Tony Henderson: una leggenda se ne va

16.08.2016 - Redacción Ecuador

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Tony Henderson: una leggenda se ne va

Pressenza apprende con dolore la notizia della dipartita del proprio corrispondente asiatico, Tony Henderson, la scorsa domenica 14 agosto, tra le braccia della moglie Mila, all’età di 74 anni.

Tony, originario del nord est dell’Inghilterra, regione del Tyneside, non ha mai perso il proprio accento nonostante abbia speso la maggior parte della sua vita nell’est asiatico. Una cosa che ha sempre confuso tutti i suoi amici d’oltremare. Negli anni ’70, mentre viveva in Giappone, ha incontrato l’insegnamento di Silo ed è diventato un attivista del Movimento Umanista per il resto della sua vita.

Trasferitosi a Hong Kong, Tony ha fondato l’Associazione Umanista di Hong Kong e ha assunto un ruolo attivo in politica e nella lotta per la democrazia in Cina, pubblicando il libro “Umanizzare Hong Kong” nel 1993. Nella vita professionale Tony ha lavorato come giornalista, ma è stato anche autore di numerose opere di narrativa, un poeta e un ricercatore e scrittore sul misticismo e le esperienze di conversione collegate al senso della vita.

Quelli che hanno conosciuto Tony hanno avuto la gioia di incontrare un uomo pieno di amore per la vita, nonostante il suo attivismo lo abbia portato ad avere a che fare con alcune delle questioni più pesanti che l’umanità abbia conosciuto, come le armi nucleari. Questo non gli ha mai impedito di godere della compagna dei suoi amici e della sua famiglia, o di semplici piaceri come quello di occuparsi del suo giardino, sul quale ha anche scritto un libro!

Più di recente, Tony si è occupato del coordinamento delle attività della Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza a Hong Kong, nel 2009, e successivamente si è dedicato alla nostra nuova agenzia, nata allora, come instancabile collaboratore dal punto di vista unico, in quanto umanista ubicato nel cuore della bestia finanziaria asiatica che è Hong Kong: il suo ultimo articolo è stato pubblicato il giorno prima che morisse.

Inoltre non ha mai perso l’amore per la politica e si è occupato attivamente dello sviluppo del Partito Umanista Internazionale, essendo stato eletto due volte nel team di Coordinamento mondiale di questo organismo.

Gli umanisti e tutti coloro che lottano per un mondo libero dalle guerre e dalla violenza hanno perduto una persona che dava un enorme contributo a questa causa. Il vuoto che Tony ha lasciato dietro di sé nella regione dell’Asia del Pacifico sarà difficile da riempire.

Due anni fa Tony è venuto all’incontro degli editori di Pressenza in Germania, dopo aver partecipato a una tavola rotonda al Global Media Forum di Deutsche Welle sul tema dei movimenti sociali emergenti, invitato a parlare delle rivendicazioni sulla democrazia dei giovani di Hong Kong. L’ultimo giorno in Germania lo ha passato a Berlino con amici e, ispirato dalle conversazioni avute con loro, ha scritto un pezzo di opinione sulla gioia di essere un umanista, che esprimeva semplicemente il bisogno di continuare a evolversi come essere umano.

“La felicità è una condizione essenziale presente nell’umano, tutto ciò che bisogna fare è rimuovere i fastidi, le interferenze e il rumore – non che una tale rimozione sia un compito facile, dato che molte persone hanno innegabilmente avuto esperienze negative e liberarsi da queste senza lasciarne traccia può essere un lavoro formidabile. Questa è una delle ragioni per cui c’è un gruppo di lavoro ed è sconsigliato farlo da soli”.

“Comunque, in generale, tutto ciò di cui c’è bisogno è un po’ di dedizione e permanenza, e inoltre avere questo come priorità non è un risultato che si ottiene una volta per tutte, piuttosto è un processo in divenire che si inserisce nella natura dinamica della vita così com’è, non possiamo solo stare ad aspettare! L’adattamento è cambiamento”.

“Trovo meraviglioso che questa chiacchierata e questo interscambio possano avere luogo, in pratica, come se prendessimo tè e focaccine in una piacevole domenica mattina. Eravamo tutti lì, puntando con eccitazione verso la Berlino storica in un’ultima scappatella, nell’ultima giornata insieme, e questa era la qualità delle relazioni, oh mio, oh mio, oh mio… è bellissimo essere un umanista”.

Mr. Henderson, ci mancheranno il tuo senso dello humor, la tua dedizione, il tuo accento confuso e il tuo amore per la vita. L’Asia ha perso un gigante e noi abbiamo perso un amico.

In questo momento i nostri pensieri sono con sua moglia Mila e i suoi figli, come con il resto della famiglia.

Pace nel cuore, luce nella ragione.

 

Categorie: Asia, Umanesimo e Spiritualità
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