La neutralità della rete è in pericolo

25.05.2014 - Amy Goodman

Quest'articolo è disponibile anche in: Inglese

La neutralità della rete è in pericolo

Michael Powell (nella foto) è il figlio del Generale Colin Powell. Powell padre sa una cosa o due sulla guerra: il 5 febbraio 2003 ha presentato alle Nazione Unite il piano di invasione dell’Iraq, basato su false prove dell’esistenza di armi di distruzione di massa e ora considera quel discorso una “macchia” duratura sulla sua reputazione. È quindi sorprendente che suo figlio agiti lo spettro di una “terza guerra mondiale” rivolgendosi all’amministrazione Obama.

Michael Powell è il presidente della National Cable and Telecommunications Association (NCTA), ossia la più grande lobby dell’industria della tv via cavo. È anche l’ex presidente della Federal Communications Commission (FCC). Il suo bersaglio è la neutralità della rete. La battaglia si svolge a Washington, nel quartier generale della FCC, un edificio privo di caratteri distintivi. I più grandi provider di servizi Internet – compagnie come Comcast, Time Warner Cable, AT&T e Verizon – stanno unendo le forze per sopprimere la neutralità della rete. Milioni di cittadini, assieme a migliaia di organizzazioni, compagnie, artisti e investitori cercano di salvarla.

Cos’è la neutralità della rete? È il principio fondamentale per il quale chiunque possa contattare qualsiasi persona, che gli utenti abbiano la possibilità di accedere con facilità sia al piccolo sito lanciato in un garage sia ai principali portali Internet come Google o Yahoo. La neutralità della rete è la protezione di Internet contro la discriminazione. Quindi perché questi enormi fornitori di servizi vogliono eliminare una cosa così buona? Per avidità. I più grandi provider accumulano già immensi profitti, ma se gli fosse consentito di creare un Internet a più livelli, con alcuni fornitori di contenuti che pagano di più perché i loro siti o applicazioni web vengano caricati più velocemente, potrebbero ottenere un profitto extra. Ricordiamoci che gli utenti pagano già per l’accesso a Internet. Ora compagnie come Comcast vogliono far pagare le persone dall’altro capo della connessione, rastrellando miliardi di dollari sia dagli utenti che dai fornitori di contenuti.

Se la neutralità della rete verrà eliminata, i fornitori di contenuti grandi, affermati e con molto denaro compreranno l’accesso a una “corsia di sorpasso” privilegiata. Siti web più piccoli e nuove applicazioni non avranno lo stesso accesso e resteranno imbottigliati nella “corsia lenta”. L’era delle piccole start-up innovative arriverà di colpo a una battuta d’arresto. Non cercate più aziende hi-tech fondate in un dormitorio studentesco. Accedere a quei siti richiederà più tempo rispetto a quelli offerti dalle grandi compagnie.

La FCC è la classica agenzia governativa “cooptata” dalle imprese che dovrebbe regolamentare, i cui funzionari si alternano tra la funzione pubblica e il lavoro in queste stesse aziende. L’attuale presidente della FCC, nominato dal Presidente Barack Obama, è Tom Wheeler, in precedenza capo della NCTA e in seguito capo della lobby dell’industria del wireless. Tom Wheeler e Michael Powell in pratica si sono scambiati i ruoli. Purtroppo entrambi svolgono lo stesso lavoro: rappresentare gli interessi delle grandi imprese.

È stato con Michael Powell che la FCC ha definito il settore della banda larga “servizio di informazione”, limitando la misura nella quale l’industria può essere regolamentata.  Nel suo recente discorso di apertura all’incontro annuale della NCTA lo ha chiamato “un leggero ritocco della regolamentazione”. L’impennata retorica di Powell è stata però un fiasco. I servizi di banda larga negli Stati Uniti sono in media molto più lenti e più costosi di quelli di altri paesi.

Gli attivisti vogliono che la FCC torni a classificare la banda larga un servizio pubblico, come i servizi telefonici. Immaginate se alle compagnie telefoniche fosse consentito di ridurre la qualità delle vostre telefonate, perché non avete pagato per il servizio premium. O immaginate se l’acqua che esce dal vostro rubinetto fosse meno pulita dell’acqua dei vicini, perché loro pagano una somma extra per avere dell’acqua di migliore qualità. Questi servizi sono regolamentati. Le persone ricevono lo stesso servizio senza discriminazioni.

Lo scorso gennaio un tribunale federale ha annullato le regole dell’ “Open Internet” della FCC, ritenendo che essa possedesse l’autorità per regolamentare internet, ma che le sue regole non avessero senso. Classificando in modo corretto Internet come un servizio pubblico, la FCC potrebbe regolarlo in maniera legale e sensata.

Quasi 2 milioni di persone sono già intervenute a favore della neutralità del web chiedendo la riclassificazione dei servizi Internet, ossia la legge che secondo Michael Powell provocherebbe la “terza guerra mondiale”. Michael Powell può minacciare una guerra politica, ma dovrebbe fare attenzione a ciò che desidera. Nel 2003, come presidente della FCC, si era battuto per consentire una maggiore concentrazione dei media, provocando una forte reazione pubblica. Alla fine, le norme che aveva proposto fallirono. Con le proteste globali contro le leggi di regolamentazione di Internet chiamate SOPA e PIPA il Congresso ha imparato una lezione.

Adesso l’attenzione è concentrata sulla FCC. Tom Wheeler ha la possibilità di ascoltare i milioni di cittadini preoccupati e di correggere gli errori del passato, o può eseguire gli ordini di Michael Powell e del suo esercito di lobbisti. Se lo farà, si ritroverà anche lui con una macchia indelebile sulla reputazione.

Traduzione dall’inglese di Cecilia Benedetti. Revisione di Anna Polo

Categorie: Cultura e Media, Europa, Internazionale, Nord America, Opinioni
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