Amerika 21: impegno giornalistico autentico per l’America Latina

16.08.2015 - Milena Rampoldi

Quest'articolo è disponibile anche in: Tedesco

Amerika 21: impegno giornalistico autentico per l’America Latina

Harald Neuber scrive per Amerika 21, il portale tedesco di informazione sull’America Latina. Per ProMosaik e.V. è molto importante diffondere le notizie secondo i principi etici del coraggio e della verità.

E questo principio non vale solo per la Palestina e i paesi musulmani su cui focalizza in particolare ProMosaik e.V. nel suo lavoro, ma anche per l’America Latina e il resto del mondo.

Ulteriori informazioni su Amerika 21 le trovate qui:
https://amerika21.de/

Che importanza riveste oggi in Europa un giornalismo professionale sull’America Latina nel mondo tedesco?

L’America Latina nel mondo della stampa tedesca degli ultimi decenni ha percorso diverse fasi. A partire dagli anni 1950 i paesi dell’America Latina erano soprattutto partner commerciali. Seguirono poi i grandi conflitti politici e l’epoca sanguinosa delle dittature. Allora l’interesse crebbe visto che si formava un movimento di solidarietà con i movimenti di resistenza e visto che delle imprese della Germania occidentale e lo stesso Governo della Germania occidentale di allora erano coinvolti nelle violazioni dei diritti umani. In seguito l’America Latina scomparve dai media per poi riottenere una certa importanza alla fine degli anni ’90 con l’ascesa dei governi progressisti di sinistra. Come si è avuto questo cambiamento? In particolare nel caso del Venezuela si può dimostrare come molti aspetti non furono semplicemente riportati o riportati in modo errato. Basti pensare all’origine del Movimento della Quinta Repubblica…

… fondato dal presidente Hugo Chávez, deceduto nel 2013

Infatti i consumatori dei media tedeschi per tanto tempo non erano neppure in grado di capire questo movimento. Dicevano semplicemente che Chávez era un ex-militare “controverso” e che la critica nei suoi confronti stava aumentando. E la motivazione che aveva condotto alla creazione del movimento e il fatto che il governo Chávez fosse sostenuto dalla maggior parte della popolazione erano aspetti chiusi in dissolvenza. Altre cose venivano semplicemente rappresentate in modo errato. E ad un certo punto il tutto iniziò a mostrare delle caratteristiche bizzarre: mentre Chávez in Venezuela aveva vinto una dozzina di elezioni, soprattutto i media della casa editrice Springer lo descrivevano come “dittatore”.

A quell’epoca proprio a partire da questo retroscena è stato fondato il portale amerika21. Si trattava di spiegare i retroscena riguardanti gli eventi dall’America Latina in lingua tedesca e di offrire un’informazione il più professionale possibile. Per noi si trattava inoltre di raccontare discussioniche si svolgevano direttamente in America Latina e di parlare delle modalità con cui si discuteva lì.

Su quali tematiche principali focalizza il Suo lavoro?

Il Venezuela rappresentava il fulcro del nostro lavoro. Poi si aggiunsero nuovi autori con nuove tematiche su Cuba, Bolivia e Ecuador. Da una parte pensiamo che i governi progressisti come quelli dell’Ecuador e dell’Argentina siano in grado di offrirci anche delle ipotesi di soluzione per la crisi dell’Euro. Dall’altra ci stanno a cuore i movimenti  che si impegnano a favore dei diritti umani, in particolare in Messico e Columbia (che tra l’altro sono due partner commerciali stretti della Germania Federale), ove giorno dopo giorno rischiano la propria vita.

Che importanza riveste oggi la critica al neoliberalismo e al neoimperialismo USA per lo sviluppo dell’America Latina?

Entrambi i discorsi critici sono stati fondamentali per il movimento dell’integrazione degli ultimi anni, anche se il confronto con l’imperialismo USA in America Latina e nei Caraibi ha una storia molto più lunga. Il neoliberalismo in America Latina era stato praticamente importato sulla punta della baionetta dei soldati di Pinochet. Dopo il colpo di stato sanguinoso contro il governo eletto democraticamente del Presidente Salvador Allende l’11 settembre del 1973, la disastrosa economia neoliberale venne imposta in modo brutale in Cile. Seguirono altri stati, sempre accompagnati da una politica autoritaria o dittatoriale nei confronti della classe operaia. I nuovi governi progressisti rappresentano un movimento opposto: infatti essi sono tutti e senza eccezione il risultato di un confronto critico con il neoliberalismo.

Come spiegherebbe alle nostre lettrici e ai nostri lettori il senso di una critica razionale al capitalismo? 

Penso che soprattutto noi tedeschi – che facciamo parte del gruppo dei vincitori della crisi dell’Europa – dobbiamo essere capaci di considerare le cose da una prospettiva più ampia. Negli ultimi anni la Germania ha approfittato dell’impoverimento dell’Europa meridionale. Allo stesso tempo i produttori di armi tedeschi esportano un numero elevato di armi mai visto prima. In America Latina le imprese tedesche partecipano senza pietà allo sfruttamento delle materie prime, mentre il trasferimento della tecnologia e del sapere viene ostacolato.
Il compito di un giornalismo alternativo consiste nel mostrare questi meccanismi. Soprattutto non si deve trattare di un giornalismo che serve gli interessi dello stato tedesco, ma che mette in discussione le situazioni negative, spiegando i collegamenti. Proprio nel caso dell’America Latina si vede che i problemi sociali esistenti nella maggior parte dei casi sono riconducibili a una certa modalità di gestire l’economia e al fatto che il sistema economico capitalista distrugge l’esistenza di numerose persone.

Che cosa ha già raggiunto con il Suo portale e che cosa si augura di raggiungere in futuro?

Negli ultimi anni il portale Amerika21 è cresciuto molto di più di quanto ci fossimo mai aspettati. Devo dire che il portale era partito come piccolo blog, gestito da me con altri due colleghi.  Oggi per amerika21 scrivono dozzine di giornalisti. Molti si trovano direttamente in America Latina, un aspetto che consideriamo molto importante. Abbiamo un team redazionale che coordina il lavoro e un team di editori. Diversi clienti dal mondo della politica, della diplomazia e nel settore delle ONG hanno acquistato l’abbonamento alle notizie di amerika21. E abbiamo dozzine di sostenitori che ci sponsorizzano. Comunque la maggior parte del nostro lavoro rimane volontario. Ma nel frattempo abbiamo i mezzi per pagare almeno un contributo di sostegno ai collaboratori fissi che assistono i nuovi autori. Per questo siamo sempre alla ricerca di nuovi clienti che acquistano il nostro abbonamento e di nuovi sostenitori.

Che importanza rivestono oggi i social media per i portali di stampa e le associazioni attive a livello politico?

Chi desidera raggiungere molte persone, oggi non può più rinunciare ai social media. Il team di Amerika21 si è subito reso conto di questo. Per questo dietro le quinte lavora un team che diffonde i contenuti nelle principali reti dei social media. Infatti il nostro obiettivo non consiste solamente nello scrivere per una piccola comunità limitata. Vorremmo diffondere in modo ampio delle informazioni autentiche al fine di poter influenzare la linea politica dei media sull’America Latina. E questo obiettivo riusciamo a raggiungerlo sempre più spesso, proprio attraverso un impegno di diffusione e di relazioni pubbliche continuo.

Categorie: Cultura e Media, Interviste, Sud America
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