E’ uscito oggi il Rapporto Annuale di Reporters Senza Frontiere sullo stato della libetà di stampa nel mondo.

La versione italiana del rapporto, che è stata tradotta dall’équipe di traduttori all’italiano di Pressenza, è reperibile all’indirizzo:

http://rsfitalia.org/2012/12/19/liberta-di-stampa-il-2012-in-cifre-88-giornalisti-e-47-cittadini-giornalisti-uccisi-lanno-peggiore-per-i-giornalisti-dalla-prima-pubblicazione-del-bilancio-annuale-di-reporter-sen/

Il rapporto, che denuncia 88 uccisioni di giornalisti e 144 di bloggers, quasi 900 arresti, numerose intimidazioni e rapimenti, sottolinea il fatto che, da quando, nel 1995, l’organizzazione in difesa della libertà di stampa stila il suo rapporto, questa è la peggiore situazione analizzata.

“L’anno 2012 si è rivelato particolarmente cruento e ha registrato un aumento del 33% rispetto al 2011 del numero di giornalisti assassinati nel corso dell’esercizio delle proprie funzioni. Le zone maggiormente interessate sono il Medio Oriente e il Nord Africa (26 morti), seguono l’Asia (24 morti) e l’Africa sub sahariana (21 morti). Il continente americano è l’unico a registrare un calo – seppure relativo – del numero di giornalisti assassinati durante lo svolgimento dell’attività professionale (15 morti).” Dichiara l’organizzazione.

“Il bilancio non è mai stato così negativo dal 1995. In questi ultimi anni, il numero di giornalisti assassinati è cresciuto fino a raggiungere i 67 morti nel 2011, 58 nel 2010, 75 nel 2009. Nel 2007, si era registrato un picco storico con 87 professionisti dei media assassinati, uno in meno di quest’anno. Gli 88 giornalisti che hanno perso la vita nel corso del 2012 sono stati vittime della copertura di conflitti o attentati, oppure assassinati per mano di gruppi legati alla criminalità organizzata (mafia, narcotraffico, ecc.), di milizie islamiche o per ordine di ufficiali corrotti.” Prosegue.