#OcupeEstelita: Soccorro, ma non corro!

Il pontile José Estelita, a Recife, in Brasile, è il nuovo obiettivo  della speculazione immobiliare che ci schiaccia con cemento e acciaio. Sopravviviamo all’ombra dell’accerchiamento dei grattacieli che coprono la luce delle nostre città, senza i diritti fondamentali della libertà di essere umani. E reagendo a questo, una  multidiversità di Homo Sapiens urla: “Soccorro, ma non corro”. Questo è  Ocupe Estelita.

L’occupazione del pontile José Estelita è cominciata il 21 maggio, quando un consorzio di imprese costruttrici ha iniziato la demolizione dei vecchi capannoni di zucchero, per la realizzazione del progetto “Nuovo Recife”. La demolizione è iniziata nel cuore della notte, ma un cittadino che passava da lì ha registrato l’azione con foto che ha pubblicato sulle reti sociali. Lo stesso cittadino ha chiesto il permesso di demolizione ai funzionari che erano lì, ma questi hanno respinto la sua richiesta. Poiché insisteva a chiedere la licenza, gli è stato chiesto di allontanarsi dal sito, con la promessa di presentargliela presto. Quando se ne è andato, è stato avvicinato da uomini armati con rivoltelle e pistole, che lo hanno picchiato, hanno rotto il suo telefono e cancellato le foto scattate.

Quella stessa notte altri cittadini sono andati al pontile José Estelita, dopo essere stati informati di quanto era accaduto attraverso le reti sociali e sono riusciti a evitare che le macchine continuassero la demolizione. Faceva freddo, ma i cuori sono stati riscaldati dalla fiamma di un falò. Il giorno successivo (22/5), è stato presentato un permesso di demolizione se non altro “sospetto” (scritto a mano);  l’Istituto del Patrimonio Storico e Artistico Nazionale (Iphan) ha bloccato l’opera delle imprese edili e la Corte Federale ha concesso un’ingiunzione contro il progetto “Nuovo Recife”.

Giorno dopo giorno, il movimento Ocupe Estelita cresce. Attività educative, artistiche e culturali si svolgono tutto il tempo, con un pubblico che a volte raggiunge più di 10.000 persone. Questo lascia più chiare le contraddizioni di interessi tra le imprese costruttrici e la società. Chi partecipa all’occupazione sente sulla pelle e nel cuore che può vincere la lotta contro un progetto da  800 milioni di reali. Il Consorzio Nuovo Recife, consapevole di ciò e spaventato alla vista della società attiva, promuove un processo di manipolazione della ‘opinione pubblica’, con trasmissioni/ pubblicità a pagamento su giornali e nell’orario più caro della TV e della radio.

Presumibilmente, sono le imprese costruttrici  quelle che manipolano di più la politica brasiliana. Un esempio è la ditta Queiroz Galvao SA, che partecipa al progetto “Nuovo Recife” , ha donato 52 milioni di reali alle campagne elettorali dal 2012 e ha ricevuto 518 milioni di reali in contratti dal Governo Federale nel 2012 (fonte: http://www.politicaaberta.org/ranking). La Moura Dubeux, un’altra impresa costruttrice del “Nuovo Recife”, ha donato 500.000 reali alla campagna dell’attuale sindaco della città di Recife (fonte: TRE-PE). Per non parlare delle sovrafatturazioni delle opere della Coppa del Mondo. Ed è contro questa corrente di manipolazione politica che si schiera Ocupe Estelita.

Il Consorzio Nuovo Recife ha acquistato il terreno dal pontile José Estelita, che apparteneva alla nazione, come unico partecipante di un’asta “sospetta” nel 2008, oggetto di un’indagine della Polizia Federale e del Pubblico Ministero Federale. Inoltre mancano le licenze dell’Istituto del Patrimonio Storico e Artistico Nazionale (Iphan), dell’Agenzia Nazionale del Trasporto Terrestre (ANTT) e del Dipartimento Nazionale delle Infrastrutture e dei Trasporti (DNIT), senza contare la mancanza di studi di impatto ambientale ed altri ancora. La società, il Pubblico Ministero di Pernambuco e il Pubblico Ministero Federale (già menzionato) accumulano cinque azioni giudiziarie contro le assurdità del progetto “Nuovo Recife”.

Nella seconda settimana di Ocupe Estelita, già con centinaia di persone in attività, è stato emesso un ordine di riappropriazione del terreno (5/29) dal giudice Márcio Aguiar, sostituto nella Corte di Giustizia di Pernambuco. Il Pubblico Ministero di Pernambuco ha sottolineato varie irregolarità in quest’ordine di riappropriazione ed ha presentato un ricorso (2/6), che non è ancora stato esaminato.

Un accordo tra il governo e l’Ocupe Estelita ha assicurato che non ci sarebbe stato uno sgombero violento sul terreno del pontile José Estelita e si sono avviati negoziati tra i manifestanti, il governo e  le imprese costruttrici. Nonostante il Comune di Recife abbia sospeso il permesso del progetto del Consorzio Nuovo Recifema, le imprese lo hanno pubblicizzato sui mass media. Il 17 giugno la Polizia Militare Antisommossa, accompagnata da agenti a cavallo e cani, è arrivata sparando proiettili di gomma e gas lacrimogeni: diverse persone sono rimaste ferite, alcune sanguinavano, altre sono state portate in ambulanza agli ospedali e anche dei bambini ed una donna incinta sono stati vilmente aggrediti. Né il Pubblico Ministero, né il Comune di Recife sono stati avvertiti dell’azione violenta della polizia. Tutto questo il giorno prima del processo di appello contro l’ordine di riappropriazione, fissato per il 18 giugno

Video dell’azione violenta della Polizia Militare:

Siamo tutti(e) Estelita!

#OcupeEstelita

Traduzione: Helena Maronna.