Da Lima a Parigi: un anno cruciale per i negoziati sul clima

02.12.2014 - AgoraVox

Da Lima a Parigi: un anno cruciale per i negoziati sul clima
(Foto di inforegion.pe)

articolo di Sara Matera per Linfalab

Si tiene a Lima, dal 1 al 12 dicembre, la ventesima Conferenza delle Parti (COP 20) dell’UNFCCC (Convenzione Quadro delle Nazioni Unite per i Cambiamenti Climatici). E’ l’occasione per discutere i negoziati internazionali sul clima che confluiranno nell’attesissimo Protocollo di Parigi 2015 (COP 21) che sostituirà il celebre, quanto disatteso, Protocollo di Kyoto del 1997.

Dopo il recente annuncio dell’accordo Usa-Cina per la riduzione delle emissioni climalteranti, le speranze della comunità internazionale sono cresciute. Ed è proprio in questi giorni, a Lima, che avremo l’occasione di capire qualcosa di più sulla serietà delle intenzioni politiche dei governi. Le associazioni ambientaliste sono pronte, come sempre, a incalzare il dibattito con manifestazioni e iniziative parallele.

Si parlerà di riduzione delle emissioni di gas serra, di incremento dell’uso di fonti di energia rinnovabile e strategie di adattamento, ma anche di ricorso al nucleare, alla cattura e stoccaggio dell’anidride carbonica e, più in generale, alle tecniche di geoingegneria.

Le cose da decidere sono tante: di quanto bisogna ridurre la concentrazione di gas serra nell’atmosfera per sperare di non superare i 2°C di incremento della temperatura (considerati dall’IPCC la “soglia di sicurezza”)? Quali paesi devono effettuare queste riduzioni e in quali tempi? Quali strumenti finanziari utilizzare per favorire la transizione verso un’economia green? Quali sanzioni stabilire per chi non rispetta i patti? Chi avrà il potere di sanzionare i governi?

In una delle bozze che saranno discusse a Lima nei prossimi giorni (Non-paper on elements for a draft negotiating text) si parla di unaconcentrazione massima di gas serra nell’atmosfera di 350 parti per milione di CO2 equivalente”; di unacompleta decarbonizzazione entro il 2050 e/o di un saldo di emissioni negativo entro il 2100”; di uncarbon budget diviso tra le Parti in base alle responsabilità storiche, all’impronta ecologica e allo stato di sviluppo”.

Gli obiettivi sembrano particolarmente ambiziosi se paragonati al taglio delle emissioni del 40% (rispetto al 1990) entro il 2030 recentemente approvato dall’Unione Europeae alla riduzione del 26%-28% (rispetto al 2005) entro il 2025-2030 annunciata da USA e Cina. Il rischio, purtroppo, è che i documenti di Lima e Parigi possano restare puri manifesti di intenzioni come è stato nel caso del Protocollo di Kyoto. La questione dirimente è sempre la stessa: occorre un meccanismo sanzionatorio nel caso di serie infrazioni da parte delle Nazioni firmatarie. Revisioni periodiche e successive raccomandazioni non bastano più.

(CC) Attribution Non-Commercial Share Alike (by-nc-sa)

Categorie: Ecologia ed Ambiente, Opinioni, Questioni internazionali, Sud America
Tags: , , ,

Newsletter

Inserisci la tua email qui sotto per ricevere la newsletter giornaliera.

Cerca

Il canale Instagram di Pressenza

Documentario: L'inizio della fine delle armi nucleari

Documentario: RBUI, il nostro diritto di vivere

Mobilitiamoci per Assange!

App Pressenza

App Pressenza

Canale di YouTube

International Campaign to Abolish Nuclear Weapons

International Campaign to Abolish Nuclear Weapons

Archivi

xpornplease pornjk porncuze porn800 porn600 tube300 tube100 watchfreepornsex

Except where otherwise note, content on this site is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International license.

maltepe escort