Ieri alla Camera dei Deputati una maggioranza di insensati ha deliberato la liceità dell’omicidio, purché in casa propria e nottetempo.

Confidiamo che al Senato nessuno sia così folle da rendere legge una simile criminale follia.

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Che in un ramo del Parlamento di uno stato di diritto che non ammette la pena di morte si sia votato per permettere a privati cittadini di assassinare qualcuno, ebbene, è un orrore indicibile. E non meno orribile è il fatto che tanta parte dell’opposizione parlamentare a quella decisione sia stata motivata con la volontà non di salvare le vite, ma di estendere vieppiù la pratica omicida, in ogni luogo e in qualsiasi momento.

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Ripetiamo ancora una volta la più elementare delle verità: ogni essere umano ha diritto alla vita; il compito primo di ogni civile istituzione è salvare le vite.

I senatori non avallino il gesto necrofilo e insensato commesso dalla maggioranza dei deputati.

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Per contrastare il crimine e la barbarie, e soprattutto per salvare più vite possibile, due cose innanzitutto ci sembra che qui e adesso siano necessarie.

La prima: il disarmo (cominciando con l’immediata proibizione della produzione, del commercio e della detenzione di armi da fuoco da parte di tutti i privati), poiché come scriveva Omero nel XIX libro dell’Odissea da se stesse le armi tentano gli uomini a uccidere; nessuno lo ignora: meno armi, più vite salvate.

La seconda: il diritto di voto per tutte le persone che vivono qui, poiché siamo certi che rispetto a tanti nativi imbarbariti gli immigrati giunti in Italia in fuga da paesi in cui imperversano la guerra e la fame, le dittature e i poteri criminali, siano sicuramente più umani, più misericordiosi, più civili; sono gli immigrati oggi l’Italia migliore: riconoscere loro il diritto di voto farà un grande bene al nostro paese e a tutti coloro che ci vivono.

 

Il “Centro di ricerca per la pace e i diritti umani” di Viterbo

 

Viterbo, 5 maggio 2017