Lettera al Segretario generale Antonio Guterres e Campagna per la denuclearizzazione del Mediterraneo

20.09.2018 - Redazione Italia

Lettera al Segretario generale Antonio Guterres e Campagna per la denuclearizzazione del Mediterraneo

Sabato 29 settembre nella sala Consiglio del Municipio di Palermo “capitale italiana della Cultura 2018” Alessandro Capuzzo del Comitato pace convivenza e solidarietà Danilo Dolci presenterà il contributo di Trieste alla Campagna per la denuclearizzazione del Mediterraneo – parte della 2a Marcia mondiale per la pace e la nonviolenza 2019/‘20 promossa dall’associazione Mondosenzaguerre – durante il Convegno organizzato dalla Consulta comunale pace dedicato a Mediterraneo e Nonviolenza.

L’iniziativa è rivolta al Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres e riguarda le norme del Trattato di Pace del 1947 fra Italia e Potenze occupanti che statuirono la smilitarizzazione italiana della Sicilia (art.50) e la demilitarizzazione / neutralità del “Territorio Libero di Trieste” (art.21 e allegati); norme recepite con la Risoluzione n° 16 dalle Nazioni Unite. Questa iniziativa viene divulgata il 21 settembre in occasione dell’United Nations International Peace Day 2018 (vedere logo allegato).

La recente approvazione del nuovo Trattato di Proibizione delle armi nucleari a New York rende possibile la denuclearizzazione del Mediterraneo, in analogia con altre parti del Pianeta dichiarate Nuclear Free Zones: Africa Sudamerica Oceania Antartide e Sudest asiatico. I Paesi della sponda mediterranea Europea più Turchia Siria e Israele, non accettano il nuovo Trattato aderendo alla filosofia dominante nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Quelli della sponda Sud e del Medioriente (anche quelli ora in guerra) hanno invece aderito, compreso l’Iran.

La situazione relativa allo status di Trieste è stata ribadita nel 2015 dall’ex Segretario Ban Ki Moon, in una lettera al Consiglio di Sicurezza richesta dal Presidente palestinese Mahmoud Abbas, che contiene un elenco delle amministrazioni territoriali di competenza ONU fra le quali il “Territorio Libero di Trieste”. La nuova Agenda per il Disarmo prodotta nei mesi scorsi dal Segretario Guterres, permette ora una maggiore interazione su questi problemi alla luce del citato Trattato di Proibizione, che il 26 settembre sarà ratificato da altri Paesi e per il quale la Coalizione internazionale ICAN ha ricevuto il premio Nobel per la Pace.

Il Golfo di Trieste ospita due porti nucleari militari di transito, Trieste in Italia e Koper-Capodistria in Slovenia. La presenza dei due centri urbani rende impossibile prevenire i relativi rischi, in termini di propulsione nucleare delle navi, di presenza di armi di distruzione di massa e di possibile bersaglio bellico, terroristico (come nel 1972) o nucleare. Alessandro Capuzzo e l’ex sindaco di Koper-Capodistria Aurelio Juri hanno quindi inoltrato alla Conferenza istitutiva del Trattato di Proibizione delle armi nucleari un documento (qui in allegato) che propone alle Nazioni Unite l’avvio di un case study sulla denuclearizzazione del Golfo e dei porti di Trieste e Koper-Capodistria, da affidare alla Scuola di prevenzione nucleare istituita dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica di Vienna al Centro Internazionale di Fisica Teorica, presso il castello di Miramare nel Golfo di Trieste.

Il Porto franco internazionale triestino è anche punto di partenza per sistemi d’arma che vanno ad alimentare conflitti. L’ISTAT ha riferito la spedizione di materiale bellico negli Emirati Arabi Uniti – parte della coalizione a guida saudita che ha invaso lo Yemen – per oltre 12 milioni di euro nel 2013 e oltre 6 milioni nel 2015. L’invasione militare è stata condannata dalle Nazioni Unite, e un rapporto al Consiglio di sicurezza ha dimostrato l’uso di bombe italiane sulle aree civili in Yemen; fatto che configura un crimine di guerra. Un gruppo di concittadini ha presentato un esposto denuncia alla Procura di Trieste nel 2016, segnalando le esportazioni sensibili in partenza dal porto verso gli Emirati Arabi Uniti. La Legge italiana 185/‘90 proibisce le esportazioni di armamenti verso paesi in conflitto, e la cui politica è in contrasto coi principi della Costituzione (ripudio della guerra ex articolo 11) e con la Dichiarazione dei Diritti umani.

Il convegno palermitano termina il 2 ottobre anniversario della nascita di Gandhi, a un anno esatto dalla partenza della 2ª Marcia Mondiale Pace e Nonviolenza nel 2019. I pacifisti palermitani, triestini e di altre città saranno presenti dietro lo striscione della 2ª Marcia Mondiale, alla PerugiAssisi di domenica 7 ottobre. La più grande manifestazione pacifista d’Europa, che raduna una media di 100.000 persone in un comune fronte contro le guerre.

Categorie: Comunicati Stampa, Europa, Pace e Disarmo
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