Grecia, nuovo partito di sinistra ha tre giorni per formare un nuovo governo

23.08.2015 - Atene - Marianella Kloka

Quest'articolo è disponibile anche in: Inglese, Spagnolo, Francese, Tedesco, Greco

Grecia, nuovo partito di sinistra ha tre giorni per formare un nuovo governo

Dopo le dimissioni di Tsipras il Presidente della Repubblica greca ha ordinato all’opposizione di verificare la possibilità di formare un governo. Il partito Nuova Democrazia ha concluso i tre giorni che gli erano stati concessi senza ottenere risultati. Domani toccherà a una nuova formazione, chiamata Unità Popolare, il cui atto di fondazione è stato firmato venerdì da 25 deputati, meno di 24 ore dopo le dimissioni di Alexis Tsipras. In questo modo hanno liberato Syriza della loro “scomoda” presenza: in ogni votazione tenutasi in Parlamento nelle ultime settimane non hanno mai sostenuto le misure considerate pre-requisiti per un nuovo Memorandum e nemmeno il Memorandum stesso. Il numero di parlamentari e di esponenti politici che si stanno unendo al nuovo partito è cresciuto di continuo nei primi giorni dalla sua creazione.

Il lancio di Unità Popolare era pronto già da diversi giorni; ha un sito semplice ma aggiornato, è presente nei social media e ha definito le sue posizioni fondamentali. Vediamo cosa dice il nuovo partito che dal 24 agosto riceverà l’incarico di formare un governo e che, in caso di elezioni, rivendicherà parte del 61,38% di elettori che hanno votato NO al referendum del 5 luglio scorso.

Gli autori del programma del partito considerano importanti le seguenti misure:

  • L’abolizione del Memorandum e degli accordi sul prestito.
  • La sospensione dei pagamenti, puntando alla cancellazione della maggior parte del debito, accompagnata da iniziative politiche e legali, a livello dell’ONU e dei tribunali internazionali, con l’utilizzo dei risultati preliminari della commissione parlamentare sull’audit del debito. Il tema del pagamento dei danni di guerra da parte della Germania verrà di nuovo inserito nei negoziati.
  • La fine dell’austerity e l’implementazione di una politica di ridistribuzione della ricchezza sociale a favore dei lavoratori e contro gli oligarchi.
  • La nazionalizzazione delle quattro maggiori banche e il controllo sociale delle loro operazioni, assicurando i risparmi della gente. La riapertura della Banca Agricola e della Banca Postale.

Secondo il nuovo partito è necessario prendere posizione sulle seguenti questioni:

  • Radicale cambiamento delle leggi sul lavoro, ripristinando i contratti collettivi, riducendo in modo drastico la libertà di manovra dei datori di lavoro, limitando e scoraggiando gli esuberi, istituendo il controllo dei lavoratori sulla gestione aziendale e rafforzando gli ispettorati del lavoro.
  • Creazione di un sistema fiscale permanente, socialmente giusto e ridistributivo e istituzione di un catasto unificato a livello nazionale.
  • Fine della privatizzazione selvaggia di servizi e infrastrutture (elettricità, gas, porti, aeroporti, edifici governativi ecc). Nazionalizzazione e controllo sociale delle infrastrutture strategiche.
  • Ricostruzione economica di “uno sviluppo che metta al centro i produttori della ricchezza sociale.”
  • Rafforzamento dell’istruzione pubblica gratuita, della ricerca, del terzo settore e dell’economia sociale.

Il programma considera essenziale l’uscita dall’Eurozona e accenna anche a una possibile rottura con l’Unione Europea.  Se le cose arriveranno a questo punto, la gente deciderà se lasciare o no l’Unione Europea tramite un referendum. Il partito sostiene anche l’uscita della Grecia dalla Nato, la chiusura delle basi americane nel paese, la non partecipazione della Grecia a organizzazioni imperialiste, la fine della collaborazione militare con Israele e il riconoscimento dello Stato palestinese.

Tra poche ore Alleanza Popolare riceverà l’incarico di formare un nuovo governo. In questi tre giorni tutti i riflettori saranno puntati sul nuovo partito, questo è sicuro.

Traduzione dall’inglese di Anna Polo

Categorie: Europa, Opinioni, Politica
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