Kropotkin, la politica e la moralità naturale e sociale

08.03.2018 - Damiano Mazzotti

Kropotkin, la politica e la moralità naturale e sociale

“La morale anarchica” di Pëtr Kropotkin  è un classico della saggistica che ci può aiutare a capire le attuali trasformazioni politiche italiane e internazionali (www.pianobedizioni.com, 2011).

Il famoso pensatore russo esaminò la prospettiva anarchica, la libertà individuale e la solidarietà tra gli uomini soprattutto dal punto di vista scientifico. Mise a confronto la solidarietà umana con quella presente tra alcune specie animali più o meno sociali, e scoprì che molti animali seguono questo motto: “Fa’ agli altri ciò che tu vorresti che gli altri ti facessero nelle stesse circostanze”.

Secondo Kropotkin in ogni persona compare quasi sempre un sentimento prevalente: o il bisogno di competizione egoista e di lotta che spinge alla separazione e al benessere individuale, o il desiderio di cooperazione e solidarietà che porta al bene comune. Esistono esseri umani più o meno equilibrati e squilibrati, e in Natura l’armonia e l’ordine “si ottengono solo a una condizione, quella di essere un equilibrio liberamente stabilito tra tutte le forze agenti su uno stesso punto. L’armonia non può perdurare che a condizione di essere continuamente modificata, di cambiare aspetto a ogni istante. Il cambiamento continuo è la vita stessa della natura” (La Révolte, 1894); anche a livello climatico, cosa che molti scienziati di oggi non riescono a comprendere del tutto.

In genere gli esseri umani sono passivi, pigri e inconsciamente ostili ai cambiamenti. Perciò evitano di impegnarsi anche nei piccoli miglioramenti sociali, almeno fino a quando si arriva al punto di rottura degli schemi cognitivi conservatori nell’ordine sociale precostituito. Questo avviene quando “la depravazione dei governanti, dei giudici, del clero e delle classi più o meno abbienti diventa allora talmente nauseante, che… La gioventù si emancipa lentamente, gettando a mare i pregiudizi, e la critica torna a regnare. Il pensiero si desta, dapprima presso pochi; ma impercettibilmente questo risveglio si diffonde nella maggioranza. La spinta è avvenuta, la rivoluzione sorge”. Gli individui più giovani hanno più energie e più creatività da spendere.

In ogni epoca l’autodifesa anarchica non fa mai male. La pacifica e progressiva evoluzione anarchica innescata dal web sta allargando le libertà individuali in tutto il mondo. È iniziata la fine del servilismo economico e politico: possiamo dichiarare le nostre simpatie e antipatie autonomamente infischiandocene delle gerarchie e delle vecchie istituzioni malate di ipocrisia e di ladrocinio. Per fortuna sempre meno persone riusciranno a “mutilare l’individuo in nome di un certo ideale che credevano buono”. Le persone libertarie possono dare consigli, precisando però che vanno seguiti solo nel caso in cui gli individui li trovino in linea con le loro situazioni e riflessioni personali. L’unica libertà da proibire è la libertà di togliere i diritti e di aggredire.

Inoltre è interessante constatare che il pensiero del filosofo autodidatta russo è molto simile a quello di Adam Smith, il filosofo morale scozzese che ha fondato la scienza economica. In effetti la cultura accademica influenzata dai potentati economici ha sempre promosso il punto di vista del ruolo fondamentale e quasi esclusivo degli scambi economici egoistici, mentre secondo Smith, “per quanto l’uomo possa essere supposto egoista, vi sono evidentemente alcuni principi nella sua natura che lo inducono a interessarsi della sorte altrui e gli rendono necessaria l’altrui felicità, sebbene egli non ne ricavi alcunché, eccetto il piacere di constatarla” (Teoria dei sentimenti morali, opera nata nel 1759 e tradotta in modo completo in italiano soltanto nel 1991).

Oggi il pensiero scientifico certifica che tutte le persone preferiscono seguire percorsi egoistici. Solo l’educazione mirata e duratura, è in grado di trasformare la belva più feroce del mondo, in un essere empatico e pensante, motivato a rispettare e ad aiutare altre persone o altri animali.

Per Kropotkin la morale è una vera forza della Natura, mentre per Mandeville la morale nasce dalla società e dall’adulazione inconscia e mascherata nei confronti dei familiari e delle classi dirigenti. Quindi sono presenti entrambe le forme di moralità in ognuno di noi. Anche il grande scienziato francese Henri Laborit aveva una concezione naturalistica dell’anarchia e della libertà personale. Comunque la domanda principale a cui dobbiamo rispondere nelle nostre società multiculturali del nomadismo lavorativo e turistico, e del confronto tra nazioni con tassi di natalità bassi, e quelle con tassi elevati, è la seguente: “Qualunque morale dev’essere per forza obbligatoria e generalizzata?”. Però le diverse scelte di vita a livello sessuale non dovrebbero mai essere penalmente sanzionate. Ad esempio in ogni cultura l’infedeltà non dovrebbe essere considerata un reato, ma un difetto più o meno sopportabile del comportamento umano.

In conclusione si può affermare che i futuri valori morali dovranno rispettare il principio della libertà di scelta individuale. Ognuno di noi deve poter decidere con quale tipo di scarpe si trova meglio. Nessuno dovrebbe obbligare nessun altro a calzare scarpe che non vuole o scarponi militari. D’altra parte se la misteriosa forza creatrice ci avesse voluto uguali ci avrebbe creato uguali. Infine sottolineo che il naturalista Kropotkin non riuscì a sistematizzare in un saggio la sua idea di etica, forse perché si rese conto che la prospettiva etica dovrebbe sempre essere riadattata ai tempi, alle persone, alle situazioni, alle culture e sottoculture. Gli esseri umani sono uguali perché sono tutti diversi, e “l’uomo di cuore preferisce morire piuttosto che diventare cagione di mali per gli altri”. E “lo Stato senza diritto è solo una grossa banda di briganti” (Sant’Agostino).

 

Peter Kropotkin nasce a Mosca nel 1842 da una famiglia aristocratica e diventa uno dei teorici anarchici più significativi dell’epoca insieme a Lev Tolstoj (“Il risveglio interiore”, Incontri Editrice, Modena, 2010) e all’economista Silvio Gesell (www.gesell.it, “L’Ordine Economico Naturale”, Arianna Editrice, ebook, Bologna, 2011). Naturalmente venne imprigionato, poi riuscì a fuggire e si spostò in diversi paesi europei. Dopo l’abdicazione dello zar rifiutò un posto da ministro nel governo Kerensky e una sostanziosa pensione che Lenin gli offrì. Scrisse molto e morì nel 1921, dopo circa tre anni dal suo ritorno in Russia. Tra i saggi più noti segnalo “Il mutuo appoggio” e “Scienza e anarchia”, ripubblicato nel 2011 dalla casa editrice www.eleuthera.it di Milano.

Per visionare il video del suo funerale: www.youtube.com/watch?v=Rt4SFsmOvlk (1921).

Per un approfondimento sui liberi pensatori: www.agoravox.it/Che-cos-e-l-anarchia-Teoria-e.html.

Per un approfondimento video su Henri Laborit: www.youtube.com/watch?v=xVvjZ8yKKAk.

Per guardarsi con calma un film storico: www.youtube.com/watch?v=vfX3IUggnzU (2013).  

Categorie: Cultura e Media, Europa
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