Organizzazione Mondiale della Sanità: Cuba, un modello da seguire

02.09.2014 - Salim Lamrani

Quest'articolo è disponibile anche in: Francese

Organizzazione Mondiale della Sanità: Cuba, un modello da seguire
(Foto di La scuola Latino-Americana di Medicina(ELAM))

L’OMS considera il sistema sanitario cubano un esempio per tutti i paesi del mondo.

Il sistema sanitario cubano è mondialmente riconosciuto per la sua eccellenza ed efficacia.

Nonostante le risorse estremamente limitate ed il forte impatto delle sanzioni economiche imposte dagli USA da più di mezzo secolo, Cuba è riuscita ad estendere l’accesso alle cure mediche a tutte le categorie sociali e ad ottenere dei risultati simili a quelli realizzati dai “paesi più sviluppati”.

In occasione della sue recente visita a L’Avana (Giugno 2014) Margaret Chan , direttrice generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha elogiato il sistema sanitario cubano e si è detta impressionata per i successi ottenuti. « Cuba è l’unico paese che dispone di un sistema sanitario basato sulla ricerca e sullo sviluppo a sistema chiuso. Questa è la strada da percorrere perché solo attraverso l’innovazione si può pensare di migliorare la sanità », ha dichiarato Chan che ha inoltre apprezzato « gli sforzi compiuti dalla classe dirigente del paese per fare della sanità un fondamentale pilastro per lo sviluppo [1] ».
Il sistema sanitario cubano si basa sulla medicina preventiva e, in questo modo, sono stati ottenuti dei risultati eccezionali. Secondo la direttrice, il mondo intero dovrebbe seguirne l’esempio e sostituire ad un sistema curativo, inefficace e più costoso, un sistema di tipo preventivo, sottolineando come l’organizzazione: « desideri ardentemente che tutta la popolazione mondiale possa avere accesso a dei servizi medici di qualità, come avviene a Cuba [2] ».
L’OMS ha inoltre ricordato che il problema dell’accesso alle cure mediche nel mondo, non è in alcun caso una conseguenza della carenza di risorse ma, piuttosto, è sintomo della mancanza di volontà politica, da parte delle classi dirigenti, di proteggere le popolazioni più vulnerabili ed ha citato, a tal proposito, l’isola dei Caraibi come prefetto contro-esempio[3]. Infatti , nel Maggio 2014, come riconoscimento dell’eccellenza del suo servizio sanitario, Cuba ha presieduto la 67esima Assemblea mondiale della sanità [4].
Con un tasso di mortalità infantile pari a 4,2 per mille, Cuba registra il più basso indicatore del continente e di quello che viene definito Terzo Mondo. Questo dato riflette la qualità del sistema sanitario e l’impatto che questo ha sulla vita dei bambini e delle donne incinte. Il tasso di mortalità infantile di cuba è persino inferiore a quello degli USA e si colloca tra i più bassi al mondo [5].

Con una speranza di vita di 78 anni, Cuba vanta, inoltre, una delle popolazioni più longeve del continente americano e del Terzo Mondo presentando un indicatore simile a quello dei paesi più sviluppati. In media i cubani vivono 30 anni in più dei loro vicini di Haiti e si stima che nel 2025 l’isola registrerà il più alto tasso di ultrasessantenni di tutta l’America latina [6].

Un sistema sanitario al servizio dei popoli del “Terzo Mondo”

 

Cuba permette alle popolazioni dei paesi meno sviluppati di beneficiare del sostegno dei suoi esperti in ambito sanitario. Infatti, dal 1963, l’isola invia medici e personale sanitario in numerosi paesi, per prestare assistenza alle fasce più deboli della popolazione. Attualmente, circa 30 000 collaboratori medici lavorano in più di 60 paesi [7].

L’esempio emblematico della solidarietà cubana è rappresentato dall’Operazione Miracolo, lanciata nel 2004 da Fidel Castro e Hugo Chávez. Questa campagna umanitaria, realizzata a livello continentale nel quadro del progetto di integrazione dell’Alleanza bolivariana per le Americhe (ALBA), consiste nell’operare gratuitamente i latino-americani poveri affetti da cataratta ed altre patologie dell’occhio [8].

