Gaggi, la tecnologia e il potere multinazionale dell’intelligenza artificiale

19.06.2018 - Damiano Mazzotti

Quest'articolo è disponibile anche in: Spagnolo

Gaggi, la tecnologia e il potere multinazionale dell’intelligenza artificiale

Massimo Gaggi è il corrispondente del Corriere della Sera da New York e ha pubblicato “Homo premium. Come la tecnologia ci divide” (Laterza, 2018, 158 pagine, euro 15), un saggio molto fluido e accattivante che riesce a raccontare le ultime e principali trasformazioni tecnologiche.

Gaggi sottolinea che ci sono quattro società che stanno pilotando il nostro futuro: “Google parla al cervello, si propone come motore della conoscenza; Facebook parla al cuore, alla nostra capacità di socializzare; Amazon è la stella cometa del moderno consumatore, sedotto con tentazioni sempre nuove. E seducente è anche Apple coi suoi oggetti cool dal design puro e accattivante” (p. 27). Microsoft oramai sembra diventata troppo statica per poter diventare di nuovo incisiva.

Ad esempio Google negli ultimi dieci anni “ha finanziato con contributi di ammontare variabile tra i cinquemila e 400 mila dollari centinaia di documenti redatti da esperti delle università più autorevoli, da Harvard a Berkeley, che servono a difendere il gruppo dalle accuse di egemonizzare il mercato o a contrastare le richieste di regolamentazione (p. 28). Indubbiamente agli americani non conviene indebolire le loro aziende in un mercato quasi totalmente globalizzato.

Naturalmente l’equilibro dei poteri economici può essere migliorato pilotando e regolamentando l’azione di almeno una decina di grandi multinazionali. Infatti aziende come Oracle e Microsoft hanno a loro volta finanziato studi che vanno contro gli interessi di Google. Google ha costruito il motore di ricerca migliore, “i mercati digitali tendono a creare vincitori che prendono tutta la posta”, ma forse un’altra società americana avrà la possibilità di creare un motore migliore.

Mano a mano che queste multinazionali crescono, cresce la famigerata importanza della legge del potere di Lord Acton: “Il potere tende a corrompere. E il potere assoluto tende a corrompere in modo assoluto”. La logica del profitto diventa assolutamente dominante e gli ideali scompaiono.

L’intelligenza artificiale nei luoghi di lavoro sarà incentrata sul conoscere meglio i desideri e le esigenze dei clienti per aumentare il giro d’affari, ma almeno per i prossimi decenni la sua influenza sarà poco rivoluzionaria: “L’intelligenza artificiale può essere più potente di quella umana ma è priva di sensibilità, empatia, senso comune, capacità di ragionamento critico” e creatività (Kai-Fu Lee, scienziato e imprenditore, presidente dell’Istituto cinese per l’intelligenza artificiale, www.twitter.com/kaifulee). Per ora gli anni di relazioni umane vissute nelle diverse realtà quotidiane rimarranno delle esperienze quasi insostituibili, ma integrabili e migliorabili.

Comunque nel settore medico e nel settore giudiziario le nuove tecnologie intelligenti si sono rivelate molto utili nell’affiancare i professionisti in carne e ossa. In altri campi, come l’applicazione dei sistemi di intelligenza artificiale in politica e in guerra, diventerà una questione quasi sempre moralmente e logisticamente più problematica (posso consigliare la visione di Eagle Eye, un buon film d’azione del 2008 basato sulla fantapolitica tecnologica).

Inoltre molti giornalisti e studiosi continuano ad accusare Internet di favorire la polarizzazione della comunicazione, ma questo fenomeno avviene in tutte le forme di comunicazione umane, soprattutto mano a mano che si supera il numero di tre persone, e soprattutto per quanto riguarda la carta stampata, che si differenzia quasi sempre per un certo orientamento politico. Probabilmente il luogo dove questo fenomeno viene moderato di più è il sistema della votazione parlamentare, ma spesso sui temi più nazionalistici anche i Parlamenti commettono molti errori.

In ogni caso sembra dilagare la “tendenza a usare la tecnologia come antidoto a un’inaffidabilità delle istituzioni umane” come le banche e i governi (introduzione), con “un monumentale trasferimento di fiducia sociale: quando senti di non poter più credere nelle istituzioni umane, ti affidi al linguaggio di codifica dei computer” (Tim Wu, giovane giurista della Columbia University, www.twitter.com/superwuster). Però i programmatori “sono sempre gli uomini con la loro faziosità, le passioni, gli obiettivi occulti” (p. 148). Quindi, oltre ai soliti profitti, quali potranno essere le principali forze motivanti degli algoritmi più importanti?

Massimo Gaggi (www.twitter.com/massimogaggi) è il corrispondente del Corriere della Sera da New York e nel 2010 ha pubblicato il saggio “L’ultima notizia. Dalla crisi degli imperi di carta al paradosso dell’era di vetro” (Rizzoli).

Nota realista – Gli Stati Uniti sono la patria delle aziende più innovative che importano cervelli da tutto il mondo e qui il 94 per cento della crescita dell’occupazione è dovuta ai lavori temporanei o instabili. Inoltre il 60 per cento di tutti i nuovi dieci milioni di posti di lavoro creati riguardavano una collaborazione esterna (decennio 2005-2015, Alan Krueger e Lawrence Katz). Quindi molti lavoratori vivono in condizioni di povertà poiché i guadagni non consentono di “pagare vitto, alloggio, assicurazione sanitaria e scuola dei figli” (p. 113).

