Ieri, con il mandato di cattura del giudice Martínez de Giorgi nei confronti della Presidente della Asociación Madres de Plaza de Mayo, Hebe de Bonafini, abbiamo vissuto un nuovo atto della persecuzione giuridica che non sembra ispirato ai valori e agli impegni della democrazia. Un potere giuridico discutibile nelle sue decisioni, impunito nelle sue continue violazioni della legge e delle garanzie costituzionali; un potere funzionale agli interessi economici che oggi governano il nostro paese.

Sono 200 giorni che si mantiene in carcere Milagro Sala, deputata del Parlasur. Con lei sono 11 i prigionieri politici della Tupac Amaru a Jujuy. Molti altri riferimenti delle associazioni popolari, militanti e familiari, debbono rispondere di un ventaglio frastagliato e fantasioso di accuse che altro non sono se non una palese violazione dei diritti umani e una espressione di inaudita violenza istituzionale: cause messe in piedi comprando testimoni, compiendo estorsioni, arresti ingiustificati per il solo fatto di appartenere a una formazione politica, perquisizioni senza motivo, accuse anonime e così via.

Il Comitato per la Liberazione di Milagro Sala denuncia lo stato di ingiustizia che stiamo vivendo. Esigiamo che finisca al più presto lo stato di persecuzione dei leader popolari da parte della magistratura. Chiediamo la libertà immediata per Milagro Sala e gli altri prigionieri politici che Gerardo Morales e Mauricio Macri mantengono in prigione nella provincia di Jujuy.