Dopo oltre un anno di silenzio, il leader del Movimento Indipendente per Popoli Indigeni del Biafra, Nnamdi Kanu, ha fatto il suo grande ritorno sull’emittente clandestina nigeriana “Radio Biafra”. “Chiunque mi ha creduto morto, o prigioniero, o incapace di intervenire di nuovo si deve ricredere. Sono vivo e vegeto” – ha detto – “Il Biafra vivrà, non cederemo mai”. Si è trattato di un discorso infuocato durato quasi un ora durante il quale il leader indipendentista ha invitato il suo popolo a boicottare gli affari e gli interessi nigeriani. In chiusura ha chiesto lo svolgimento di un referendum sulla questione dell’indipendenza del Biafra.

Il leader indipendentista, in concomitanza con l’intervista, ha fatto pubblicare alcune sue foto in Israele, mentre prega davanti al muro del pianto. Ha spiegato che dopo l’assalto delle forze speciali l’anno scorso alla sua casa e le decine di vittime uccise dall’esercito è riuscito a salvarsi ed ora è pronto per riprendere la lotta. Nnamdi Kanu ha anche sostenuto di essere stati vittima di un tentativo di assassinio da parte delle autorità nigeriane.

La sua ricomparsa è un problema per la politica nigeriana. Il caso Biafra ha già scatenato una terribile guerra negli anni sessanta con due milioni di morti. L’anno scorso il problema è venuto fuori di nuovo e il leader della protesta era appunto Nnamdi Kanu. La questione dell’indipendenza del Biafra si somma ad una serie di problemi per la Nigeria: la crisi del delta del Niger, quella dell’Ambazonia, regione anglofona che chiede la secessione dal Camerun e confina con la Nigeria, i conflitti etnici e per la terra nella parte centrale del paese. Tutto questo a pochi mesi dalle elezioni presidenziali che si terranno nel 2020.

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