Dall’Irlanda alla Catalogna: un po’ di storia

01.11.2017 - Z-net Italy

Dall’Irlanda alla Catalogna: un po’ di storia

di Pauline Murphy

Allineandosi ad altri governi della UE, il governo irlandese ha dichiarato il suo appoggio alla Spagna contro la Catalogna. Dopo la dichiarazione d’indipendenza da parte del governo catalano il 27 ottobre 2017 il governo della Repubblica d’Irlanda ha diffuso una dichiarazione in cui ha affermato che “non accetta né riconosce la dichiarazione unilaterale catalana d’indipendenza”.

Sia permesso anche a me di fare una dichiarazione: il governo irlandese non parla in nome di tutti i suoi cittadini; ci sono quelli di noi che riconoscono l’indipendenza catalana perché la storia è troppo pesante da scaricare.

Non sono sorpresa che il governo irlandesi si schieri con Rajoy, perché il partito attualmente al potere in Irlanda ha una storia oscura di sostegno alla parte sbagliata nella penisola iberica. Durante gli anni ’30 il padre fondatore dell’attuale partito al governo in Irlanda si schierò con Franco nella sua corsa alla dittatura.

Guardando il sito web ufficiale del parlamento irlandese, in particolare la sua sezione storica, l’ipocrisia regna sovrana. Ci dice come è nato il parlamento irlandese, come è finito sotto una grave soppressione quando fu considerato illegale dalla Gran Bretagna. Questa breve storia dettaglia come “il governo britannico soppresse il Dail (parlamento irlandese) e il 10 settembre 1919 il Dail Eireann fu dichiarato un’associazione pericolosa e fu proibito …”

Dopo le elezioni generali del dicembre 1918 in Gran Bretagna, l’Irlanda, che era ancora incatenata all’impero britannico, vide il movimento indipendentista Sinn Fein conquistare 73 dei 105 seggi disponibili ai parlamentari irlandesi nella Camera dei Comuni. Invece di prendere possesso dei seggi nel parlamento di Londra, il Sinn Fein fece seguito con quello che aveva promesso e creò un parlamento irlandese a Dublino, chiamato Dail Eireann e il 21 gennaio del 1919 il parlamento irlandese si insediò nella città di Dublino. Fu scelto un governo, furono creati tribunali, fu redatta una costituzione e una dichiarazione d’indipendenza seguì un messaggio alle nazioni libere del mondo.

La reazione britannica al parlamento irlandese fu brutale. Membri del parlamento irlandese furono perseguitati e arrestati. Quelli che si sottrassero all’arresto tentarono di proseguire il lavoro del parlamento anche se in clandestinità. La soppressione del Dail nel 1919 può rispecchiare quello che sta succedendo oggi in Catalogna anche se quelli che oggi siedono in quello stesso parlamento irlandese soppresso e dichiarato fuorilegge tutti quegli anni addietro hanno l’audacia di ignorare i fatti della storia.

Il governo irlandese odierno ha festeggiato orgogliosamente il centenario della Rivolta di Pasqua nel 2016 e nel 2019 indubbiamente festeggerà il centenario del Dail ‘fuorilegge’. La Rivolta di Pasqua del 1916 fu un evento che catturò l’attenzione dei catalani in lotta nella loro battaglia per l’indipendenza. Negli anni successivi al 1916 i catalani divennero più vicini alla lotta dell’Irlanda e la seguirono con grande interesse. Trovavano nell’Irlanda un’affinità nella lotta contro l’oppressione.

Dopo che il Dail Eireann fu messo fuorilegge all’inizio del 1919, nell’inverno di quell’anno quello stesso governo fuorilegge di Dublino ricevette una lettera del personale del giornale catalano La vue de la Catalunya che informava gli irlandesi su come la loro lotta dava ai catalani il “coraggio di perseguire la lotta e il recupero della libertà e della personalità della Catalogna politicamente e socialmente”.

Alla fine degli anni ’20 emerse un movimento politico catalano sotto il nome di Nosaltres Sols, che si traduce in Noi Stessi/Noi Soli. Era un collegamento diretto all’influenza della lotta irlandese e al Sinn Fein che si traduce anch’esso in Noi Soli.

Negli anni della guerra d’indipendenza in Irlanda il parlamento irlandese cercò il riconoscimento internazionale. Sean T. O’Kelly, un futuro presidente dell’Irlanda, fu uno di molti delegati mandati in giro per il globo alla ricerca di rispetto internazionale per la piccola nazione in cerca di indipendenza dalla Gran Bretagna. Nel corso di un discorso a Parigi, O’Kelly aggiunse la Catalogna al crescente numero di piccole nazioni in cerca d’indipendenza, affermando che stavano ‘copiando i metodi irlandesi e utilizzando la propaganda irlandese per ispirare i propri uomini’.

Maire ni Bhriain fu la rappresentante irlandese in Catalogna nel 1920 e scrisse come quando il diciottenne studente di medicina e volontario dell’IRA Kevin Barry fu giustiziato dai britannici, gli studenti dell’Università di Barcellona tennero una messa speciale cui parteciparono centinaia di persone e poi fecero fare una corona di fiori di cera e la mandarono a Dublino. Mentre era a Barcellona, Maire riuscì anche a raccogliere fondi per i familiari degli irlandesi in carcere a 120 sterline furono generosamente mandate dai catalani agli irlandesi.

Maire raccontò anche come, quando il sindaco dello Sinn Fein di Cork, Terence MacSwiney, fu arrestato e mandato in una prigione inglese, la sua vicenda fu attentamente seguita dai catalani. Quando MacSwiney iniziò uno sciopero della fame e successivamente morì, la sua morte suscitò manifestazioni di dolore in Catalogna. Marie scrisse: “Studenti universitari e commessi di negozio tutti indossarono nastri verdi nelle loro asole … i catalani amano sempre il loro desiderio di separazione dalla Spagna e il loro desiderio d’indipendenza e un legame comune di simpatia tra loro e noi”.

Il parlamento irlandese nel 1919 fu considerato un affronto all’impero britannico, una minaccia alla sua presa sulla volontà d’indipendenza dell’Irlanda e dunque fu soppresso. La reazione britannica alla volontà del popolo irlandese nel 1919 si può chiaramente identificare con la reazione degli spagnoli alla volontà del popolo catalano nel 2017. La Spagna, come la Gran Bretagna nel 1919, ha mostrato scarso rispetto per la democrazia. E’ una tale vergogna che il parlamento irlandese oggi si schieri con l’oppressione, considerata la nostra storia di esserci vista negata una repubblica indipendente.

Pauline Murphy è una giornalista indipendente irlandese.

Categorie: Europa, Opinioni, Politica
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