Nota aforistica – Lord Acton è stato uno storico e politico britannico di origini italo-tedesche, nato e vissuto a Napoli. Tra le sue migliori riflessioni cito queste: “La prova più sicura per giudicare se un paese è davvero libero è il grado di sicurezza goduto dalle minoranze”; “La disputa che ha ammorbato i secoli e che dovrà essere risolta prima o poi è la Gente contro le Banche”; “La libertà non è un mezzo per un fine politico più alto. È essa stessa un fine politico più alto”; “Il pericolo non è che una particolare classe sia inadatta a governare. Ogni classe è inadatta a governare”; “Non vi è errore così mostruoso che manchi di trovare difensori tra gli uomini più abili” (tratte da www.frasicelebri.it).

Nota italiana – Nel 2017 l’Italia è diventata la prima nazione a varare una web tax, “un tributo limitato (3 per cento) che rischia di danneggiare solo le imprese italiane” (introduzione). In Italia “La più grande forza motivante di un uomo è il desiderio di soddisfare una donna” (Napoleon Hill).

Nota sul Bitcoin – Negli ultimi anni “Il nuovo totem è la blockchain, il sistema di certificazione a prova di bomba che è alla base dell’affidabilità delle criptovalute” (introduzione). Per un approfondimento: www.ilbitcoin.news/bitcoin-vale-piu-di-tutto-loro-della-germania.

Nota ludica – Nel gioco del poker Libratus, l’ultimo ritrovato dell’intelligenza artificiale basato sull’autoapprendimento dagli esseri umani, è riuscito a battere i migliori pokeristi americani.

Nota paradossale – Nelle grandi città americane il traffico è in aumento: “nella metà dei casi, chi ha usato una vettura di Uber o di Lyft si sarebbe mosso a piedi, in bicicletta o avrebbe usato mezzi pubblici se non avesse avuto a disposizione un servizio automobilistico così economico” (p. 82).

Nota geopolitica – In quasi tutti i paesi la gente crede nei governi e “nella democrazia se è alla base di un sistema che garantisce sicurezza, lavoro e welfare” (p. 123). Secondo Ian Bremmer, fondatore di un centro ricerche sui rischi internazionali, la Cina sarà una nazione molto più stabile degli Stati Uniti, poiché può permettersi delle inefficienze economiche per garantire la continuità di milioni di posti di lavoro (p. 122, www.eurasiagroup.net, www.ianbremmer.com). In Occidente viviamo ancora nell’illusione di poter riqualificare più o meno velocemente e accuratamente migliaia di lavoratori resi inutili dalla maggiore produttività dei sistemi informatici, delle macchine e dei robot, oppure dal minor costo dei lavoratori dei paesi in via di sviluppo.

Nota sulla Russia – La Russia si muove quasi sempre con valutazioni molto razionali di medio e di lungo periodo. Attualmente è preoccupata dalla “pressione islamista del Caucaso” e dalla “minaccia cinese nei territori del Nord” (la Siberia). “Putin si presenta come il salvatore della Russia… Perciò, è proprio perché il Cremlino si ritrova ad essere un oggettivo alleato dei valori dell’Occidente che non sarà possibile una reviviscenza della Guerra Fredda (in Putin segreto di Vladimir Fédorovski, ex diplomatico e scrittore, 2018, Edizioni del Capricorno, p. 187 e p. 188).

Nota sulla privacy – Molti cittadini hanno iniziato a capire “che, con la diffusione dell’elettronica domestica e per uso personale, la loro privacy viene violata in modi nuovi e imprevedibili”. Ad esempio anche dai simpatici robot aspirapolvere “che tracciano anche mappe digitali degli appartamenti che poi vengono vendute a chi fa pubblicità” (p. 141). Ma molti altri cittadini nei prossimi anni potrebbero far diventare presidente degli Stati Uniti il giovane fondatore di Facebook che dispone di miliardi e miliardi di informazioni su miliardi di persone (p. 152).

Nota sulle risorse umane – Nei primi anni di vita Google ha assunto soprattutto i laureati con i voti più alti delle quattro migliori università americane. Invece dal 2008 Laszlo Bock ha adottato strumenti di gestione più intelligenti, ha cambiato politiche aziendali e ha affermato: “Ci siamo resi conto che, qualche anno dopo l’assunzione, non c’era più alcuna correlazione tra provenienza accademica e rendimento professionale dei nostri dipendenti” (p. 49). Secondo l’editorialista di Fortune l’empatia sarà l’abilità fondamentale dei lavoratori del futuro (Geoff Colvin, p. 51). Quindi anche se in questo momento il profilo più richiesto è quello di computer scientist, sono già in forte aumento le richieste di laureati in scienze umane (psicologi, filosofi, sociologi, antropologi). Comunque uno dei compiti della psicologia (e della scienza), è quello di “darci un’idea completamente diversa delle cose che conosciamo meglio” (Paul Valéry).

Categorie: Diritti Umani, Europa, Scienza e Tecnologia
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