Referendum: Scalfari e la miseria di una certa arroganza

28.11.2016 - Riccardo Petrella

Referendum: Scalfari e la miseria di una certa arroganza
Renzi & J.P. Morgan (Foto di Archivio Pressenza)

L’editoriale di Eugenio Scalfari su Repubblica di questa domenica “brilla” non solo per chiaro settarismo gratuito, ma soprattutto per disprezzo ‘elitista” verso una parte del popolo italiano.

Due mistificazioni.
Il giornalista Eugenio Scalfari commette due errori, di informazione e di analisi (per arroganza), allorché sostiene che tutti, sia quelli che voteranno per il SI che quelli per il NO – salvo una ristretta minoranza di illuminati fra i quali egli si auto-colloca – non hanno capito che il problema non è votare per o contro Renzi. Il vero problema, dixit Scalfari, è per o contro il monocameralismo (abolire il bicameralismo e creare un Senato senza funzioni legislative).

Primo errore. E’ incorretto ed ingiustificato (mistificatore) ignorare, o negare, l’evidenza che milioni di Italiani voteranno perché sono convinti: gli uni, che sia necessario riformare le regole del gioco istituzionale per dare più stabilità alle capacità di azione del governo, e gli altri: che la riforma proposta dal governo costituisca una profonda deformazione e predazione  della Costituzione  italiana, in particolare dei valori politici, civili, sociali, culturali e di giustizia sociale, di libertà e di democrazia sui quali essa si fonda. Se la probabilità è alta che altri milioni d’Italiani voteranno principalmente secondo una logica per o contro Renzi, di questo è sopratutto responsabile lo stesso Renzi, che fin dall’inizio ha personalizzato il voto sulla riforma e ancora in questi giorni continua a alimentare un’atmosfera surriscaldata di litigiosità e ad offendere tutti coloro che si posizionano in favore del NO.

Secondo errore. Favorevole al SI, Scalfari tenta di discreditare i favorevoli al NO domandando “Quale paese europeo ha un Senato legislativo, salvo qualche piccolo e piccolissimo Stato dell’Europa dei 27?”. Ebbene, Scalfari dovrebbe sapere che in  Francia (Costituzione della Quinta Repubblica)  il Senato costituisce la camera alta del Parlamento francese, sistema bicamerale, e detiene il potere legislativo insieme all’Assemblea nazionale. Esso rappresenta le collettività territoriali. Inoltre, la Polonia (Costituzione del 1997) e la Spagna hanno adottato o mantengono il sistema bicamerale (nella Spagna delle  nazionalità, il Senato è diventato un Senato territoriale con forti competenze legislative). Anche in Belgio, dove il  Senato non è più eletto direttamente dai cittadini, esso agisce nel suo ruolo legislativo su un piede di uguaglianza con la Camera dei Deputati in quasi tutte le materie dette istituzionali. Se Scalfari si fosse informato un po’ più nei dettagli, saprebbe che molti sostenitori  del NO  sono favorevoli ad una riforma del Senato che salvaguardi e rafforzi le istituzioni autonome regionali partecipative e non, come previsto dalla proposta di riforma, il ritorno al centralismo e all’autoritarismo del governo senza controlli democratici reali.
E poi che c’entra l’ironico riferimento al piccolo o piccolissimo paese? Il divenire della  democrazia, della giustizia della libertà conta veramente solo se si pensa ai “grandi” paesi?

Il disprezzo elitista
In realtà, Eugenio Scalfari ce l’ha con il popolo ed in particolare con il Movimento 5 Stelle. Apparentemente teme che 5 Stelle esca vincitore dal referendum.
Per l’editorialista, il problema è che la maggioranza dei NO sarebbe rappresentata dai grillini  e questi,  a suo giudizio, sarebbero tipicamente portatori delle idee e delle attitudini dell’Uomo qualunque. Senza definire il termine, Scalfari scrive ‘L’uomo qualunque disprezza l’establishment, la classe dirigente di cui non fa parte”  (sic!).  “Ad essa attribuisce tutte le colpe”. Poi rivolgendosi ai grillini:  “voi dell’Uomo qualunque che oggi vi chiamate 5 stelle e volete la piazza pulita? Voi domani presumibilmente voterete No. E poi cosa farete?”
Anche su questi aspetti, Scalfari mostra di avere aderito ad una visione riduttrice, fuorviante e, soprattutto, “elitista”, classista, sprezzante delle ragioni che spingono milioni d’Italiani la domenica prossima  a votare NO. Se il popolo non vota come la classe dirigente al potere dice è necessariamente un Uomo qualunque! Ma come è possibile scrivere cose simili?  

Scalfari ha tutto il diritto di temere 5 stelle. Avrebbe fatto meglio, però,  a mio parere, di temere i berlusconiani, i seguaci di Salvini, così come, fra i sostenitori del SI, i servitori dei poteri dominanti, i venduti opportunisti al potere. Farebbe meglio a temere i SI che vengono dai circoli finanziari mondiali, dal  Financial  Times, e scrivere un editoriale  contro le interferenze dirette sul referendum da parte della banca americana JP Morgan. Evidentemente di tutti costoro Scalfari non ha paura!

Peccato. Certi editorialisti non resistono alla tentazione (unicamente  autoesaltante) di scrivere anche insulsaggini.

Categorie: Opinioni, Politica
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