Grecia: la crudele barbarie della finanza internazionale o un nuovo Piano Marshall?

03.02.2015 - Tony Robinson

Quest'articolo è disponibile anche in: Inglese

Grecia: la crudele barbarie della finanza internazionale o un nuovo Piano Marshall?

Com’è possibile che quando un paese si trova in difficoltà finanziare, le “leggi del mercato” affermano che deve pagare degli interessi più alti per prendere in prestito del denaro? Se ci fosse un minimo di solidarietà internazionale quel paese dovrebbe pagare interessi più bassi o nessun interesse, o almeno uno uguale a quello degli altri.

Prendendo l’esempio della Grecia i suoi bond hanno un interesse dell’11.4% nel caso che durino dieci anni, mentre quelli del governo tedesco hanno un interesse dello 0.31%.

I bond sono essenzialmente prestiti. Un paese li emette e un investitore li compra. La rata d’interesse è concordata dal “mercato”. L’investitore dà il suo denaro a chi ha emesso i bond e questi lo usa come gli pare, per finanziare progetti di sviluppo a lungo termine che possono generare redditi, o per necessità a breve termine, come pagare gli stipendi dei dipendenti pubblici. Se oggi la Grecia vendesse 10 milioni di euro di bond dovrebbe pagare un interesse annuale di 1.140.000 euro, mentre per la stessa somma la Germania ne pagherebbe solo 31.000!

Chi paga questi interessi sui prestiti? I contribuenti, naturalmente.

La Grecia ha un debito enorme per via della pessima gestione finanziaria di una serie di governi corrotti e inutili. Quando si è lanciato l’euro tutti sapevano che le cose stavano così, compresa la Germania,  eppure la Grecia è stata accolta a braccia aperte nell’Eurozona. La corruzione è continuata, è arrivata la crisi finanziaria e la Grecia è andata in bancarotta.

La Troika (ossia la Germania) è arrivata e ha insistito che la Grecia doveva pagare i suoi debiti e per questo era necessario tagliare le spese, in modo che più denaro fosse disponibile per la restituzione del debito. Questo però significava licenziare più dipendenti pubblici possibile – insegnanti, dottori, infermiere, addetti alle pulizie degli edifici governativi, ecc e cancellare servizi pubblici come l’assicurazione sanitaria e i sussidi di disoccupazione. A soffrire è stata la gente comune e non quelli che hanno generato il debito, perché loro hanno trasferito da tempo i soldi nelle banche svizzere e nei paradisi fiscali.

Quando i dipendenti pubblici restano disoccupati, anche le compagnie private sono colpite perché c’è meno gente con uno stipendio in grado di comprare beni e servizi. E così anche le compagnie del settore privato avviano licenziamenti di massa e più gente ancora soffre. Meno dipendenti privati però significa meno entrate fiscali e meno denaro per ripagare debiti e interessi.

Secondo la teoria dell’austerity l’economia greca potrà crescere solo quando la gente accetterà salari così bassi e orari di lavoro così prolungati che le industrie di altri paesi si delocalizzeranno là. Così potranno produrre a costi bassi, distruggere i diritti sindacali e trasformare la forza lavoro in schiavi de facto. Nel frattempo non c’è lavoro e questo significa che meno gente paga le tasse. In Grecia l’evasione fiscale era alta anche prima dell’austerity.

Nella giravolta finale del morboso paradosso che è la finanza internazionale, questo significa che l’interesse da pagare per i bond è molto più alto! Dati gli attuali tassi d’interesse, la Grecia paga 37 volte più della Germania quando si tratta di prendere a prestito del denaro.

E’ chiaro che l’intero sistema è immorale e totalmente inumano. Quando qualcuno si trova in difficoltà qualsiasi essere umano dotato di raziocinio e di un minimo di empatia direbbe che la solidarietà significa facilitargli le cose fino a quando non si riprende.

Per la Germania invece la definizione di solidarietà è continuare a prestare sempre più denaro a tassi d’interesse sempre più alti, così che quel paese non riuscirà mai a disfarsi del debito.

Forse stanno solo aspettando il momento in cui il governo greco dirà: “Sapete una cosa? Vi vendiamo il paese!” Chissà se la cifra di 315 miliardi di euro (il totale stimato del debito greco) è sufficiente a comprare un intero paese?

Una soluzione umanista non è semplice da realizzare, ma è collegata all’esigenza di eliminare le “leggi del mercato”.

Che cosa sono esattamente? In pratica equivalgono ad affermare che il denaro è il valore più importante. Nella finanza internazionale l’obiettivo è fare più soldi possibile. Quando qualcuno non può permettersi di prendere in prestito del denaro, diventa disperato e accetta di pagare interessi sempre più alti perché deve pagare le bollette. Spera di riprendersi e un giorno di guadagnare abbastanza da poter saldare il debito.

Cosa succederebbe se non ci fossero le leggi del mercato, se la vita umana fosse il valore centrale?

Be’, nel caso della Grecia, che non riesce a ripagare il suo debito, si smetterebbe di pagare gli interessi e di aumentare il debito. Al paese verrebbe concesso di pagare le spese che forniscono alla gente sanità, educazione e sicurezza, di investire al suo interno e sviluppare nuove fonti di reddito, così da aumentare le entrate dall’estero. Aumenterebbe anche il gettito fiscale e il paese potrebbe pagare il suo debito.

Questo è quello che succederebbe in un mondo basato sul valore della vita umana.

Le leggi del mercato e gli interessi sul denaro non sono qualcosa di naturale, non esistono nella realtà. Sono concetti astratti concepiti e mantenuti da chi ne trae beneficio. Per debellarli è necessaria una nuova scala di valori. Il denaro dev’essere disponibile, senza interessi, per chi ne ha bisogno, paesi compresi.

In questi giorni il Primo Ministro e il Ministro delle Finanze della Grecia stanno girando l’Europa in cerca di gente disposta a considerare con empatia la loro situazione. Spiegano che intendono pagare il debito, ma non possono farlo alle condizioni imposte dalla Troika. Non possono farlo perché per loro la vita umana è più importante delle leggi di mercato.

La soluzione è semplice: bisogna smettere di aumentare il debito della Grecia, darle tempo di sviluppare le sue infrastrutture e le sue industrie, permettere la creazione di nuovi posti di lavoro e non imporle più interessi altissimi sui prestiti. Quando la Germania era in rovina, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, il Piano Marshall ha fatto qualcosa di simile per permetterle di riprendersi.

E’ ora di varare un nuovo Piano Marshall per la Grecia.

Il primo gesto pubblico compiuto dal nuovo Primo Ministro è stato altamente simbolico: ha visitato un monumento ai caduti e reso omaggio alle vittime dei crimini di guerra tedeschi. Il messaggio è chiaro: la Germania era devastata e un piano di aiuti le ha permesso di riprendersi. Anche la Grecia è stata devastata; bisogna darle il tempo di riprendersi.

Traduzione dall’inglese di Anna Polo

Categorie: Economia, Europa, Opinioni
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