In dieci anni, circa 3,5 milioni di persone hanno recuperato la vista grazie all’internazionalismo cubano. Questo programma sociale, creato inizialmente per il Venezuela, è stato esteso a tutto il continente con l’obiettivo di operare un totale di 6 milioni di persone. Oltre alle operazioni chirurgiche, la Missione Miracolo fornisce gratuitamente occhiali e lenti a contatto a chi risulta affetto da problemi della vista[9].

In totale , sono circa 165 le istituzioni cubane che partecipano all’Operazione Miracolo, la quale dispone di una rete di 49 centri oftalmologici e 82 strutture operatorie in 14 paesi dell’America latina: Bolivia, Costa Rica, Ecuador, Guatemala, Guyana, Haiti, Honduras, isola di Grenada, Nicaragua, Panama, Paraguay, Saint Vincent e Grenadine, Venezuela e Uruguay[10].
La solidarietà cubana si estende anche all’Africa. Nel 2014, LABIOFAM, l’impresa di produzione chimica e biofarmaceutica dell’isola, ha lanciato una campagna di vaccinazione contro la malaria in almeno 15 paesi dell’Africa occidentale [11]. Secondo l’OMS, questo virus, che colpisce soprattutto i bambini, costa la vita a 630000 persone l’anno, « per la maggior parte bambini africani di età inferiore ai 5 anni». « Questo significa che 1000 bambini muoiono ogni giorno di malaria[12] », ricorda l’Organizzazione.

Allo stesso modo, Cuba forma giovani medici di tutto il mondo presso la Scuola Latino-Americana di Medicina (ELAM). Dalla sua fondazione, nel 1998, l’ELAM ha formato più di 20 000 medici provenienti da più di 123 paesi. Al momento, 11 000 giovani (provenienti da più di 120 paesi) studiano presso l’istituzione cubana. Secondo Ban Ki Moon, segretario generale delle Nazioni Unite, l’ELAM è «la scuola di medicina più avanzata al mondo». Il segretario ha inoltre elogiato i medici cubani che lavorano in tutto il mondo ed in particolare ad Haiti: «Sono sempre i primi ad arrivare e gli ultimi ad andar via. Restano sul luogo dopo i momenti di crisi. Cuba può mostrare al mondo interno il suo sistema sanitario, un modello per molti paesi [13] ».

Elogiando Cuba, l’OMS sottolinea come sia possibile per un paese del Terzo Mondo, con delle risorse limitate, istituire un sistema sanitario efficace capace di offrire a tutta la popolazione un’assistenza sociale degna di questo nome. Ma perché questo avvenga è necessario che vi sia la volontà politica di mettere l’essere umano al centro del proprio modello di società.

 

Note

[1] Prensa Latina, « Directora de OMS reconoció labor de Cuba en materia de salud », 16 juillet 2014.

[2] Agencia Cubana de Noticias, « World Health Organization Praises Cuba’s Achievements », 14 juillet 2014.

[3] Prensa Latina, « Directora de OMS reconoció labor de Cuba en materia de salud », op. cit.

[4] EFE, « Directora general de la OMS está en Cuba para ver avances en investigaciones », 15 juillet 2014.

[5] EFE, « Cuba cierra 2013 con la tasa de mortalidad infantil más baja de su historia », 2 janvier 2014.

[6] Oscar Alfonso Sosa, « Crece esperanza de vida geriátrica en Cuba”, Cubadebate, 29 avril 2014.

[7] Salim Lamrani, Cuba: les médias face au défi de l’impartialité, Paris, Editions Estrella, 2013, p. 49.

[8] Cubadebate, « La Misión Milagro cumple hoy diez años : ha devuelto la vista a 3,4 millones de personas », 8 juillet 2014.

[9]Ibid.

[10] Ibid.

[11] Agencia Cubana de Noticias, « Cuba’s LABIOFARM Launches Malaria Campaign in Western Africa », 30 mai 2014.

[12] Organisation mondiale de la santé, « World Malaria Report 2013 », 2013, p. v. http://www.who.int/malaria/publications/world_malaria_report_2013/report/en/ (site consulté le 19 juillet 2014).

[13] Nyliam Vásquez García, « La escuela médica más avanzada del mundo », Juventud Rebelde, 28 janvier 2014.

Source :http://operamundi.uol.com.br/conteudo/babel/37221/cuba+un+mod%E8le+selon+lorganisation+mondiale+de+la+sante.shtml

Categorie: Opinioni, Salute, Sud America
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