Ankara 19 agosto 13;   oggi a Kugulu Park ho parlato con un gruppo di ragazzi che hanno nuovamente piantato le tende nel parco, dove da circa due settimane la polizia non interviene.

 

Insieme ai gruppi di altre zone della città, vogliono organizzare per il mese di settembre (dopo le vacanze estive, quando gli studenti universitari torneranno in città) una grande manifestazione per rilanciare con forza la proposta di cambiamento politico e sociale in Turchia.

 

Mi hanno detto che in questi mesi nella città di Ankara si sono formate più di 30 assemblee (che qui in Turchia chiamano ‘forum’) che si riuniscono in diverse zone, di solito in parchi pubblici o in piazze, in genere una o due volte a settimana.

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Inoltre esiste una riunione settimanale di coordinamento e scambio di informazioni, la domenica pomeriggio, a cui partecipano rappresentanti delle varie assemblee di zona.

La riunione di coordinamento è una riunione informativa, non decisionale. Cioè è una riunione in cui non si prendono decisioni.

I rappresentanti delle assemblee di zona mettono a disposizione di tutti gli altri le informazioni, le idee, le proposte, le azioni, ecc. sviluppate nella loro assemblea.

 

In alcuni casi i rappresentanti delle assemblee di zona cambiano effettuando una turnazione.

In altri casi sono scelti in base alla loro capacità di parlare e sintetizzare.

Ma i ragazzi con cui ho parlato sono coscienti che è meglio evitare ‘leader’ o ‘rappresentanti permanenti’, che non corrispondono alla ‘nuova sensibilità’ dei movimenti che si stanno sviluppando in questi ultimi anni nel mondo.

Come abbiamo già visto in altri Paesi, i ‘leader’ non vengono accettati in questi nuovi movimenti. Così come non vengono condivise ideologie del passato.

La nuova sensibilità è orizzontale, non c’è posto per chi vuole concentrare potere decisionale nelle mani proprie o di un gruppo di persone.

 

Qui devo segnalare una difficoltà che ho notato anche qui in Turchia: spesso in queste situazioni arrivano gruppi con una ideologia comune, a volte militanti di partiti politici o altri tipi di organizzazioni, che tentano di dare alla gente, alle assemblee, alle manifestazioni e alle attività, la direzione che loro ritengono migliore in base alle loro idee.

Non capiscono che la ‘nuova sensibilità’ che si sta cominciando ad esprimere in tanti luoghi del mondo,

non si muove in base ad ideologie, ma in base ad un modo di sentire, in cui le persone sono accomunate dall’aspirazione ad un mondo basato sulla nonviolenza e sul rifiuto di leader e rappresentanti.

 

I rappresentanti delle varie assemblee dovrebbero cambiare continuamente, in modo da non rischiare che diventino leader e anche per dare la possibilità a tutti di fare esperienza ed imparare a ‘rappresentare’

un insieme di persone diverse che anche se partono da una sensibilità comune, esprimono sempre una grande varietà di punti di vista, che a volte non coincidono nemmeno con i punti di vista degli stessi rappresentanti…

Ma è proprio l’espressione della diversità uno dei punti di forza della nuova sensibilità!

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I giovani che ho incontrato a Kugulu Park hanno tra i 18 e i 23 anni.

Una ragazza (di cui non riferisco il nome per motivi di sicurezza) mi ha detto che molti dei più attivi, hanno dai 15 ai 25 anni e che sono ‘la generazione del perché’ (the ‘why generation’).

Sono curiosi, vogliono sapere il perché delle cose, non si accontentano della attuale organizzazione sociale, non accettano il ‘mondo dello stabilito’…

 

Sono come i giovani che ho incontrato in altri Paesi: hanno in comune la stessa sensibilità, attiva e nonviolenta, la stessa sete di libertà e cambiamento; sono parte del nuovo mondo che sta nascendo.