Tre ex-funzionari sono stati condannati per corruzione e malversazione di fondi statali ed ora le parti (condannati e procura) hanno il diritto di presentare il corrispondente appello contro la decisione dell’organo giudiziario di primo grado, per un giudizio di secondo grado.
La Prima Camera Penale del Tribunale Provinciale del Popolo di Santiago de Cuba ha emesso sentenze (26 aprile 2026) relative al caso n°19 del 2026, in cui tre cittadini sono stati condannati rispettivamente a 15, 14 e 10 anni di reclusione per il reato di falsificazione continuativa di documenti bancari e commerciali finalizzata alla appropriazione indebita, e un cittadino a una multa di 600 quote da 40 pesos ciascuna per il reato di traffico illecito di valuta nazionale e valuta estera.
Gli imputati Amarilis Tellez Torres e Julio César Palacios Peralta, rispettivamente Ragioniere C e Responsabile del Gruppo Contabilità Finanziaria dell’Unità Operativa di Base (UEB) della Società di Conservazione di Verdure di Santiago de Cuba, una volta che a tale ente fu concesso un prestito bancario di 20 milioni di pesos, e in accordo con l’imputata María Luisa Creme Quiroga, economista della Cooperativa di Credito e Servizi Rodolfo Rodríguez Benítez, effettuarono 4 bonifici, per un totale di 5.175.504,22 dollari, sul conto personale di Creme Quiroga, e successivamente si divisero tra loro la somma di 3.986.504,22 dollari.
In seguito, con il denaro proveniente dalla frode che corrispondeva a Creme Quiroga, e che era ancora presente sulla sua carta magnetica, acquistò 2000 dollari statunitensi dall’imputato Kenly Hierrezuelo Tellez, per la somma di 1.195.434,66 pesos.
Tali fatti sono stati provati nel corso del processo orale e costituiscono i reati di falsificazione continuativa di documenti bancari e commerciali finalizzata alla appropriazione indebita, previsti e sanzionati dagli articoli 333.1.3 a) e b) in relazione agli articoli 9.1 a) e 2, 10.1, 297.1 e 2 del Codice Penale, la cui pena prevista va dagli 8 ai 20 anni di reclusione; e di traffico illecito di valuta nazionale e valuta estera, previsto e sanzionato dall’articolo 315.1 g), la cui pena prevista va dai 2 ai 5 anni di reclusione o una multa da 500 a 1000 unità o entrambe.
Nel corso del procedimento e durante il dibattimento orale, sono state rispettate le garanzie procedurali e i diritti al giusto processo, sanciti dalla Costituzione della Repubblica di Cuba e dalla Legge di Procedura Penale, ma soprattutto la linea di “tolleranza zero” del governo rivoluzionario cubano contro la corruzione amministrativa.
Nel comminare la pena a ciascuno degli imputati, il tribunale ha tenuto conto della gravità degli atti commessi, del grado di partecipazione di ciascuno all’attività criminale e delle loro caratteristiche personali. Oltre al carcere, i condannati sono stati interdetti dall’esercizio delle loro professioni; privati dei diritti pubblici e divieto di lasciare il paese; e obbligo di restituire per intero il denaro rubato all’entità statale.











