La radice profonda della Poesia. Un antidoto all’odio e al razzismo

11.10.2017 - Comune-info

La radice profonda della Poesia. Un antidoto all’odio e al razzismo

Un uomo, un migrante, si lava a una fontana. Siamo a due passi da una scuola elementare. Un video lo ritrae. Su facebook scatta un odioso festival del razzismo. Accade a San Michele Salentino, Brindisi, noto anche per il collettivo Attacco Poetico che, tra l’altro, scrive questo piccolo e prezioso “manifesto dell’antirazzismo”

Attacco Poetico è una mente collettiva che s’interroga, si confronta, si appassiona sul modo di abitare questo angolo di mondo e su come renderlo degno per ogni essere umano. Sceglie la poesia come strumento che eleva, forma, aiuta, avvicina. Prende le storie degli altri e ne fa la propria storia, la scrive sui muri in forma di versi. È il nostro modo di comprendere il mondo a partire dal qui e ora. È il nostro modo di amarlo e di rigenerarlo. Rigenerazione umana, la nostra. Non abbiamo che le parole per farlo, perché le parole costruiscono o distruggono mondi.

Fu con la Parola che la creazione ebbe inizio. Per questo è massima la nostra attenzione all’uso che ne facciamo. Per questo abbiamo la pelle sensibile all’uso discriminatorio, razzista, violento che è stato fatto in questi giorni. Per questo prendiamo posizione. Perché ogni giorno attraverso le nostre parole creiamo il mondo che ci circonda o lo minacciamo. Per questo noi continuiamo con la radice profonda della poesia, perché “La grande poesia racchiude ed esprime il tutto” scriveva Robinson Jeffers. “Il suo compito è contenere un mondo intero, all’istante, fisico e sensuale, dell’intelletto e dello spirito, della fantasia, in un’unica appassionata formula”.

Ci può essere un Paese Poetico che costruisca legami di comunità attraverso versi che raccontino ciò che c’è in comune tra cose e persone lontane, che sia un antidoto contro i veleni del tempo? Una “rievoluzione” a lungo termine, gentile, che incida con delicatezza sull’anima di un luogo? Una religio che ci leghi gli uni agli altri nella società civile, ci metta in relazione, rendendoci migliori, in un’appartenenza anche se fragile, anche se vulnerabile?

Noi pensiamo di sì. Questa è la nostra sfida, la nostra eutopia. La nostra nonviolenza, il nostro inginocchiarci, come ora i giocatori di baseball americani e prima Martin Luther King, contro ogni forma di discriminazione.

di #AttaccoPoetico

*Collettivo di San Michele Salentino (Brindisi), noto per le sue straordinarie azioni con cui coinvolge la comunità locale nello scogliere,  scrivere e ad affiggere versi sui muri per educare all’umanità (leggi anche Parliamo coi muri?)

 

Categorie: Europa, Non discriminazione, Opinioni
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