1° ottobre, un flash mob a Napoli per elevare le vibrazioni del nostro cuore

30.08.2016 - Napoli - Redazione Italia

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1° ottobre, un flash mob a Napoli  per elevare le vibrazioni del nostro cuore
Antonia Esposito, Monica Freyer e Fiorella Orazzo

Il 1° ottobre prossimo, dalle 18,30 alle 21,30, si svolgerà in piazza Plebiscito, a Napoli, il flash mob “Tamboreo e Voice”. Ne parliamo con  Antonia Esposito, tra i promotori dell’evento.   

In occasione del 2 ottobre, giornata mondiale della Pace e della Nonviolenza, state organizzando un flash mob a Napoli?

Si, con amici di Barcellona e di Monaco abbiamo organizzato un flash mob a Napoli per il 1° ottobre, con la partecipazione di persone provenienti da varie città di Italia e d’Europa.

Vogliamo coinvolgere quante più persone possibili in un momento di ribellione interna verso l’apparente destino della Terra e dell’essere umano. La nostra intenzione è riunirci in una piazza per suonare i tamburi e cantare tutti insieme, creando un momento di profonda connessione con noi stessi e con gli altri.

Vogliamo che da Napoli parta un’onda sonora che arrivi al cuore della Terra e al nostro stesso cuore, perché si risvegli  un nuovo essere umano,  che sentiamo vicino dentro di noi e nel futuro dell’umanità.

Nel momento attuale, con tanta violenza, è possibile costruire la pace solo con  tamburi e  voci?

Non lo so. Quello che so è che restare a guardare questo mondo che degenera nella violenza, nell’arroganza e nella mancanza più totale di diritti umani ci fa male. La divisione tra la gente, l’isolamento e la solitudine crescono ogni giorno di più, lasciando che la sfiducia e l’impotenza  rafforzino sempre di più la credenza che “nulla è possibile”.

Scendere in piazza  con Tamburi e Voci  e “far sentire la nostra Voce”  è molto allegorico, in un momento in cui sembra che non “possiamo più parlare”, che ci stanno “imbavagliando” tutti.  Cominciamo, come primo passo,  a “riavvicinarci” e a lasciare di nuovo che la nostra Voce esca, poi si vedrà.

Quello di cui sono certa è che bisogna nuovamente immaginare il cambiamento e il vero e unico Progetto è il risveglio. Per poter uscire dalle condizioni attuali abbiamo bisogno che si produca un cambiamento nel livello di coscienza.

La storia dell’Umanità è stata sempre segnata dalla scelta tra il Si e il NO e oggi più che mai mi ritornano in mente le frasi di Silo, un grande pensatore e scrittore sudamericano, che è stato mio maestro e guida per anni e resta per me una grande fonte di ispirazione, quando parla del cammino interno dell’essere umano. “Per il cammino interno puoi andare oscurato o luminoso. Fai attenzione alle due vie che si aprono davanti a te”.

Preferiamo  scegliere la via luminosa.

Preferiamo credere che “un nuovo essere umano”,  solidale e nonviolento si stia facendo strada per sorgere da questa barbarie attuale.

Preferiamo credere che il “nuovo essere umano” sia già presente in noi stessi e che dobbiamo solo risvegliarlo.

Preferiamo crederlo, perché i pensieri producono azioni. Che “le nostre azioni” vadano in una direzione o nell’altra dipende solo da noi.

E solo allora entra in gioco il potere della nonviolenza come forza trasformatrice. Non sarà  la violenza ad aprire la possibilità di un vero cambiamento, ma la forza dell’insieme, unendo la parte migliore di ognuno, una forza davvero potente.

Perché il flash mob viene realizzato con Tamburi e Voci?

Perché le voci e il tamburo producono delle  vibrazioni  che si addentrano nel profondo di noi stessi, nel nostro ventre e nel nostro cuore. Connettono  più rapidamente  i due mondi, quello fisico e quello spirituale.

Il tamburo viene utilizzato da migliaia di anni in tutte le culture e si incontra da sempre in ogni angolo del pianeta. Druidi e curatori in Europa, sciamani e sacerdoti in Asia e Mongolia, Uomini-medicina nell’America del Sud e del Nord usavano questo strumento in cerimonie per connettersi con ciò che c’era di più grande dentro di loro.

