Declino e crollo di un feticcio neoliberale

20.07.2017 - Silvia Swinden

Quest'articolo è disponibile anche in: Inglese, Greco

Declino e crollo di un feticcio neoliberale
(Foto di Needham, Geo C., Wikipedia Commons)

Quando il Team Corbyn osò introdurre nel manifesto del Partito Laburista del Regno Unito la proposta “Tassare i ricchi” in tanti hanno trattenuto il fiato, rimanendo poi molto sorpresi nel vedere che non solo la cosa non provocava un’isteria anti-sinistrorsa ma addirittura riceveva grandi apprezzamenti da stimati economisti. E per di più, apportava voti.

Esiste in effetti una crescente ribellione contro il dogma neoliberista, finora accettato quasi senza discussione, secondo il quale è buona cosa ridurre le tasse sulle grandi società e sui ricchi, contrarre lo Stato e esercitare una sorta di eutanasia economica dei meno abbienti. (“Ora scopriamo il vero costo dell’austerità – un taglio alle nostre vite”, Owen Jones The Guardian).

Tra i ribelli, una città statunitense: “Tassate i ricchi!: La nuova imposta sul reddito di Seattle incendia i social media.

Lunedì, Seattle ha approvato una storica tassa su alcuni dei residenti più ricchi della città, provocando una reazione di fuoco da una parte e dall’altra.

La controversa misura, approvata all’unanimità dal consiglio comunale di Seattle, prevede un’imposta del 2,25 per cento su redditi superiori a 250.000 dollari l’anno per i singoli e 500.000 dollari per le coppie, in una città stretta tra una crescita economica sbalorditiva da una parte e un crescente divario tra ricchi e poveri dall’altra.

Elogiata da quanti già sostenevano come il sistema fiscale di Seattle fosse tra i più regressivi e meno trasparenti di tutta la nazione, la misura ha conquistato le prime pagine in tutto il paese provocando rapidi reazioni. Si prevede un ricorso legale”. (The Seattle Times)

La maggior parte della gente non ha ben chiaro il crescente divario nell’aspettativa di vita tra ricchi e poveri. Quando si discute di disuguaglianza, le questioni possono essere buon cibo, istruzione e assistenza sanitaria private, lussi. Ma la disuguaglianza sta derubando la gente di anni di vita: tra i luoghi con il più grande divario di aspettativa di vita, come è stato ampiamente evidenziato dopo l’incendio della Grenfell Tower, troviamo Kensington e Chelsea a Londra.

Ciò dipende dai cosiddetti determinanti sociali. Questi includono fattori quali abitazione, istruzione, condizioni di lavoro, povertà.

Per gli esperti come Sir Michael [autore della relazione] questi fattori sono altrettanto importanti di tutti gli altri, se non di più.

E cosa determina questi fattori? La ricchezza. Le persone più ricche di Kensington e Chelsea vivono 16 anni più a lungo dei più poveri”. (BBC)

Dobbiamo dirlo chiaro e forte: la vita è un diritto umano e tutto ciò che priva le persone della loro vita, siano esse guerre o qualsiasi forma di violenza, inclusa la violenza economica, è una forma di anti-umanismo.

Traduzione dall’inglese di Giuseppina Vecchia per Pressenza

Categorie: Economia, Internazionale, Opinioni
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