Pietro Pinna, familiarmente detto Piero, caro maestro ed amico, ha lasciato la vita terrena, mercoledì 13 Aprile c.a.. Con lui perdiamo uno dei più stretti collaboratori di Aldo Capitini, che nel 1960 ha fondato il Movimento Nonviolento Italiano. Piero ha insegnato magistralmente a tutto il mondo di coloro che credono e lottano con la nonviolenza, che questa, oltre al progetto costruttivo, che abbiamo imparato soprattutto da Gandhi, si basa anche sull’“azione diretta nonviolenta”, e la “non collaborazione al male”.

Nel settore dell’”azione diretta nonviolenta”, ricordiamo la sua ottima organizzazione, in Italia, dei GAN “Gruppi di Azione Nonviolenta” che, in varie città d’Italia, senza autorizzazione delle questure, hanno portato avanti, negli anni 60, azioni dirette, in luoghi molto frequentati, per promuovere l’approvazione, anche in Italia, di una legge che riconoscesse l’obiezione di coscienza al servizio militare. Piero è stato anche l’organizzatore principale della Marcia Catania-Comiso in Sicilia, che ha coinvolto, per lottare contro l’impianto a Comiso di missili Cruise (di primo colpo, e perciò contrari all’ Art. 11 della nostra Costituzione) circa 600 persone, di molti paesi del mondo. Queste si sono mosse, dal Natale 1982 al 3 gennaio 1983, facendo molte azioni dirette in varie località della Sicilia, e compiendo, alla fine, una invasione pacifica della Base il Magliocco di Comiso, dove i missili sarebbero poi stati impiantati. Questo tipo di azione diretta nonviolenta contro l’impianto dei missili a Comiso è continuato, finita la marcia, per vari anni, malgrado molti processi e molte azioni repressive della polizia che hanno portato molti pacifisti ad essere feriti o arrestati. L’impianto dei missili è stato fatto, ma dopo l’accordo INF tra Reagan e Gorbaciov i missili di Comiso sono stati smantellati, ed accanto ai resti della base militare, c’è ora un aeroporto civile. Secondo la propaganda ufficiale questo accordo, ed il conseguente smantellamento di missili a lungo raggio, come quelli di Comiso, è stato merito dello stesso impianto dei missili, ma studi approfonditi dell’Università di New York hanno mostrato invece che questo è stato dovuto proprio alle strenue lotte nonviolente dei pacifisti, non solo in Italia ma in molti paesi del mondo.

Oltre all’azione diretta nonviolenta, Piero ci ha insegnato l’importanza di un altro pilastro della nonviolenza, la “non collaborazione al male”, e perciò l’importanza di rifiutare, con l’obiezione di coscienza, la partecipazione alle guerre ed agli eserciti, che di queste sono l’agente principale, che, come le armi, uccidono anche se non scoppia una guerra perché sottraggono molti fondi economici che, se usati civilmente, permetterebbero molto più sviluppo economico e molti più posti di lavoro, e meno morti per fame. Per questo è stato molto importante il suo gesto, l’obiezione di coscienza a servizio militare che ha visto Piero sopportare anni di carcere, come esempio di “non collaborazione al male” da parte di un laico. Grazie Piero per quello che ci hai insegnato. Ci proponiamo di continuare a percorrere questa strada.

Alberto L’Abate,

della Fucina per la Nonviolenza di Firenze, e Presidente onorario dell’IPRI-Rete CCP (Istituto Italiano di Ricerche per la Pace-Rete Corpi Civili di Pace).

 

Firenze 15/4/2016

 

P.S. Domani, 16 aprile, a Firenze, ci sarà un incontro per ricordare Piero, dalle ore 14 alle 15,30 presso il Centro Sociale Evangelico, in Via Manzoni 21, e dalle 16,15 alle 17, in Piazza Savonarola, nella Chiesa di San Francesco, una cerimonia funebre aperta.