Rispetto ad altri suoni, la voce umana  è lo strumento più potente, perché comprende la presenza della volontà di chi canta, quindi include una risonanza spirituale.  Fabien Maman, musicoterapista, dice che  la voce ha il potere di condurci in quello che viene chiamato il nostro Sé cristallino.

Sia il  suono dei tamburi che quello della voce risvegliano inoltre l’energia dell’allegria.  Le persone che partecipano scoprono rapidamente la capacità di “fermare” il tempo interno e ascoltare chi hanno accanto, connettendosi con gli altri non solo spiritualmente, ma anche dal punto di vista musicale.

Si impara così a percepire le relazioni e gli eventi come in “armonia” o in “dissonanza”. Cosa non da poco, vivendo così immersi in un mondo frenetico.

A Napoli i tamburi rappresentano una tradizione popolare

Certo. Tradizione musicale a Napoli significa tradizione musicale contadina innestata nel tessuto urbano; alla fine dell’Ottocento  la presenza di una cultura arcaica era ancora molto rilevante in città.

I caratteri principali della musica e del ballo popolare sono la loro funzione e la ritualità, come denuncia delle angosce collettive, come momento di azzeramento e rinascita, in sintonia con lo scorrere delle stagioni.  Occasioni rituali sono le feste religiose, momenti di sincretismo tra la cultura pagana e quella cattolica, tuttora vive sia nell’area contadina che in quella urbana, feste che ancora si svolgono secondo schemi di antica data, tramandati di generazione in generazione.

È durante queste feste che si balla, si suona e si canta la tammurriata o ballo ‘ncopp ‘o tammurro (ballo sul tamburo).

Ormai il grande potere della musica è un dato di fatto scientificamente provato

Si, la musica ha un effetto rigenerante sul nostro cervello. Secondo alcuni studi attiverebbe determinate aree cerebrali adibite al movimento, tant’è vero che alcuni ricercatori sostengono sia nata per indurci a muoverci insieme, comportamento strettamente correlato all’altruismo e alla solidarietà.

Secondo Fabien Maman, la musica sarebbe in  grado di modificare persino la struttura fisica dell’organismo, agendo direttamente sulle cellule, incluse quelle tumorali.

Come si inserisce in questo atto la cerimonia sciamanica?

La Cerimonia sciamanica ci avvicina ai nostri antenati, alla nostra storia umana.

Gli antenati sono energie che tuttora esistono e giocano un ruolo importante nella vita individuale, come nella società umana. A volte sono state nostre Guide,  nostri parenti o Guide ancor più profonde e ancora oggi, quando li rievochiamo, richiamano in noi una grande potenza e quindi una grande speranza.

Nella cerimonia sciamanica si chiamano gli antenati con il tamburo perché ci accompagnino e ci aiutino a realizzare il nostro proposito.

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Ad ogni modo, non sarà l’unico evento del giorno.  Inizieremo  alle ore 15.00, con la partecipazione di varie Associazioni che daranno il loro contributo, tra cui “Abbracci gratis”; l’Associazione Atlantide di Guidonia presenterà uno spettacolo teatrale sulla nonviolenza di Andrea Galasso e ci saranno altri eventi ancora.

Gli aggiornamenti sulla giornata si potranno trovare nella pagina Facebook di Tamboreo e Voice https://www.facebook.com/Tamboreo-e-Voice-1323270501020465/?fref=ts

Cosa volete produrre con questo evento?

Vogliamo  suonare e cantare un coro di protezione per  la Terra e  l’essere umano, accompagnando così la nascita di un Nuovo Essere Umano.
Vorremmo  creare un momento emotivamente e spiritualmente potente, che connetta i partecipanti con il Sé profondo.
Vorremmo “riavvicinarci” all’altro e non sentirlo come un nemico.

Vorremmo che si percepisse, anche se leggermente, che un cambiamento di livello di coscienza è possibile.

Vorremmo riunire le migliori intenzioni delle persone che interverranno, per poi rilanciare insieme altre azioni verso il futuro.

In questa giornata si svolgeranno in tutto il mondo azioni per la nonviolenza

Si, il 2 ottobre ricorre la Giornata Internazionale della Nonviolenza (anniversario della nascita del Mahatma Ghandi), anche se in Italia viene ricordato perché si festeggiano i nonni.  Potere della manipolazione!

