di insistere con questi comportamenti scriteriati.
Putin, gravemente e non penso bluffando, ha avvertito il mondo del concreto rischio di un conflitto nucleare: di certo la causa primigenia andrebbe individuata nel solito irriducibile imperialismo americano, ma anche finanziario, considerando l’estensione transnazionale di questi agenti economici e la loro brama di potere.

No, credo che il non essersi opposti con tutti i mezzi a questo progetto sia stato un pericoloso passo falso, cosi come l’aver voluto confermare le sanzioni alla Russia (colpevole di cosa?).

Per inciso, mi trovavo a Fermo poco tempo dopo l’introduzione di queste misure di carattere commerciale, in visita a dei produttori di calzature. Trovai montagne di scarpe che giacevano pronte per la spedizione e ne chiesi ai miei gentili ospiti la destinazione: loro, con sguardo mesto, mi dissero che erano le commesse russe che non sarebbero state evase.

Credo che buona parte dell’invenduto si trovi ancora lì.
Al di là della simpatia per la Grande Madre Russia, cinicamente affermo, per i meno avveduti dei miei eventuali lettori, che fu una boiata pazzesca, stolidamente reiterata dall’attuale compagine governativa.

Tornando agli F35, gente più accreditata di me sostiene che il Governo abbia accampato delle scuse e che non abbia adottato tutte le misure alle quali sarebbero potuti ricorrere: ciò escludendo la malafede…

Stefano Emili

Categorie: Europa, Opinioni, Pace e Disarmo
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