Jynrose, una storia di successo e di resilienza

30.07.2018 - Unimondo

Jynrose, una storia di successo e di resilienza
(Foto di viaggiamo.it)

Le Filippine di Duterte non sono solo guerra alla droga e violazione dei diritti umani. Ci sono anche storie positive che testimoniano la vitalità di un popolo che spera e lavora per un futuro migliore. Jynrose Villamento ha 36 anni ed è originaria di Panguabuan, barangay (parola che indica un quartiere o una circoscrizione) situata nella municipalità di Jamindan, in provincia di Capiz, sull’isola di Panay al centro dell’arcipelago. Là vive con suo marito e i suoi tre bambini. “Viviamo in una piccola casa di bamboo e nipa: è stata completamente distrutta dal tifone Yolanda e poi ricostruita in qualche modo”, inizia così a raccontare la sua storia.

Jynrose non nasconde le difficoltà economiche e sociali in cui versa il suo nucleo familiare: “Mio marito, pur di guadagnare qualcosa in nero per la nostra famiglia, guida un pedicab (un triciclo a pedali) che affitta a 30 php (circa 50 cent) al giorno”. Anche Jynrose stessa cerca di dare il suo contributo in tutti i modi: “Cerco di vendere alcuni prodotti artigianali come tessuti e tappeti e alimentari come carne di maiale” (l’attività di street food nelle Filippine è comunissima). Tuttavia, il guadagno non è sempre assicurato, quindi ha deciso di provare tenacemente altre vie. Ciò è stato possibile anche grazie al fondamentale aiuto di CASAC (il Capiz ArchdiocesanSocial Action Center, praticamente la Caritas diocesana di Capiz, ndr): ora Jynrose, che è anche membra attiva dell’Associazione degli agricoltori di Pangabuan, vende prodotti ricavati dalle cannucce di plastica per bibite.

Nel 2017, dopo che la mia proposta è stata approvata da CASAC, sono diventata una beneficiaria a tutti gli effetti del programma CMLD”.  Il CMLD (Community Managed Livelihood Development) è un progetto di CASAC e sostenuto da Caritas Italiana fin dal 2014 ed è ora nella sua seconda fase. Con questo progetto si ha l’obiettivo di costruire una comunità resiliente attraverso un approccio condiviso e partecipativo di tutti i beneficiari, che hanno potuto così essere aiutati nelle loro attività quotidiane e, allo stesso tempo, apprendere nozioni concetti fondamentali per cercare di prevenire al massimo i danni e le gravi perdite causate dai disastri naturali, purtroppo sempre frequenti nelle Filippine.

I principali beneficiari di tale progetto sono stati le famiglie di agricoltori, di pescatori e i ragazzi che hanno abbandonato la scuola nelle municipalità di Roxas City, Dumalag e Jamindan. CASAC le ha procurato un iniziale capitale di 3200php (50 euro circa) e varie materie prime come cannucce di plastica, candele (per fondere la plastica), materiale in acciaio (per appiattire o legare le cannucce) e antibatterici per sterilizzarle. “Da allora vendo i più svariati oggetti, dalle normali borse alle decorazioni natalizie, da teli a porta fiori e così via”. Ora Jynrose non solo vende i suoi prodotti ad Jamindan, ma addirittura ha incominciato a ricevere ordini da altre località filippine più o meno famose come Boracay e Manila.

Questo business è molto più sostenibile, dato che quasi sempre ricevo il pagamento in contanti, al contrario di quello che succedeva prima”, dichiara Jynrose.  “Oggi”, mi riferisce, “posso guadagnare fino a 3800 php al mese (circa 60 euro), con i quali posso comprare regolarmente cibo per tutta la famiglia, comprare materiali per la casa e sostenere le spese scolastiche dei miei figli”. Infine, Jynrose è anche in grado di pagare le cure di uno dei suoi figli, malato dalla nascita: infatti, mentre in passato era solita chiedere dei prestiti, ora è quasi sempre in grado di sostenere tali spese (1900 php, circa 30 euro al mese). Talvolta, riesce addirittura a risparmiare qualche centinaio di pesos al mese! “Attraverso I miei risparmi”, dice tutta contenta, “sono riuscita a comprare un pedicab a mio marito che ora, con un mezzo tutto suo, riesce a portare a casa anche 150 php (circa 3 euro) al giorno”.

Tuttavia, presto Jynrose potrebbe dover cambiare attività nuovamente; ma non si scompone e certamente non si abbatte, dopo aver passato di tutto e di più, essere caduta ed essersi rialzata orgogliosamente più volte. Infatti, è sempre più imminente il graduale abbandono e divieto di vendita di cannucce di plastica, già in atto in alcune parte delle Filippine. “Per questo, ho già iniziato a guardarmi intorno ed esplorare nuove idee riguardo a materiali alternativi, come ad esempio il nito, una pianta piuttosto comune nelle Filippine, oppure le perle o altri materiali” conferma. Infine, un’ultima idea, potrebbe essere quella di provare ad essere assunta da alcune aziende tessili. “Anche per questi motivi”, mi confessa, “nel 2017 mi sono iscritta ed ho completato con successo un corso da sarta offertomi da TESDA (Technical Education and Skills Development Authority).

La sua intraprendenza e la continua voglia di imparare cose nuove colpiscono molto: tutto ciò ha fatto diventare Jynrose una persona resiliente e la sua storia fonte di ispirazione per tutta la comunità.  Jynorse, inoltre, sottolinea l’importanza della cultura del risparmio, purtroppo ancora poco comune nella società filippina: “è fondamentale risparmiare, non importa quanti pesos, al fine di poter pensare e provare a programmare il futuro”.  Infine, prima di salutare dice come le piacerebbe espandere il suo business, iniziando un’attività di allevamento di polli e di maiali. Conclude dicendo che CASAC le ha assicurato il pieno supporto per le attività future, visto anche il suo grande interesse a mettersi sempre in gioco, provare attività nuove ed espandere le attuali.

Pietro Scartezzini, Corpi Civili di Pace 2017/2018 – Caritas Italiana, Roxas City, Filippine

Categorie: Asia, Cultura e Media, Opinioni
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