Roma, i lavoratori della cultura in piazza: «non facciamo volontariato, il lavoro va pagato»

06.10.2018 - Marco Piccinelli

Roma, i lavoratori della cultura in piazza: «non facciamo volontariato, il lavoro va pagato»
Foto Marco Piccinelli - Pressenza (Foto di Foto Marco Piccinelli - Pressenza)

Si è svolta oggi 6 ottobre 2018 a Roma la Manifestazione per la cultura e il lavoro, promossa dal collettivo “Mi riconosci? Sono un professionista dei beni culturali“.

«Noi non facciamo questo lavoro per sport o perché durante la giornata non sappiamo cosa fare: lo facciamo per vivere» – scandiscono uno ad uno i rappresentanti delle associazioni di attori, lavoratori teatrali, bibliotecari e archivisti che hanno promosso la manifestazione. E ancora: «il nostro lavoro dev’essere giustamente retribuito, non facciamo volontariato». Presente anche il movimento Facciamolaconta che riunisce attori, lavoratori dello spettacolo  e operatori del mondo del cinema: «La cultura ha subìto una svolta negativa, in questo Paese», ha detto Anna Bonaiuto ad AgCult, «mi fa piacere che questa iniziativa sia partita dai giovani».
«Non esisterebbe un paese, se non si investisse nella cultura: è un settore fondamentale per qualsiasi tipo di sviluppo, cultarale, sociale e anche economico», ha scandito Leonardo Bison, del collettivo “Mi riconosci? sono un professionista dei beni culturali” in Piazza Mastai.
«Ci hanno raccontato tre grandi menzogne – ha proseguito Bison -, la prima è che non ci sono fondi per il lavoro culturale: falso! I soldi vanno alle fonazioni private a causa di scelte politiche. La seconda menzogna: ci dicono come non ci sia alternativa al precariato e al lavoro gratuito, ma i volontari dei beni culturali, introdotti a causa di precise scelte politiche, stanno lì a dimostrare a tutti come ci sia una sperimentazione di abbassamento del costo del lavoro, creando sfruttamento ormai da 30 anni del nostro settore. La terza è che non è vero che non si può fare nulla per cambiare questa situazione: siamo qui a dimostrare il contrario».

Oltre al collettivo “Mi Riconosci?” e alle associazioni promotrici (Anai – Associazione nazionale archivistica italiana, Comitato nazionale delle fondazioni lirico-sinfoniche, EmergenzaCultura), hanno sfilato sindacati (Unione sindacale di base, Uil Pubblica Amministrazione, Cgil settore lavoratori della conoscenza), associazioni studentesche e organizzazioni sindacali degli studenti (Link, Rete della Conoscenza, Unione degli studenti) e movimenti politici (Potere al popolo, Possibile, Rifondazione comunista, Partito umanista). In extremis pare sia arrivata anche l’adesione del dipartimento nazionale della cultura del Partito democratico, tuttavia non v’è stata alcuna presenza dell’organizzazione al corteo e alla manifestazione in Piazza Mastai (foto di Marco Piccinelli – Pressenza).

Presente invece, ad accogliere il corteo alla piazza di arrivo, la cantautrice Giovanna Marini, che abbiamo intervistato: «Questa manifestazione è molto importante: è partita dal basso senza il cappello di alcun partito. Anche perché, diciamo la verità, i partiti che ci sono adesso non meritano una piazza così! La cultura ci vuole: siamo il paese della cultura, il paese della bellezza, degli agronomi sempre più vessati: non siamo il paese delle industrie e delle autostrade».

Categorie: Europa, Politica
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