La dichiarazione di Delfi

24.06.2015 - Pressenza Hong Kong

Quest'articolo è disponibile anche in: Inglese

La dichiarazione di Delfi

La conferenza di Delfi sulla crisi russo/europea creata da Washington (il mio discorso alla conferenza è qui: http://www.paulcraigroberts.org/2015/06/19/paul-craig-roberts-address-international-conference-europeanrussian-crisis-created-washington/) ha emesso una dichiarazione per denunciare l’attacco UE contro la nazione greca.

Di Paul Craig Roberts

La Dichiarazione di Delphi chiede ai popoli europei, e in particolare a quello tedesco, di fare la cosa giusta e opporsi al saccheggio della Grecia da parte di quello che viene definito l’Un Per Cento. Questo appello alla buona volontà rischia di cadere nel vuoto, anche se il saccheggio della Grecia creerà un precedente che potrà poi essere applicato a Italia, Spagna, Francia e persino Germania.

Il settore finanziario in Occidente non finanzia più investimenti in impianti e attrezzature. Gran parte dell’economia manifatturiera statunitense è stata trasferita all’estero, e la mancata crescita del reddito dei consumatori porta di conseguenza a ridotte opportunità di investimento negli Stati Uniti. Con i derivati, la speculazione finanziaria ad effetto leva sembra avere raggiunto i propri limiti. Tutto questo suggerisce che il saccheggio di paesi con il pretesto di consolidarne il debito sovrano è la nuova strada verso la ricchezza.

Il settore finanziario si dedica ora al saccheggio del settore pubblico negli stessi paesi occidentali. Con la distruzione delle strutture dello stato sociale occidentali, come è accaduto in Grecia, vengono liberate entrate pubbliche pronte per essere afferrate dall’Uno per cento . Lo statunitense Obamacare è un meccanismo che permette a compagnie di assicurazione private di saccheggiare le risorse pubbliche assegnate all’assistenza sanitaria. Gli esempi sono numerosi. Le privatizzazioni comporteranno la scomparsa di servizi pubblici, dalla sanità all’istruzione alle pensioni.

La Dichiarazione di Delphi, nel riconoscere questo pericolo, vuole accuratamente avvertire italiani, spagnoli, francesi e tedeschi di essere loro i prossimi sulla lista dei paesi i cui settori pubblici verranno saccheggiati.

I leader di Russia e la Cina certo devono divertirsi nel vedere come i paesi occidentali si stiano autodistruggendo.

LA DICHIARAZIONE DI DELPHI
Su Grecia ed Europa dei partecipanti alla conferenza
I governi e le istituzioni europee, insieme al fondo monetario internazionale, agendo in stretta alleanza con le grandi banche internazionali e altri istituti finanziari, se non sotto il loro controllo diretto, stanno ora esercitando il massimo della pressione anche attraverso aperte minacce, ricatti e calunnie, e una campagna di comunicazione di tipo terroristico diretta contro il nuovo governo greco e contro il popolo greco.

Essi pretendono dal governo legittimamente eletto della Grecia che continui il programma di “bail-out” e le cosiddette “riforme” imposte a questo paese nel maggio 2010, in teoria per “aiutarlo” e “salvarlo”.

Come risultato di questo programma, la Grecia ha sperimentato quella che è di gran lunga la maggior catastrofe economica, sociale e politica nella storia dell’Europa occidentale dal 1945. Il paese ha perso il 27% del suo PIL, cifra superiore alle perdite materiali della Francia o della Germania durante la prima guerra mondiale. Non solo il tenore di vita è drasticamente peggiorato, il sistema di assistenza sociale praticamente distrutto, ma i greci hanno visto cancellati quei diritti sociali conquistati in un secolo di lotte. Interi strati sociali sono stati completamente annientati, sempre più greci mettono fine ad una vita di miseria e disperazione lasciandosi cadere dai balconi, ogni persona di talento che appena ne abbia la possibilità lascia il paese. La Democrazia, sotto il comando di una “Troika” che agisce come un assassino economico collettivo, una sorta di tribunale kafkiano, è stata trasformata in una pura formalità nel paese stesso dove è nata! I greci stanno vivendo adesso quella stessa sensazione di insicurezza per quanto riguarda tutte le condizioni di base della vita sperimentata dai francesi nel 1940, dai tedeschi nel 1945, dai sovietici nel 1991. Allo stesso tempo, i due problemi che questo programma avrebbe dovuto affrontare, il debito sovrano greco e la competitività dell’economia greca, sono entrambi nettamente peggiorati.

Ora, i governi e le istituzioni europee negano anche la più piccola, ragionevole, elementare concessione al governo di Atene, rifiutano persino una pur minima formula salva-faccia. Vogliono una resa totale di SYRIZA, vogliono la sua umiliazione, la sua distruzione. Negando al popolo greco qualunque mezzo pacifico e democratico per uscire dalla propria tragedia sociale e nazionale, stanno spingendo la Grecia verso il caos, se non la guerra civile. Tra l’altro, proprio ora, viene combattuta, in questo paese, una guerra civile sociale non dichiarata di “bassa intensità” soprattutto contro gli indifesi, i malati, i giovani e i vecchi, i più deboli e gli sfortunati. È questa l’Europa che vogliamo per i nostri figli?

