Studenti del Bangladesh protestano per la sicurezza stradale e la giustizia

05.08.2018 - Karina Lagdameo Santillan

Quest'articolo è disponibile anche in: Inglese, Spagnolo, Francese, Greco

Studenti del Bangladesh protestano per la sicurezza stradale e la giustizia

Bangladesh. Dal 30 luglio, gli studenti di diverse istituzioni educative manifestano per strada chiedendo giustizia. Il 29 luglio, due studenti sono morti in un incidente stradale sula strada dell’aeroporto. L’incidente ha spinto la comunità studentesca a scendere in piazza con un documento di richieste in nove punti presentato alle autorità.

Una famiglia piange per gli incidenti stradali

Per il bene della sicurezza stradale e della giustizia, gli studenti chiedono che ci sia un autovelox davanti a ogni scuola e collegio e che ogni incidente sia indagato, con i responsabili assicurati alla giustizia. Patenti di guida, permessi di circolazione per veicoli, divieto di cambio di corsia, corsia di emergenza per le ambulanze e necessità di utilizzare passerelle e marciapiedi: in sintesi, alcune delle richieste degli studenti manifestanti sono la rigorosa applicazione delle norme e dei regolamenti vigenti in materia di circolazione. Ma sembra che l’intero sistema del traffico sia obsoleto eche nessuno abbia soluzioni per migliorarlo.

Lo scenario attuale è cambiato. Alcune persone hanno avuto paura di questa dimostrazione di potere studentesco. Negli ultimi giorni, stanno costringendo gli studenti a fermare le loro azioni di protesta, minacciandli con coltelli e pistole, nonostante la giovane età dei manifestanti. La domanda è: esistono o no soluzioni? L’uso della forza è l’unica soluzione o le loro esigenze possono essere soddisfatte?

Dato che sono i nostri figli, le loro richieste sono le nostre. Chiunque può trovarsi in questo tipo di situazioni in qualsiasi momento. Perché gli studenti vengono fermati e perché permettiamo ai nostri studenti di morire sulle strade? Dov’è la nostra umanità? Noi protestiamo per questi studenti così come per i rifugiati Rohingya. I loro figli e ora i nostri figli stanno morendo e noi stiamo solo a guardare, permettendo che queste situazioni si verifichino! Ricordiamoci, sono piccoli bangobondhu (riferimento al padre fondatore della Repubblica del Bangladesh, n.d.t.) e gli studenti hanno imparato dal suo esempio: non lasciate mai che l’ingiustizia rimanga inascoltata.

“Jodi Tumi voy pao, Tobe Tumi sesh, Jodi Tumi rukhe darao, Tobe tumi Bangladesh”!! Questi slogans sono sugli striscioni di questi giovani manifestanti. ””Se hai paura, sei finito. Se protestate, vincerete (diventerete Bangladesh)”.

Diventeremo bangobondhu, per diventare Bangladesh.

Reportage di: Nazrul Jashim

Foto:per gentile concessione di vari amici

Traduzione Equipe traduttori Pressenza

Categorie: Asia, Giovani, Nonviolenza
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