Dal 30 settembre al 3 ottobre si terrà a Berlino una Conferenza Internazionale sulla Pace. Il 1° ottobre, alla stessa ora in cui noi faremo il flash mob a Napoli, si realizzerà il simbolo della Pace e poi quello della Nonviolenza nella piazza vicina all’Università Tecnica, dove si svolge il congresso.

Noi saremo collegati. Ci fa piacere creare questo ponte Berlino – Napoli  e di fatto ci stiamo già coordinando, perché in tutto il mondo la gente sensibile dovrebbe unirsi più che mai per creare un futuro più soave e sereno per tutti.

Chi può partecipare a questo flash mob?

Chiunque lo desideri, persone e associazioni, bambini, giovani, vecchi, gruppi, movimenti. Stiamo organizzando l’ospitalità per amici che verranno da alcune città europee e che desiderano partecipare.

Non c’è bisogno di abilità particolari per suonare e cantare con gli altri senza risultare dissonanti, se non quella dell’ascolto. L’ascolto ricopre un ruolo fondamentale in molte delle pratiche nonviolente e sarà centrale anche in questo esperimento. Suoneremo tutti  insieme per produrre un suono che sia anch’esso “nonviolento”, così che i tamburi e la voce possano diventare strumenti di pace.

In più, se in altre città, anche lontane, ci fosse gente interessata a organizzare lo stesso flash mob, sarebbe meraviglioso. Potremmo connetterci nello stesso momento da differenti punti del pianeta. Le persone interessate possono scriverci a: labdoors@gmail.com.

Come continuerete dopo il flash mob di ottobre?

A Napoli si è creata da subito un’equipe con persone fantastiche, che non necessariamente sono legate al luogo fisico della città, come Monica e Harald Freyer, che vivono a Monaco e Antonia Utrera, che vive a Barcellona. A queste si sono aggiunte a Napoli persone altrettanto fantastiche. Cito solo alcune di quelle che fanno parte del nucleo iniziale: Fiorella Orazzo, Davide Preiti, Nunzia Giordano, Alberto Francesco Sanci, Silvana Caruso, Domenico Orlando, Daniela Colato. In questi tre mesi si sono aggiunti anche tanti amici di altre città e altri ancora di Napoli, che hanno riconosciuto in “Tamboreo e Voice”  un valore di trasformazione.

tamboreo 1

Dopo il flash mob decideremo tutti insieme come continuare il nostro viaggio.

Ci interessa la crescita dell’insieme e non solo del singolo, ci interessa che si sviluppi “un’intelligenza collettiva”  e sappiamo che solo attraverso  “l’esperienza “ si potranno realizzare veri cambiamenti.

Noi possiamo solo augurarci che fino al 1° ottobre abbondi “ l’esperienza dell’amore, della pace e della calda allegria”. Poi vedremo come continuare.

Si potrebbe  creare un’onda con persone che da tutto il mondo vorranno unirsi, formando gruppi di Tamboreo e Voice,  scambiarsi esperienze e magari produrre eventi d’insieme. Anche in questo caso si può scrivere alla mail labdoors@gmail.com, una mail che serve per info, adesioni ed eventuali proposte. Oppure faremo altro; lo decideremo insieme solo e se riusciremo a produrre  una certa “atmosfera”.

Durante  una sessione di  Tamboreo, arriva come una marea di vibrazioni e poi si produce un interessante Silenzio. E solo lì, a partire da quel Silenzio da cui è nato il Suono, potremo decidere, perché quel Silenzio ci fa ritrovare la consapevolezza che siamo Uno, un solo Pianeta, una sola Umanità.

Hanno già aderito numerose associazioni di varie città italiane, tra cui Avellino, Milano, Torino, Roma, Guidonia e altre in Spagna, Germania, Grecia e Repubblica Ceca. Siamo in attesa di altre adesioni, a livello napoletano, italiano e di altri paesi europei come Ungheria, Francia, Spagna, Svizzera, Olanda e Inghilterra. A breve invieremo l’elenco completo e il calendario dell’evento.

Categorie: Europa, Interviste, Nonviolenza
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