Vogliamo esprimere la nostra totale e incondizionata solidarietà con la lotta del popolo greco per la propria dignità, la propria salvezza nazionale e sociale, la propria liberazione dall’inaccettabile controllo di stampo neocoloniale che la Troika sta cercando di imporre su un paese europeo. Denunciamo gli accordi illegali e inaccettabili che i vari governi greci susseguitisi sono stati obbligati, con minacce e ricatti, a firmare, in violazione di tutti i trattati europei, della carta delle Nazioni Unite e della Costituzione greca. Chiediamo che i governi e le istituzioni europee interrompano ora la loro politica irresponsabile e/o criminale nei confronti della Grecia. Li esortiamo ad adottare immediatamente un generoso programma di emergenza in grado di sostenere il risanamento della situazione economica greca ed affrontare il disastro umanitario che già si sta sviluppando in questo paese.

Facciamo inoltre appello a tutti i popoli europei perché prendano coscienza che a rischio non sono solo pensioni e stipendi greci, scuole e ospedali greci, persino il destino di una nazione storica dove nacque la nozione stessa di Europa. Ciò che è in gioco in Grecia sono i salari, le pensioni, i servizi sociali di spagnoli, italiani, ma anche tedeschi, il destino della stato sociale europeo, della democrazia europea, dell’Europa in quanto tale. Smettete di credere ai vostri mezzi di informazione, che raccontano i fatti solo per distorcerne il significato, verificate autonomamente ciò che dicono i politici e i media. Questi cercano di creare, e hanno creato, un’illusione di stabilità. Magari abitate a Lisbona o a Parigi, a Francoforte o a Stoccolma, e siete convinti di vivere in relativa sicurezza. Non cullatevi in questa illusione. Dovreste guardare alla Grecia, per vedere lì il futuro che le vostre élite stanno preparando per voi, per tutti noi e per i nostri figli. È cosa molto più facile e intelligente fermarli adesso piuttosto che più tardi. Non solo i greci, ma tutti noi e i nostri figli pagheremo un prezzo enorme, se permetteremo ai nostri governi di completare il massacro sociale di una intera nazione europea.

In particolare facciamo appello al popolo tedesco. Noi non facciamo parte di coloro che continuano a ricordare ai tedeschi il loro passato, al fine di mantenerli in una posizione per così dire di inferiorità, o per poter utilizzare il senso di colpa a vantaggio dei propri dubbi scopi. Apprezziamo molto le abilità organizzative e tecnologiche del popolo tedesco, la sua comprovata sensibilità nei confronti della democrazia e soprattutto nei confronti di ecologia e pace. Noi desideriamo, e anzi abbiamo bisogno che il popolo tedesco sia uno dei principali sostegni nella costruzione di un’altra Europa, di un’Europa prospera, indipendente, democratica, di un mondo pluralistico.

I tedeschi sanno, meglio di chiunque altro in Europa, dove può portare, e dove ha in effetti portato nel passato, la cieca obbedienza a capi irresponsabili. Non spetta certo a noi insegnarglielo. Sanno anche, meglio di chiunque altro, quanto sia facile dar vita ad una campagna di retorica trionfalistica, per poi finire circondati da rovine. Non li invitiamo a seguire il nostro parere. Chiediamo loro semplicemente di riflettere a fondo sul pensiero di tanti loro eminenti leader, come Helmut Schmitt, per esempio, chiediamo loro di ascoltare la voce dei più grande tra i poeti tedeschi moderni, Günter Grass, la sua terribile profezia riguardo la Grecia e l’Europa alcuni anni prima della sua dipartita.

Chiediamo a voi, il popolo tedesco, di interrompere tale alleanza faustiana tra le élite politiche tedesche e la finanza internazionale. Esortiamo il popolo tedesco a non permettere al proprio governo di continuare a fare ai greci esattamente quello che gli alleati fecero ai tedeschi dopo la loro vittoria nella prima guerra mondiale. Non lasciate che le vostre élite e i vostri leader trasformino tutto il continente, e infine anche la Germania, in un dominio della finanza.

Più che mai abbiamo urgente bisogno di una radicale ristrutturazione del debito europeo, di seri provvedimenti per il controllo delle attività del settore finanziario, di un piano Marshal per la periferia europea, di un coraggioso ripensamento e rilancio di un progetto europeo che, nella sua forma attuale, ha dimostrato di essere insostenibile. Abbiamo bisogno di trovare ora il coraggio di farlo, se vogliamo lasciare ai nostri figli un’Europa migliore, non un’Europa in rovina, immersa in continui conflitti finanziari o addirittura apertamente militari fra le nazioni.

Traduzione dall’inglese di Giuseppina Vecchia per Pressenza

Categorie: Economia, Europa, Internazionale
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