A volte basta un albero per raccontare una storia. Non un albero qualunque, ma un kaki nato da una pianta che è sopravvissuta a uno degli eventi più tragici della storia: la bomba atomica. Da questo simbolo semplice ma potentissimo prende vita il progetto portato avanti dall’associazione Nagasaki-Brescia Kaki Tree for Europe, che oggi, nel 2026, coinvolge migliaia di persone in tutta Europa.
Tutto ha origine a Nagasaki, dove nel 1945 la bomba atomica distrusse gran parte della città. Eppure, tra le macerie, alcuni alberi di kaki riuscirono a sopravvivere. Da quei pochi alberi, negli anni, sono state ricavate nuove piante, poi diffuse nel mondo come segno concreto di rinascita. Non si tratta solo di un simbolo: piantare un kaki significa scegliere di ricordare, ma anche di guardare avanti.
Nel corso degli anni il progetto è cresciuto molto. Oggi ha coinvolto oltre un milione di persone, con 199 progetti attivi in Italia e circa 235 in Europa, e più di 100 iniziative ancora in sviluppo. Numeri importanti, che mostrano come un’idea nata da un singolo albero si sia trasformata in una rete internazionale di scuole, associazioni e comunità.
Uno degli aspetti più significativi è il coinvolgimento dei giovani. Il concorso “Un seme per rinascere”, rivolto alle scuole, invita studenti e studentesse a lavorare insieme per realizzare opere artistiche, testi o performance. Attraverso queste attività, i ragazzi non solo esprimono la propria creatività, ma riflettono su temi fondamentali come la pace, la collaborazione e il rispetto reciproco. In questo modo il progetto diventa anche un percorso educativo, capace di lasciare un segno concreto.
Tra le iniziative più significative ci sono anche le “feste di compleanno” degli alberi di kaki, momenti partecipati in cui si celebra non solo la crescita dell’albero, ma anche quella della comunità che lo ha accolto. Un esempio recente è quello di Paderno Franciacorta, dove il 24 aprile 2026 si sono festeggiati i dieci anni dalla messa a dimora del kaki. Più che una semplice ricorrenza, è stata un’occasione per riflettere su come un gesto semplice, come piantare un albero, possa nel tempo generare memoria, relazioni e impegno condiviso.
A rendere ancora più significativo questo momento è stata la presenza dei ragazzi che, dieci anni prima, avevano partecipato alla piantumazione: oggi più grandi, sono tornati nello stesso luogo, dando vita a un vero e proprio passaggio di testimone tra generazioni. Accanto a loro erano presenti anche figure importanti, come Vito Fiorino, simbolo di solidarietà per aver salvato decine di migranti nel 2013, e Salvatore Attanasio, padre di Luca Attanasio, ambasciatore italiano nella Repubblica Democratica del Congo, ucciso nel 2021 durante una missione diplomatica. La sua presenza richiama un impegno concreto per la pace e la cooperazione internazionale, in linea con i valori del progetto Kaki Tree.
Accanto a queste esperienze, un ruolo centrale è svolto dalle messe a dimora degli alberi di kaki, veri e propri eventi collettivi che coinvolgono intere comunità. Un esempio è il festival Orientizzati che si svolge a Spotorno. Qui la piantumazione dell’albero apre la manifestazione e diventa il simbolo attorno a cui si sviluppano tre giorni di attività dedicate alla cultura giapponese: laboratori, mostre, spettacoli e incontri. Ricordiamo la presentazione del libro C’è un albero in Giappone di Chiara Bazzoli, Sonda Edizioni. Il gesto di piantare un albero si trasforma così in un’esperienza condivisa, capace di unire persone e culture diverse.
Il progetto guarda inoltre al futuro con nuove iniziative. Tra queste spicca il Kaki Bike Tour 2027, un viaggio che ad agosto partirà da Spotorno e attraverserà diverse città italiane, tra cui Genova, Lucca e Montone. Seguendo il percorso degli alberi già piantati, il tour vuole creare un collegamento simbolico tra territori diversi, tutti uniti dallo stesso messaggio di pace.
A raccontare questa esperienza ci sarà anche un podcast, che accompagnerà il viaggio tappa dopo tappa. L’inviata sarà Giulia Bonomelli (del direttivo dell’associazione Nagasaki-Brescia Kaki Tree Project for Europe), che raccoglierà storie, incontri e testimonianze, contribuendo a diffondere il progetto anche attraverso nuovi strumenti di comunicazione.
Oggi il Kaki Tree non è più soltanto il ricordo di ciò che è accaduto a Nagasaki, ma una realtà viva e in continua evoluzione. Attraverso scuole, eventi e iniziative diffuse sul territorio, dimostra che la pace non è qualcosa di astratto, ma si costruisce nel tempo, con gesti concreti e condivisi — proprio come prendersi cura di un albero.
Paderno Franciacorta (Brescia) decimo compleanno del kako di Nagasaki (23 aprile 2026)











