Una piccola delegazione del gruppo tecnico dell’Università di Firenze e delle associazioni ambientaliste che ha elaborato uno scenario in superficie del nodo ferroviario fiorentino è stata ascoltata dalla IV commissione del Consiglio Regionale.
Il vice presidente della Rete dei Comitati Tiziano Cardosi ha definito il senso di questa iniziativa, cioè quella di mostrare alla politica toscana che esistono possibilità economiche e di facile realizzazione per il potenziamento del nodo ferroviario senza dover ricorrere a pericolosi e onerosi scavi di gallerie in ambiente urbano. L’augurio degli ospiti della Commissione è che questa possibilità entri concretamente nel dibattito politico.
Il professor Giorgio Pizziolo ha illustrato l’ipotesi di “stazione estesa” che prevede l’utilizzo della zona attorno alla attuale fermata Statuto per realizzare il luogo di sosta dei treni AV, luogo questo facilmente collegabile con la stazione della vicina Santa Maria Novella dotando tutto il complesso di numerosi accesi e facilitando l’interscambio con altri vettori e sevizio regionale. Si avrebbe così una struttura di tipo aeroportuale con veloci collegamenti realizzabili con percorsi pedonali, tapis roulant, fermate treni urbani.
Il professor Roberto Budini Gattai ha illustrato l’ipotesi di scenario vasto, dove si prevede, con le risorse risparmiate dall’abbandono del Passante sotterraneo, la realizzazione di linee nella Piana per dotarla finalmente di un servizio pubblico su ferro che garantisca non solo il collegamento con il capoluogo, ma anche la mobilità tra i centri urbani minori.
L’ingegner Vincenzo Abruzzo ha mostrato come sia possibile, se necessario, inserire due nuovi binari accanto alle linee attuali tra Campo Marte, Statuto, Santa Maria Novella e Rifredi in maniera tale da ottenere un fascio di sei binari, due dedicati prevalentemente alla AV e gli altri al servizio regionale e metropolitano.
L’ingegner Massimo Perini ha ricordato sinteticamente i maggiori rischi ambientali e progettuali del Passante sotterraneo: impatto con la falda, sottostima delle subsidenze dovute agli scavi di gallerie soprattutto nelle curve, utilizzo di una sola fresa che comporta danni in superficie superiori del 60%, errori nella progettazione antisismica della stazione ai Macelli.

LaPEI (Laboratorio di Progettazione Ecologica degli Insediamenti), DiDA, UNIFI
FAI
Italia Nostra
Legambiente
Rete dei Comitati in Difesa del Territorio
Comitato No Tunnel TAV Firenze